scritto da Phoebes
mercoledì 25 Settembre 2013
alle 10:29
Categoria : Saffo

di Saffo

Titolo: Poesie
Genere: poesia
Autore: Saffo (biografia)
Nazionalità: greca
Anno prima pubblicazione: tra il VII e il VI secolo a.C.
Casa Editrice: Newton Compton (Classici)
Traduzione: Ilaria Dagnini
Pagine: 140
ISBN: 978-88-541-2611-4
Provenienza: Libreria Online (Amazon)
Note: premessa di Roberto Pazzi, cura e traduzione di Ilaria Dagnini
Link al libro: IN LETTURAANOBIIGOODREADS
inizio lettura: 31 agosto 2013
fine lettura: 21 settembre 2013



È tramontata la luna
e le Pleiadi; a mezzo del suo corso
è la notte, l’ora passa
e io dormo sola

Frammento 168 B

Non sono una grande amante della poesia, ma ogni tanto ci provo ad accostarmi a questo genere, e certe volte, come in questo caso, ne rimango parecchio soddisfatta.

io dico che qualcuno si ricorderà di noi
Ritratto femminile, detto “Saffo”. Copia romana da originale greco dell’età classica, conservato ai Musei Capitolini.
Di Ignoto (Marie-Lan Nguyen (2011)) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

Così recita il frammento 147 di Saffo. Non so a chi si riferisse con quel “noi”, ma se per caso parlava di sé e della sua opera, bè, ovviamente aveva pienamente ragione, se non per quel riduttivo “qualcuno”.

Ho deciso di comprare e leggere questo libro dopo aver letto una poesia di Saffo in un POST del blog VORREI ESSERE UN PERSONAGGIO AUSTENIANO. Leggendo questo libro qui ho scoperto che quella poesia nasceva dall’unione di tre diversi frammenti: il 168 B (che ho riportato all’inizio del post), il 47 e il 146 (tra le frasi in basso). La poesia originale non la ricordavo più, ma “casualmente” tutti e tre i frammenti li ho comunque riportati come frasi nel post, segno che anche spezzettati hanno comunque catturato la mia attenzione. E proprio questo “spezzettamento” è la cosa che mi ha colpito di più in questa lettura. Da una parte ho trovato molto triste il fatto che si siano conservati solo dei frammenti dell’opera di questa poetessa, ma dall’altra ho pensato: meno male che almeno qualcosa si è conservato per giungere fino a noi!

Alcuni frammenti sono veramente esigui, solo poche parole, come per esempio il numero 38:

tu ci consumi

lascia spazio all’immaginazione, e devo ammettere che questa cosa mi ha intrigato non poco, alcuni dei pezzi più belli che ho riportato in basso sono frammenti di questo tipo, da cui si può intuire qualcosa dalle poche parole rimaste, che sanno evocare sentimenti e sensazioni pur essendo così incomplete. Altre volte però queste lacune le ho trovate un po’ irritanti, perché avrei voluto poter capire cosa Saffo voleva dire, come per esempio col frammento 36:

io desidero e bramo

che mi ha lasciato con la frustrante considerazione che non sapremo mai cosa Saffo volesse così intensamente.

Altri frammenti, poi, pur nella loro incompletezza, o forse grazie ad essa, mi hanno portato a fare delle riflessioni. Per esempio il frammento 109:

la concederemo, dice il padre

Probabilmente si tratta di un epitalamio*, quindi un canto di gioia, ma leggere solo questo frammento mi ha messo tristezza perché mi ha ricordato la condizione della donna, che non era altro che una proprietà, prima del padre che poi col matrimonio la “concedeva”, appunto, al marito, suo nuovo padrone. Solo leggendo questo frammento ho potuto comprendere appieno l’importanza del tìaso, la “scuola” che Saffo aveva a Lesbo. Lo immagino come un periodo felice quello che queste ragazze passavano lì, in cui, sì, imparavano ad essere buone mogli, ma allo stesso tempo vivevano un periodo di relativa libertà, probabilmente l’unico e ultimo della loro vita. Ci credo che, come dice Ilaria Dagnini nell’Introduzione: nessuna delle esperienze che esse avrebbero vissuto avrebbe più potuto raggiungere il valore e l’importanza dell’esperienza del tiaso e poi più avanti nel quadro dei valori dell’etica di Saffo solo l’esperienza del tiaso assume un importanza fondamentale rispetto agli altri affetti che non rappresentano che momenti comuni alla vita di tutte le ragazze. Un periodo “speciale”, insomma, in tutti i significati che questo termine può racchiudere, una parentesi felice in una vita che non lasciava loro il benché minimo spazio per se stesse.

Sul titolo di questo libro non ho molto da dire, la semplice parola “Poesie” spiega bene quello che c’è all’interno, e sebbene mi sarebbe piaciuto magari qualcosa di più evocativo, meglio un titolo così semplice di qualcosa invece di pacchiano. La copertina è molto bella. Ho già avuto modo di elogiare queste copertine della Newton, semplici ma esteticamente gradevoli e con foto di solito belle e calzanti. Questa qui non è da meno.

Sappho of Lesbos by ~jusbrublis on deviantART

Mi piacerebbe poter parlare della poesia di Saffo da un punto di vista più tecnico, ma come ho detto all’inizio io sono molto più per la prosa, i componimenti in versi non sono il mio genere. E poi, come ci ha insegnato il professor John Keating, la poesia non si può misurare con grafici e formule, ma è questione di sentimenti. E di questi ne ho trovati a iosa nella lirica di Saffo. I temi sono un po’ sempre gli stessi, principalmente l’amore e la natura, spesso accomunati in metafore che possono sembrare abusate, fino a che non ci ricordiamo che Saffo le scriveva due millenni e mezzo fa. Tutto si è perfezionato da Omero in poi ma non la poesia, diceva Leopardi. Roberto Pazzi nella premessa a questo libro riformula la frase: Tutto si è perfezionato da Omero, e da Saffo, in poi ma non la poesia. Leggendo infatti i suoi frammenti appare chiaro come è facile immedesimarsi nei suoi versi, come siano stati ben descritti sentimenti che tutti quanti abbiamo provato. Lo dico sempre, e perdonatemi se lo ripeto ancora: la grandezza dei classici secondo me è proprio questa, la sensazione che ci danno che si stia parlando di noi, di cose che ci riguardano. E quando il classico è così lontano nel tempo, quando sappiamo che chi l’ha scritto viveva in un mondo in cui ci riesce difficile immaginare noi stessi, è ancora più evidente la potenza di quelle parole che, arrivate a noi attraverso 25 secoli, rovinate, disperse, lacunose, mutile, pure suonano ancora perfette.

Mini recensione in 5 parole

Frammenti incompleti di bellezza perfetta

Sfide

Un po’ di frasi

Sappho by ~madebyJ on deviantART
Davvero bella l’immagine creata da questo artista, che ne ricrea un’altra famosa di un affresco pompeiano che rappresenta una ragazza con tavolette cerate e stilo, detta “Saffo”
…ricordate
perché nella nostra giovinezza
noi questo facevamo;
molte e belle…
(Frammento 24)

Mi appare simile agli dei
l’uomo che ti siede dinanzi
e da vicino ascolta te che parli
dolcemente

e sorridi incantevole, questa visione
sconvolge il mio cuore in petto:
perché appena ti guardo più non mi riesce
di parlare,
la lingua si inceppa, subito un fuoco sottile
corre sotto la pelle,
gli occhi non vedono più, le orecchie
rombano,

il sudore mi scorre, un tremore
mi afferra tutta, sono più verde
dell’erba, mi vedo a un passo
dall’essere morta.

Ma tutto bisogna sopportare perché…

(Frammento 31)

Le stelle intorno alla bella luna
celano il volto luminoso
quando, al suo colmo, più risplende
sopra la terra…

***

argentea

(Frammento 34)

Eros ha sconvolto il mio cuore,
come un vento che si abbatte sulle querce sulla
montagna.
(Frammento 47)

perché chi è bello, non è bello che il tempo di
guardarlo,
chi è nobile sarà subito anche bello.
(Frammento 50)

la sua luce
si spande sopra il mare salato
e sui campi fioriti;

la bella rugiada si versa, fioriscono le rose,
il tenero cerfoglio e
i fori del meliloto.

(Frammento 96)

(la fanciulla) verginità, verginità, mi lasci e dove te ne vai?
(la verginità) mai più tornerò da te, mai più tornerò

[Questo, devo ammettere, mi ha fatto un po’ ridere!]

(Frammento 114)

A chi, caro sposo, potrò ben paragonarti?
A un ramoscello flessibile, ecco il miglior paragone
(Frammento 115)

Di nuovo Eros che spezza le membra mi sconvolge,
dolceamara, invincibile creatura
(Frammento 130)

vorrei dire qualcosa, ma me l’impedisce il pudore…

se il tuo fosse un desiderio nobile e puro
e se la tua lingua non andasse masticando parole
vergognose
il pudore non velerebbe i tuoi occhi,
ma parleresti come è giusto
(Frammento 137)

io non voglio né il miele né l’ape
(Frammento 146)

scintilla di fiori
la terra inghirlandata
(Frammento 168 C)


* epitalamio: canto nuziale. Vedi QUI per maggiori dettagli.

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6 commenti per Poesie

  1. Insane Bazar scrive:

    Belle queste poesie! Anche io non sono una grande amante della poesia, ma ogni tanto mi piace leggerne delle BELLE ;)

    Miss Piggy

  2. Strawberry scrive:

    Saffo ricordo di aver letto qualcosa a scuola… io poi non un appassionata di poesia e quindi non ho mai indagato… però belle!

    Cara ho un premio per te sul mio blog!

    • Phoebes scrive:

      Ma davvero?!?! Grazie per il premio!!!! Vengo subito a vedere!

      Per quanto riguarda Saff, io invece, credo di non averla mai studiata a scuola, non riesco proprio a ricordare niente! Ma ammetto che di letteratura greca ricordo più o meno solo i tragediografi…è passato troppo tempo!

  3. Camilla P. scrive:

    A scuola non abbiamo letto moltissimi dei suoi frammenti, ed è un peccato, perché mi sono sempre piaciuti molto. La lirica greca è affascinante, e parte di questo fascino potrebbe provenire, come hai scritto tu, anche dalla loro frammentarietà. Chissà quanto dovevano essere belli, i loro componimenti in versione completa!

    • Phoebes scrive:

      E leggendo l’introduzione a questo libro, quando parlava del modo in cui si sono conservai alcuni di questi frammenti, non ho potuto fare a meno di pensare: chissà quante opere magari non ci sono proprio arrivate, neanche in frammenti, e quali capolavori non leggeremo mai! :(


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