da
C’era una volta
di Agatha Christie
— Oggi come oggi — osservò Hori — bastano pochi scribi anche per un grande possedimento, ma verrà il giorno, credo, in cui l’Egitto
verrà sommerso da un’armata di scribi.
— Sarà una bella cosa — fece Renisenb.
— Non ne sono certo — obiettò lui.
— E perché?
— Perché, Renisenb, è troppo facile e costa troppo poca fatica scrivere per esempio dieci garze d’orzo o cento capi di bestiame o dieci
campi di farro… e le cose scritte sulla carta verranno prese sul serio come quelle che esistono realmente, così che lo scrittore e lo
scriba guarderanno con disprezzo l’uomo che coltiva i campi, miete l’orzo e alleva il bestiame. E invece i campi e il bestiame sono veri,
on sono macchi d’inchiostro su un papiro! E se pure tutti gli archivi e i papiri che contengono venissero distrutti, e gli scribi
scaraventati ai quattro venti, gli uomini che seminano e raccolgono continuerebbero a farlo e l’Egitto rimarrebbe in vita.
La vita e la morte non meritano che gli si dia tanta importanza.
Hori
Poteva darsi che non sapendolo lei fosse più al sicuro , ma nessun essere umano è contento di trovare sicurezza nell’ignoranza. Lei
voleva sapere.
“Se Hori morisse” pensò Renisenb “io non lo dimenticherei! Hori è come una canzone nel mio cuore, per sempre… E ciò vuol dire che la
morte non esiste più…”
<-- 'frasi dai libri'
<-- 'Agatha Christie'