da Cime tempestose
di Emily Brontë



Incipit
1801. Sono appena rientrato dopo aver fatto visita al mio padrone di casa: l’unico vicino, un uomo solitario, che mi potrebbe infastidire.


Cime tempestose è il nome della dimora del signor Heatchcliff. L’aggettivo “tempestose” fornisce una chiara idea delle turbolenze atmosferiche alle quali si trova esposta quella località quando infuria il maltempo. E un effetti lassù deve regnare di continuo una ventilazione corroborante: non è difficile intuire la violenza del vento da nord, quando soffia al di là del crinale, osservando l’eccessiva inclinazione di alcuni stenti abeti su un lato della casa, e il susseguirsi di rovi i cui tralci si protendono tutti nella stessa direzione, quasi implorando mercè al sole. Per buona sorte l’architetto è stato tanto previdente da progettare una solida dimora: le finestre strette sono incassate in profondità nei muri, gli angoli dei quali sono rinforzati da grosse pietre sporgenti.
Lockwood

Sii con me sempre... assumi qualsiasi forma... fammi impazzire! Ma non lasciarmi, ti prego, in questo abisso, dove non posso trovarti! Oh Dio, è un dolore indicibile! Non posso vivere senza la mia vita! Non posso vivere senza l'anima mia!
Heatchcliff

Heatchcliff [è] una creatura senza famiglia, senza raffinatezza… senza cultura; un arido deserto tutto piante spinose e rocce.
Catherine

In vita mia, ho fatto sogni che non ho più dimenticato e che hanno apportato cambiamenti nelle mie idee; si sono diffusi in tutta me stessa come fa il vino con l’acqua, alterando il colore dei miei pensieri.
Catherine

Attenzione! Le seguenti frasi potrebbero contenere spoiler. Selezionare per leggerle.
…e lui perciò non saprà mai quanto lo amo. Non lo amo perché è bello, ma perché è ancora di più uguale a me stessa di quanto possa esserlo io. Di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono identiche, mentre quella di Linton è diversa come è diverso un raggio di luna dal fulmine o la brina dal fuoco.
[…]
Le mie grandi sofferenze a questo mondo sono state le sofferenze di Heatchcliff, a ognuna delle quali sono stata partecipe fin dall’inizio; il mio grande assillo nella vita è lui. Se ogni altro essere umano perisse e lui sopravvivesse, io continuerei a esistere; e se ogni altra persona restasse a questo mondo e lui dovesse essere annientato l’Universo si trasformerebbe in qualcosa di terribilmente estraneo. Mi sembrerebbe di non farne più parte. […] Il mio affetto per Heatchcliff è come le eterne rocce sottostanti… una fonte di scarsa felicità visibile, ma una fonte indispensabile. Nelly, io sono Heatchcliff… lui è sempre, sempre presente nei miei pensieri… non come un piacere, non più di quanto io sia sempre un piacere per me stessa… ma come il mio stesso essere…
Catherine


<-- 'frasi dai libri'

<-- 'Emily Brontë'