Smoke
di Wayne Wang (1995)


"Sono tutte uguali!"
"E’ vero, quattromila fotografie dello steso posto. L’angolo tra la terza e la settima alle otto di mattina. Quattromila giorni con tutti i tipi di clima possibile. E’ per questo che non vado in vacanza, devo stare qui ogni mattina, alla stessa ora. Ogni mattina, nello stesso posto, alla stessa ora."
"Non ho mai visto niente del genere."
"E’ il mio progetto. Quello che puoi chiamare: il lavoro della mia vita."
"Pazzesco! Non sono sicuro di aver capito. Insomma… come ti è venuta questa idea… di fare questo progetto."
"Non lo so. Mi è venuta. E’ il mio angolo dopo tutto. Sì, insomma, è una piccola parte del mondo ma… anche qui succedono delle cose, come in qualunque altra parte. E’ la documentazione del mio angolo."
"E’ un po’ ossessivo."
"Non capirai mai, se non vai più piano amico mio."
"Cosa vuoi dire?"
"Voglio dire che vai troppo veloce, non guardi neanche le foto."
"Ma… sono tutte uguali."
"Sono tutte uguale, ma ognuna è differente dall’altra. Ci sono delle mattine di sole, delle mattine buie. Ci sono luci estive e luci autunnali. Giorni feriali e fine settimana. C’è gente con l’impermeabile e le galosce. E gente con la maglietta e i pantaloncini. Qualche volta la stessa gente, qualche volta differente. Qualche volta quelli differenti diventano uguali e la stessa gente scompare. La terra gira intorno al sole e ogni giorno, la luce del sole colpisce la terra da un’angolazione differente."
"Più piano, eh…"
"E’ quello che consiglio. Lo sai com’è: domani, domani, domani. Il tempo mantiene sempre il suo ritmo."
Lo scrittore Paul Benjamin (William Hurt) e il tabaccaio Augustus “Auggie” Wren (Harvey Keitel) che tutti i giorni, alla stessa ora, fotografa sempre lo stesso scorcio davanti al suo negozio.


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