da Nube di passeri
di Takashi Matsuoka



Le parole possono ferire, il silenzio può guarire. Sapere quando è opportuno parlare e quando invece tacere è il compito dei saggi.
La conoscenza può ostacolare, l'ignoranza può liberare. Sapere quando è opportuno conoscere e quando invece ignorare è il compito dei profeti.
La lama diffidente a parole, silenzio, conoscenza o ignoranza, taglia in modo netto. Questo è il compito dei guerrieri.

L'assenza di paura non è un segno di coraggio, bensì di idiozia. Avere coraggio significa conoscere la paura e superarla.

Si augurò che, voltandosi a guardarla...
Vedesse i suoi capelli sciolti sul cuscino, una cascata di tenebra densa e fonda come una notte senza stelle, che dilagava sul lenzuolo di seta azzurra.
Vedesse il suo volto, candido come le nevi di primavera, radioso per la luce rubata alla luna.
Vedesse il suo corpo, tutto curve sinuose e provocanti sotto il copriletto serico, su cui campeggiava uno stemma ricamato che rappresentava due gru bianche in campo dorato, con la gola scarlatta per la frenesia dell'accoppiamento, sospese a mezz'aria in una danza che era nello stesso tempo un duello.
Lei confidava soprattutto nel potere della notte. I capelli scuri, curati e lucenti, erano una delle sue attrattive maggiori, mentre le nevi di primavera potevano rappresentare una pietra di paragone troppo azzardata per la sua carnagione, anche ammettendo una generosa licenza poetica.

Emily si girò a guardare il castello alle loro spalle. La prima volta che lo aveva visto non aveva saputo mascherare una delusione cocente. E quello sarebbe stato un castello? Ma dov’erano le mura possenti e le torri di pietra, i parapetti e i bastioni, i merli e le feritoie, il ponte levatoio e il fossato?[…] Com’erano cambiate le sue convinzioni nel giro di due settimane, rifletteva adesso.
La fortezza Nube di Passeri appariva così leggera che i suoi sette piani sembravano fluttuare sopra la scogliera a picco sul mare. La base di pietra formava un’elegante parabola concava, che svettava verso l’alto per sorreggere pareti di stucco bianche come nuvole estive. Le mura erano coronate dagli archi e dalle curve sinuose dei tetti ricoperti di tegole di terracotta grigia. Dal punto in cui si trovava in quel momento in sella alla sua giumenta, a circa tre chilometri dal castello, poteva immaginare senza sforzo che le tegole fossero passeri sul punto di spiccare il volo. Quell’edificio possedeva un’eleganza eterea che, per contrasto, faceva apparire grevi e ancorate al suolo le massicce costruzioni di pietra delle sue fantasie infantili.

Ogni vera comunicazione, anche fra due persone che parlano la stessa lingua, richiede una traduzione. Alla fine il nostro cuore deve udire ciò che non si può esprimere a parole.


<-- 'frasi dai libri'

<-- 'Takashi Matsuoka'