da
Rose Madder
di Stephen King
[…] l’opera non era molto diversa da quelle che ammuffiscono in tutti i banchi di pegno [e] i negozi di curiosità […], ma le riempì cuore e mente di quella sorta di tersa eccitazione rivelatoria che appartiene solo ai capolavori che ci toccano nel profondo: il brano musicale che ci ha fatto piangere, il racconto che ci ha fatto vedere con chiarezza il mondo da un angolo di visuale diverso dal nostro, almeno per un momento, la poesia che ci ha fatto sentire felici di vivere, il ballo che ci ha fatto dimenticare per qualche minuto che un giorno non ci saremo più.
La semplice verità è che i brutti sogni sono molto più belli delle brutte veglie.