da Arcobaleno
di Banana Yoshimoto
Una volta in mare, nella riserva, a dire la verità sembravamo noi esseri umani a essere in mostra. I pesci si muovevano tranquilli, del
tutto incuranti di noi alieni che invece nuotavamo affannosamente.
Con gli occhi spalancati per la meraviglia, ebbi uno strano pensiero.
Chissà se un gruppo di extraterrestri che si fosse messo a osservare la Terra dallo spazio avrebbe pensato che anche noi, esattamente
come quei pesci, siamo esseri meravigliosi che fluttuano nell'atmosfera.
In quel momento vidi un piccolo squalo color giallo limone spuntare impavido; nuotava in un modo differente dagli altri pesci.
Ah, incredibile! E' giallo! E sgranai ulteriormente gli occhi.
Ogni volta che cambiava direzione con la pinna posteriore, controllavo con un certo disagio che non si soffermasse a osservare i miei
piedi. Ricordavo nel dettaglio quelle storie secondo le quali l'olfatto degli squali è superiore a quello degli esseri umani decine di
migliaia di volte, e che nel momento in cui attaccano gli uomini strabuzzano gli occhi.
Anche se è così piccolo, ha un'aura diversa dagli altri pesci. Fa davvero paura! E per di più è di un giallo da non crederci!
...........
Io avrei voluto continuare ad osservare quel rarissimo squalo in eterno.
Ma guarda che giallo trasparente! Era davvero di un giallo limone molto acceso. Esattamente come l'avevo sentito descrivere.
Eppure era incredibile che ci fossero esseri viventi di quel colore, che ci fossero pesci colorati come frutti. Immaginai i miei occhi
intenti a fissare i suoi movimenti luccicare come quelli di una ragazza innamorata.
L'acqua del mare, all'inizio pulita e limpida, piano piano divenne torbida per via della sabbia sollevata dai movimenti della gente. Ed
esattamente come in una tempesta di sabbia nel deserto, come nei giorni di forte vento con le nuvole che all'improvviso affollano il
cielo, il mondo dei pesci si offuscò come in un'illusione.
I piedi affondavano nella sabbia ed era difficile camminare, ma la sensazione che il mare fosse lì vicino, ondeggiante nel silenzio, era
decisamente più piacevole di tutto il resto.
Le onde si frangevano sulla battigia per poi ritirarsi furtive, mentre la luce del tramonto piano piano riempiva il cielo opaco, coperto
di nuvole. Il sole in mezzo alle nubi era circondato da un alone arancio fosforescente ed era sul punto di sprofondare nel mare.
Poco alla volta la brezza si fece più fresca e il cielo ad oriente divenne più scuro.
Se fossi riuscita a vedere il cane solo come un cane e il gatto solo come un gatto, forse la cosa sarebbe stata molto semplice. Se ai
miei occhi le strade fossero state strade, il cielo un cielo, gli alberi degli alberi, la bistecca una fettina di mucca morta… se quando
avessi rotto il mio piatto preferito fossi stata capace di pensare che bastava ricomprarlo… tutto sarebbe stato molto più semplice.
Così però il mondo avrebbe perso i suoi aspetti misteriosi e interessanti e io non avrei più potuto godere della gioia dell’osservazione,
dell’emozione per le scoperte inattese, del piacere per il lavoro, della consapevolezza di essere viva. Sentivo che per me gli interessai
dovevano per forza venire barattati con la sofferenza. Per entrare in contatto con il mondo le occasioni possibili erano mille e mille
ancora. E adesso che la mamma era morta ed ero rimasta sola, volevo che queste aumentassero ancora di più. Quelle occasioni erano la
prova che ero viva.
<-- 'frasi dai libri'
<-- 'Banana Yoshimoto'