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Il Cavaliere d'inverno
di Paullina Simons
Dal risveglio fino al momento in cui sprofondava in un sonno agitato, Tania mentiva.
Voleva che Alexander smettesse di andarla a trovare. Bugie.
Voleva che rompesse con Dasha. Ancora bugie.
Niente più incontri a Sant'Isacco: meglio così. Bugie.
Niente più corse in tram, niente più giardino d'Estate. Niente più Luga, niente più labbra, occhi o respiri trepidanti. Bene. Ancora
bugie. Alexander era freddo: riusciva a comportarsi come se non ci fosse niente dietro il suo viso sorridente... Per Tatiana non
muoveva neppure un muscolo del suo volto. Bene. Ancora bugie.
All'inizio di settembre a Leningrado venne imposto il coprifuoco... Alexander smise di venire tutti i giorni. Bene. Bugie...
Anche Tatiana indossava la maschera dell'indifferenza e sorrideva a Dimitri, col cuore stretto in una morsa. Anche lei ci riusciva.
Ancora bugie...
Avrebbe voluto uscire dalla maledizione di quella Leningrado di inizio settembre, uscire da quell'assedio di amore e infelicità.
Amava Alexander. Finalmente una verità a cui aggrapparsi.