da Il Piccolo Popolo dei Grandi Magazzini
di Terry Pratchett



Lo sconosciuto era un niomo. Perlomeno, così Masklin dovette presumere. Era alto come un niomo, si muoveva come un niomo...
Ma che razza di vestiti!
Il colore di base, per il vestiario d'un niomo, e il color fango. Questo per motivi pratici. Grimma conosceva una cinquantina di modi per ricavare tinture daq piante selvatiche; e tutte davano un colore che, fondamentalmente, era quello della melma. Ora fango giallognolo, ora brunastro, talvolta melma grigia, talatra perfino verdognola, ma pur sempre, insomma, fango. E la cosa aveva un senso, altroché. Perché il niomo che fosse andato in giro vestito di rosso sgargiante, di turchino o di giallo zafferano, avrebbe avuto si e no una mezz'oretta di vita prima di finire nell'apparato digerente di qualcuno.
Invece questo niomo pareva un arcobaleno. Indossava abiti dai colori vivaci, d'una stoffa fine come carta stagnola, una cintura con borchie fatte di schegge di vetro, stivaletti di cuoio grezzo e cappello piumato. Parlando, si percuoteva la coscia con una correggia di cuoio che risultò essere il guinzaglio della pantegana.
Masklin era basito.


<-- 'frasi dai libri'

<-- 'Terry Pratchett'