scritto da Phoebes
sabato 6 20 Aprile13
alle 22:59
Categoria : _cinema_

Rubrica dedicata alle recensioni dei film, due o più nello stesso post. Qui commenterò film visti anni fa che mi va di condividere, ma anche film visti più di recente per cui però non mi va di fare una recensione a parte in un solo post. Quando mi riesce vorrei anche provare a raggruppare i film per genere, o per qualcosa che li accomuna.
I film vecchi solitamente non avranno voto, perché essendo appunto passato del tempo mi posso ricordare se mi è piaciuto o no, ma non valutare il “quanto”.

Il tema di questo po’ di film stavolta è la delusione,ovvero vi presenterò tre film che non mi sono piaciuti. Non si tratta proprio di quelle delusioni cocenti che derivano dall’aver avuto grosse aspettative, ma semplicemente film che una volta finiti mi hanno fatto pensare: potevo impiegare meglio il mio tempo!

The One

(The One, 2001)

di James Wong

In un universo in cui esistono realtà parallele, Gabriel Yulaw ha scoperto che se uccide un suo “doppio” di un’altra dimensione la sua forza fisica aumenta. Yulaw quindi cerca e uccide il “se stesso” di 123 dimensioni diverse fino a che non gliene rimane uno solo, Gabe Law.

Film visto nel marzo 2005. Azione, fantascienza. Soggetto di James Wong. Sceneggiatura di James Wong e Glen Morgan. Con Jet Li (Gabriel Yulaw/Gabe Law), Carla Gugino (T.K. Law/Massie Walsh), Delroy Lindo (Harry Roedecker/benzinaio)
La delusione che ho provato vedendo questo film è stata tale che ancora ricordo le circostanze che hanno accompagnato la visione. Fu durante una notte insonne dovuta al mal di pancia, che decisi di alleviare con qualche film. Per la precisione ne vidi due, questo e Io, robot e, bè… il secondo fu una visione mooolto più soddisfacente!
Anche se mi ha aiutato comunque a passare il tempo, nel complesso The One non mi è piaciuto. L’idea era un sacco interessante (il multiverso, e l’idea dell’unico, the one), però il film mi è parso banale, a tratti noioso, e il finale piuttosto pallido.

Match Point

(Match Point, 2005)

di Woody Allen

È incredibile come cambia la vita se la palla va oltre la rete o torna indietro, no?
Chris

Chris Wilton è un ex tennista che si innamora di un’attrice americana che guarda caso è la ragazza di un suo ricco amico di cui Chris sta per diventare cognato, avendo infatti deciso di sposare la sorella per acquistarsi così una comoda posizione.

Film visto nell’agosto 2007. Drammatico, thriller. Soggetto e sceneggiatura di Woody Allen. Con Jonathan Rhys-Meyers (Chris Wilton), Scarlett Johansson (Nola Rice), Emily Mortimer (Chloe Hewett Wilton), Matthew Goode (Tom Hewett)
Mia cugina mi aveva consigliato vivamente (diciamo pure che aveva tremendamente insistito!) di vedere questo film. E come sempre succede quando uno mi decanta le straordinarie lodi di un film… a me non è piaciuto. Non so, forse mi aspettavo troppo… fatto sta che non l’ho trovato così eccezionale. L’inizio era prevedibile e noioso, oltre che irritante, visto che io odio le storie di tradimenti. Poi diventa interessante, e sul finale c’è un pezzo che mi è piaciuto molto (che non rivelo per non rovinare la sorpresa a chi volesse vederlo) e poi lo stesso finale, piuttosto inaspettato, non è male. Però, nel complesso, troppo lento, lungo e noioso e, soprattutto, personaggi veramente insopportabili!
Questo film mi ha un po’ tolto la voglia di Woody Allen, da allora non ho pi visto un suo film, ma obiettivamente penso che le “premesse” per vedere Match Point non fossero delle migliori, e l’unico altro film di Allen che ho visto (La maledizione dello Scorpione di Giada) ricordo mi era piaciuto, quindi dovrei proprio dimenticarmi di questo film e ritentare con questo regista!

Il fantasma dell’Opera

(1998)

di Dario Argento

Nel teatro dell’Opera di Parigi c’è un fantasma, che vive però nascosto, uscendo solo ogni tato per ammazzare qualcuno qua e là. Questo finché non si invaghisce della cantante Christine Daaé.

Film visto nell’ottobre 2007. Horror. Soggetto di Gaston Leroux (romanzo). Sceneggiatura di Dario Argento, Gérard Brach. Con Asia Argento (Christine Daaé), Julian Sands (il Fantasma), Andrea Di Stefano (Raoul De Chagny), Nadia Rinaldi (Carlotta Altieri)
Ho visto questo film perché partecipavo alla sfida Book to movie challenge, che prevedeva (com’è facilmente intuibile dal nome) di leggere libri da cui è stato tratto un film, e poi magari (non era obbligatorio) anche vederlo, il film. Il fantasma dell’Opera è il primo libro che lessi per quella sfida, anche se per la verità si trattava di una rilettura. Già la prima volta m’era venuta voglia di vederne qualche versione cinematografica, ma solo alla seconda lettura mi sono finalmente decisa, per soddisfare pienamente le regole della sfida, a vedere qualche film. Ho provato con questo di Dario Argento, anche se, lo ammetto, ero prevenuta nei suoi confronti, perché: 1) non mi piace Asia Argento, la trovo inespressiva 2) ricordo il trailer che vidi a suo tempo, e mi aveva fatto capire che la storia era molto cambiata rispetto al libro. Avevo ragione su entrambi i punti.
La storia in breve racconta di questo “fantasma” che vive nei sotterranei dell’Opera e si innamora della cantante Christine Daeé. Il primo incontro tra i due avviene già di persona, eliminando così tutto il discorso del fascino del fantasma dovuto alla sua voce. La cameriera di Christine, personaggio aggiunto, era proprio antipatica: perché aggiungerla? Raul è diventato barone (non mi vorrei sbagliare, ma mi pare che nel libro fosse un conte), è un idiota (va bè, lo era abbastanza anche nel libro) e pure brutto, e l’attore gareggia con Asia a chi ha meno espressività. Nel film il fantasma è un uomo con poteri soprannaturali ma aspetto normale: totalmente inverso a quanto accadeva nel romanzo, dove il Fantasma era di aspetto mostruoso, ma un uomo a tutti gli effetti, non esisteva il soprannaturale, ogni cosa era spiegabile con la scienza, l’ingegno o il talento. E le visioni al chiaro di luna del fantasma sono ridicolissime! Unica aggiunta interessante è la storia dei topi: il Fantasma era stato abbandonato in fasce nei sotterranei e quindi “adottato” da queste creature, di cui è divenuto alleato. Interessante anche il cameo, diciamo così, di Degas che dipingeva la scuola di danza.
Insomma, nel complesso il film l’ho trovato noioso, un susseguirsi di scene lente, intervallate da (brevi, per fortuna) scene schifose, con qualche sprazzo di interesse. Per quanto riguarda le scene schifose, va bene, capisco che ad Argento piaccia il truculento, ma se il film fa anche paura, mette almeno un po’ di tensione, lo posso accettare; questo, non mettendo neanche un po’ di paura, di ansia o che altro, alla fine fa solo schifo! Non posso neanche dire di essere stata sempre con le mani sugli occhi per paura delle scene che mi facevano impressione, perché erano prevedibilissime!
Insomma, brutto.

commento al libro

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4 commenti per Un po’(st) di film (6): Delusioni

  1. Camilla P. scrive:

    Peccato per “The one”, non ne avevo mai sentito parlare e leggendo solo la trama avrei senz’altro cercato di vederlo.

    Mi permetto di consigliarti di dare un’altra chance a Woody Allen: è vero, ci sono alcuni suoi film che non dicono granché, ma ce ne sono altri davvero meritevoli ;D

    E per quanto riguarda “Il fantasma dell’Opera”, ti consiglio la versione musical con Gerard Butler (giovanissimo e con una voce incredibile). A me quella è piaciuta molto!

    • Phoebes scrive:

      E che titolo mi consiglieresti di Allen? A me ispirava Scoop, ma in tutta onestà non ricordo neanche più perché! :)

      Il musical de Il fantasma dell’Opera ce l’ho tra i film “da vedere” da un sacco di tempo (anche perché a me i musical piacciono moltissimo!), ma è uno di quelli che per un motivo o per un altro non sono ancora riuscita a vedere, purtroppo!


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