scritto da Phoebes
martedì 24 giugno 2008
alle 19:54
Categoria : Hoeg

di Peter Høeg

Titolo originale: Frøken Smillas Fornemmelse for Sne
Anno: 1992
Casa Editrice: Mondadori DeAgostini
traduzione di Bruno Berni
Il senso di Smilla per la neve su aNobii

Questo libro partecipa alle sfide 50 libri per un anno e The Great Random Challenge.

[le strisce colorate sono spoiler, selezionare per leggere]

[primo commento scritto molto tempo dopo la prima lettura, postato il 5 febbraio 2007]

C’è un freddo straordinario, 18 gradi Celsius sotto zero, e nevica, e nella lingua che non è più mia la neve è qanik, grossi cristalli quasi senza peso che cadono in grande quantità e coprono la terra con uno strato di bianco gelo polverizzato.

Questa è Smilla che parla in prima persona, all’inizio del romanzo.
Lei "sente" la neve, come dice il titolo, la "capisce". E la neve le dice che la morte di un bambino suo vicino di casa non è stata un incidente, come tutti sembrano pensare. Comincia così questo giallo un po’ atipico, che mi è piaciuto davvero davvero molto. Soprattutto ho adorato le ambientazioni, tra la Danimarca e la Groenlandia, freddo, neve e ghiaccio, ma ancor di più ho adorato il personaggio di Smilla e le sue considerazioni, in cui spesso mi sono ritrovata.

A distanza di tempo grazie al Great Random Challenge ho riletto questo libro e ne sono stata molto contenta. Sono stata molto indecisa se abbassare o no un pochino la votazione, da 4 stelle passare a 3. In realtà sarebbero 3 e mezzo: 4 piene non me la sentivo di dargliele perché a tratti rileggendolo l’ho trovato lento e soprattutto un po’ confusionario, però mi è piaciuto davvero molto, 3 stelle mi parevano poche. La prima votazione con 4 stelle l’avevo data molto tempo dopo la lettura, quando ricordavo solo la bellissima impressione che il libro mi aveva dato. Impressione che confermo pienamente. Quindi… lasciamo 4 stelle, va!
Adoro Smilla sempre più, la adoro perché è sola, fredda, forte e quasi insensibile, ma anche passionale, fragile e ferita. E’ umana, e sotto alcuni aspetti (forse i peggiori!) mi somiglia moltissimo. E poi la adoro perché è proprio un bel personaggio, ben costruito, approfondito e sfaccettato, diviso tra due mondi senza appartenere veramente a nessuno dei due. Poi può anche risultare antipatica (a me no!!), però come personaggio la trovo veramente affascinante!

Non ricordavo il finale così enigmatico, senza una precisa fine, come dice la stessa Smilla: Racconta, verranno a dirmi. Così capiremo e chiuderemo il caso. Si sbagliano. Solo ciò che non capiamo può avere una conclusione. Non ci sarà nessuna conclusione.
Deduco da queste parole che lei ha capito. E’ tornata qanik, la neve dell’inizio, quella che accompagna il funerale di Esajas. Era questo, in fondo, no?, che Smilla desiderava: capire perché.
Comunque, anche se le sorti di Tørk, del meccanico e della stessa Smilla non vengono chiarite, pure
il finale m’è piaciuto. E’ stato questo a farmi definitivamente optare per la riconferma delle 4 stelline, perché ho potuto amare e leggere con emozione questo libro fino all’ultimo rigo.

Le frasi che mi sono piaciute in questo libro sono un bel po’, per cui riserverò loro un altro post. Qui mi limiterò a riportare la mia preferita, che avevo postato anche nella prima recensione.

«Smilla. Com’è possibile che una ragazza carina e minuta come te abbia una voce così rude?»
«Mi dispiace» dico «di dare l’impressione di essere rude solo con la bocca. Mi sforzo quanto posso di esserlo in tutto.»

Il segnalibro che ho usato per questo libro è stato realizzato da Thot appositamente per il Great Random Challenge.
L’ex-libris invece è opera di Ombraluce.

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Un commento per Il senso di Smilla per la neve

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