La lunga estate calda


Ben: Noi ci sposeremo Miss Clara. Non ha sentito?
Clara: Lo hanno abbindolato Signor Quick, per una volta nella sua astutissima vita, il merlo è lei.
Ben: Vuol dire che mi butta via? Che rifiuta la mia mano e il mio cuore?
Clara: E' troppo uguale a mio padre per piacermi, e come lui me ne basta uno.
Ben: E' un vecchio formidabile.
Clara: Naturalmente lupo non mangia lupo.
Ben: Ci domi, ci faccia agnelli.
Clara: Non ne ho nessun interesse. Rinunciai a lui quando avevo 9 anni, e rinunciai a lei quando la guardai nei suoi gelidi occhioni azzurri.
Ben: Ha visto bene il colore.
Clara: Ho visto bene tutto di lei.
Ben: Bè, mi accorgo che non le piaccio però lei mi dovrà prendere, per amore o per forza.
Clara: No, per quanta vita potrò avere.
Ben: Mi sposerà e la gente dirà, quella poverina di Clara Vagner suo padre l'ha maritata a quel pezzente salta fossi buono a nulla arrivato da chissà dove. Li lasci parlare dia retta a me, lei la mattina si sveglierà sorridendo.
Clara: Quello non basta. Mi capisce sì quando dico che quello non basta? Signor Quick, io sono un essere umano, lo se che significa? Significa che ho dato un valore a me stessa ed alto, molto alto. La cosa potrà anche sorprenderla ma io ho moltissimo da offrire, tante cose che ho accumulato in tutti qusti anni. Cose come l'amore e la comprensione e l'umorismo e il buon gusto e la buona cucina. Io sono preparata ad essere l'araba fenice per qualche fortunato o per lo meno la migliore delle mogli che un uomo desideri avere accanto. Questa è la storia di un essere umano, storia che non può essere comprata o venduta e non sarà certamente ceduta al primo estraneo di passaggio.
Ben: E va bene allora scappi e senza fermarsi mai. Faccia un biglietto per un treno qualsiasi e sparisca subito. E allora forse, forse badi sarà al sicuro da me.


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