da
Nati due volte
di Giuseppe Pontiggia
Mi guardava con un viso bonario e sorridente, maschera della saggezza che molti assumono avvicinandosi alla vecchiaia e invece è l’ultima, definitiva, eterna forma della stupidità.
Ma in mezzo sta la virtù, dice Orazio, non la verità. Altrimenti sarebbe risolto il problema. La verità, per quanto riguarda gli uomini, è sempre diversa.
È sterminato il numero di cose che gli uomini sopportano, mentre negano di poterlo fare.
È sempre bene, se volgiamo la solidarietà, inserire voci passive nei nostri bilanci. Gli altri ce ne sono grati. E sappiamo che mai ci vogliono così bene come quando non stiamo bene.
Non so se lui avesse capito quello che gli dicevo. Spesso gli altri capiscono solo che siamo turbati e che vogliamo aiutarli. E ci
restituiscono ciò di cui abbiamo bisogno, il loro aiuto.
E danno non solo un aiuto, ma ciò di cui gli uomini hanno più bisogno quando non la sentono mai, la simpatia.
Si potrebbe aggiungere, con una illazione, che uno scrittore è chi è perennemente sensibile alle disgrazie del lessico, anche se non ne viene coinvolto.
Quarantatré anni di scuola gli hanno insegnato che nel rispetto della disciplina c’è una parola superflua che è disciplina. Rispetto basterebbe.
La scuola vera è fatta di eccezioni, rare come i professori che si rimpiangono.
Da giovani chiediamo a Dio tutto e subito, perché Dio è giovane come noi. Poi invecchiamo e anche Dio diventa più lento.
Ancora oggi [la preghiera] mi mette in contatto con una voce che risponde. Non so quale sia. Ma è più durevole e fonda di chi la
nega. Tante volte l’ho negata anch’io, per riscoprirla nei momenti più difficili. E non era un’eco.
[…]
Mi accontenterò (mai verbo più malinconico e più lucido) di un ultimo appuntamento con la voce. Quanto tutto mi mancherà, lei non mi
mancherà.
« Voi dovete vivere giorno per giorno, non dovete pensare ossessivamente al futuro. Sarà una esperienza durissima, eppure non la
deprecherete. Ne uscirete migliorati.
« Questi bambini nascono due volte. Devono imparare a muoversi in un mondo che la prima nascita ha reso più difficile. La seconda
dipende da voi, da quello che saprete dare. Sono nati due volte e il percorso sarà tormentato. Ma alla fine anche per voi sarà una
rinascita. Questa almeno è la mia esperienza. Non posso dirvi altro. »
Grazie, a distanza di trent’anni.