da
Storia vera
di Luciano di Samosata
Anch’io, desideroso, per vanità, di lasciare qualcosa ai posteri e per non essere il solo privo della libertà poetica, non avendo niente di vero da raccontare – niente di degno mi era infatti mai capitato – mi diedi alla menzogna, una menzogna, a dire il vero, molto più ragionevole delle altre: infatti, riconoscendo subito che mentirò, dirò almeno questa verità.
Gli [ad Omero] chiesi ancora perché mai avesse cominciato l’Iliade con l’ira di Achille. Ed egli: — Mi è venuto così, senza neanche riflettere —.
Cara Calipso, ti saluto.
Devi sapere, Calipso, che, come partii da te con quella zattera che mi ero costruita, feci naufragio e a stento fui portato in salvo d Leucotea nel paese dei Feaci; da questi fui rimandato in patria dove trovai molti pretendenti di mia moglie che se la spassavano in mezzo ai miei beni: li feci fuori tutti, ma anch’io fui poi ucciso da Telegono, il figlio che mi nacque da Circe. Ora sono qui nell’isola dei Beati e mi piange il cuore aver lasciato la vita che conducevo presso di te e l’immortalità che mi promettevi. Se trovo l’occasione, scappo subito da te.
La lettera di Ulisse a Calipso
<-- 'frasi dai libri'
<-- 'Luciano di Samosata'