A Borys e a tutti gli altri che come lui hanno attraversato nella prima giovinezza la linea d'ombra della loro generazione con affetto.
Incipit
Soltanto i giovani hanno momenti simili. Non voglio dire i giovanissimi. No. I giovanissimi a dire il vero, non hanno momenti. E'
privilegio della prima giovinezza vivere oltre il presente, nella bella e ininterrotta speranza che non conosce pause o
introspezioni.
Ci si chiude alle spalle il cancelletto della pura fanciullezza e si entra in un giardino incantato. Persino le sue ombre brillano di
speranza, ogni svolta del sentiero ha le sue seduzioni. E non perché si tratti di un paese inesplorato. Si sa bene che tutta l'umanità ha
percorso quella strada. E' il fascino dell'esperienza universale, dalla quale ci si aspetta una sensazione personale o straordinaria - un
po' di noi stessi.
Riconoscendo le orme dei predecessori si va avanti, eccitati, divertiti, facendo tutt'uno della cattiva e della buona sorte - del buono e
del cattivo tempo, come si dice - la pittoresca sorte comune che serba tante possibilità per chi ha qualità o, forse, fortuna. Già, si va
avanti. E anche il tempo va avanti, finché si scorge innanzi a noi una linea d'ombra che ci avverte che la regione della prima
giovinezza, anch'essa, la dobbiam lasciare indietro.