Believe in Harvey
Alla fine di giugno del 2004 mi trovavo a Miami per una breve vacanza prima del tour estivo. Camminando lungo Collins Avenue m’imbattei
in alcune strane scritte sulla pavimentazione del marciapiedi in prossimità di un drugstore della catena Walgreens: fatte probabilmente
spruzzando una bomboletta di vernice gialla su degli stencil, riportavano uno strano slogan, “believe in Harvey”. Incuriosito, tornai in
hotel e cercai con Google
qualunque informazione mi potesse essere utile a conoscerne l’autore e a decodificarne il messaggio.
Alcuni risultati della ricerca riportavano a Lee Harvey Oswald, l’assassino di John Fitzgerald Kennedy, e li scartai subito perché
sicuramente non inerenti.
Molti altri facevano invece riferimento a un film del 1950 nel quale James Stewart è un simpatico ubriacone di nome Elwood P. Dowd che ha
un amico immaginario, un coniglio gigante che si chiama, appunto,
Harvey.
Leggendo alcuni passi di una recensione del film, il concetto mi fu
improvvisamente chiaro: il protagonista viene spinto da Harvey a essere generoso, socievole e ottimista nei confronti del prossimo.
Credere in Harvey significa credere negli altri, diventando persone migliori.
Mi stupì molto il fatto che anche uno dei miei film preferiti degli ultimi anni avesse come
co-protagonista un coniglio gigante immaginario, e probabilmente la citazione non era affatto casuale.
Tornai in Italia, e gli impegni pubblici e privati mi fecero quasi dimenticare di Harvey.
Finché l’altro giorno, digitando nuovamente nella casella di Google le parole “believe in harvey”, non mi sono imbattuto in un
nuovo risultato non presente ai tempi della mia prima ricerca.
Frank è un ragazzo irlandese che attualmente vive in Australia; a 19 anni è stato colpito da un’emorragia cerebrale che gli ha lasciato
menomazioni motorie e cognitive permanenti costringendolo su una sedia a rotelle.
Frank vuole portare a termine una grande impresa: attraversare l’Australia da Perth a Byron Bay. Non gl’importa che gli altri non credano
sia possibile, Frank sa che la sua immaginazione si trasformerà in realtà.
“Sto inseguendo un sogno, una marcia attraverso l’Australia. Spingerò la mia sedia a rotelle dritto fino a Byron Bay insieme al mio amico
invisibile Harvey. Harvey è la combinazione di tutto ciò di buono in cui credo, la mia famiglia, le figure storiche portatrici di pace,
l’immaginazione umana, i sogni e l’importanza dell’individuo, e molto molto altro. Sono fortunato ad avere quest’opportunità, perché
credo di poter trasformare un sogno in realtà, e perché credo che i sogni di altre persone diventeranno possibili.
Harvey è ciò che m’ispira a diventare una persona migliore.”
Grazie Frank.