da Il ritorno delle gru
di Trevian



Incipit
I numeri balenarono sullo schermo: 9, 8, 7, 6, 5, 4, 3..., poi qualcuno spense il proiettore e accese le luci nelle nicchie lungo i muri della sala.
La voce dell'operatore uscì fievole e metallica dal citofono. "Quando vuole, signor Starr. Noi siamo pronti."
T. Darryl Starr, unico spettatore presente, schiacciò il pulsante che aveva davanti a sé. "Hei, capo. Dimmi una cosa. A che servono tutti quei numeri prima dell'inizio di un film?
"Si chiama 'start', signore," rispose l'addetto al proiettore. "L'ho attaccato alla pellicola per scherzo."
"Scherzo?"
"Sì, signore. Voglio dire che... vista la natura del film... mi sembrava divertente presentarlo come un cortometraggio pubblicitario, non le pare?"
"Perché divertente?"
"Be', non so... oggi che tutti si lamentano per la violenza che si vede al cinema..."
T. Darryl Starr grugnì e si grattò il naso col dorso del pugno chiuso, poi tornò ad abbassare sugli occhi le lenti da pilota che aveva spinto sui capelli tagliati a spazzola la prima volta che si era spenta la luce.
Scherzo? Voglio pensare che non sia uno scherzo, perdio! Se qualcosa è andato storto, mi faranno un culo così. E se qualcosa è andato storto, anche una cosa piccola così, come il mio dito mignolo, puoi scommetterci le palle che Diamond e i suoi scagnozzi se ne accorgeranno. Bastardi ficcanaso! Da quando dirigevano le operazioni della CIA nel Medio Oriente, sembrava che si godessero la vita a segnalare ogni minimo errore.


Nicholai partì per il Giappone su una nave che riportava a casa dei soldati feriti: per una licenza, una decorazione, un ricovero in ospedale, una vita sotto il peso di una mutilazione. Il fango giallo dello Yangtze seguì la nave per miglia dentro il mare, e solo quando l'acqua cominciò a passare dal cachi al blu ardesia Nicholai svolse il pezzo di stoffa che copriva il dono d'addio di Kishikawa-san. Dentro il legno di sandalo in una fragile scatolina, fasciate nella carta per evitare danni, c'erano due Go ke di lacca nera intarsiata d'argento all'uso Heidatsu. Sui coperchi delle ciotole erano appena accennate lacustri case da tè avvolte nella nebbia, strette alle rive di laghi invisibili. Dentro una ciotola c'erano nere pietruzze Nichi di Kishiu. Nell'altra, pedine bianche di conchiglie di Miyazaki... lucide, curiosamente fresche al tatto in ogni stagione.
Nessuno che osservasse il delicato giovanotto affacciato al parapetto del cargo rugginoso, con i verdi occhi nascosti fissi sul rimescolio del mare mentre contemplavano i due doni fattigli dal generale - le due Go ke eShibumi, lo scopo di una vita - avrebbe mai creduto che era destinato a diventare l'assassino meglio pagato della terra.


<-- 'frasi dai libri'

<-- 'Trevian'