scritto da Phoebes
mercoledì 8 20 Gennaio14
alle 12:14
Categoria : Adams

di Douglas Adams

Guida galattica per gli autostoppisti
La vita, l’universo e tutto quanto
Praticamente innocuo

Titolo: Addio, e grazie per tutto il pesce
Serie: Guida galattica per gli autostoppisti (4)
Titolo originale: So Long, and Thanks for All the Fish
Genere: fantascienza, umoristico
Autore: Douglas Noël Adams (sito ufficialeWikipedia)
Nazionalità: Regno Unito
Anno prima pubblicazione: 1984
Ambientazione: Pianeta Terra, per la maggior parte, nello specifico in Regno Unito, verso la fine del XX secolo
Personaggi: Arthur Dent, Ford Prefect, Fenchurch, John Watson detto Wonko L’ Equilibrato
Casa Editrice: Mondadori (Piccola Biblioteca Oscar)
Traduzione: Laura Serra
Copertina: Geoffrey Grahn
Pagine: 208
Provenienza: Libreria
Link al libro: IN LETTURAANOBIIGOODREADS
inizio lettura: 2 gennaio 2014
fine lettura: 6 gennaio 2014


E poi, un certo giovedì, quasi duemila anni dopo che un uomo era stato inchiodato a un palo per aver detto che sarebbe stato molto bello cambiare vita e cominciare a volersi bene gli uni con gli altri, una ragazza seduta da sola a un piccolo caffè di Rickmanswoth capì d’un tratto cos’era che per tutto quel tempo non era andato per il verso giusto, e finalmente comprese in che modo il mondo sarebbe potuto diventare un luogo di felicità. Questa volta la soluzione era quella giusta, non poteva non funzionare, e nessuno sarebbe stato inchiodato ad alcunché.
Purtroppo però, prima che la ragazza riuscisse a raggiungere un telefono per comunicare a qualcuno la sua scoperta, La Terra fu inaspettatamente demolita per fare spazio a una nova superstrada galattica, sicché l’idea parve perduta per sempre.
Questa è la storia della ragazza.

(Pagina 8)

Ancora un altro bellissimo capitolo della saga della Guida Galattica. Un po’ diverso dal solito (restiamo sulla Terra per un bel po’!) ma sempre esilarante e geniale!

Arthur Dent, dopo un bel po’ di autostop, riesce finalmente a tornare sulla Terra. Qui scopre che sono passati solo pochi mesi da quando andò via perché una flotta di navi Vogon aveva spazzato via il pianeta (per far posto a un’autostrada), anche se lui ha viaggiato nella Galassia, e nel tempo, per otto anni. Anche la sua casa è esattamente come l’aveva lasciata, anche se con un po’ di posta accumulata sullo zerbino. Arthur si appresta a ricominciare la vita di prima, ma scoprirà presto che il viaggio in autostop per la galassia l’ha irrimediabilmente cambiato.

Questo romanzo ha iniziato a stupirmi fin dall’inizio. Infatti leggendo l’incipit ho avuto una strana sensazione di deja-vu: io questo inizio l’ho già letto. Sono andata a vedere gli altri volumi della saga, e ho scoperto che così iniziava il primo volume, proprio con le stesse parole. Arrivati però al pezzo che ho riportato all’inizio del post, l’ultima frse era “Questa non è la storia della ragazza“. Ora, a me è bastato già questo per farmi partire in elucubrazioni sul genio di quest’uomo! Aveva già in mente questa storia quando ha scritto quell’incipit? O era uno dei suoi soliti scherzetti, che ha deciso poi di approfondire? Non saprei, ma onestamente neanche mi interessa. Il libro mi è piaciuto molto, non bello come il primo, ovviamente, ma pur sempre una piacevole lettura.

Thanks for All the Fish by ~Negatorto on deviantART

La trama inizia con una sorpresa: Arthur finalmente torna a casa! Dopo 8 anni passati in vestaglia, finalmente può lavarsi e cambiarsi! E questo influisce anche con l’ambientazione, visto che la storia si svolge in gran parte sulla Terra. Questo un po’ mi è dispiaciuto, perché mi sono mancati gli strani mondi e le ancor più strane creature che abbiamo incontrato nei libri precedenti (anche se pure qui non mancano del tutto!)

Anche i personaggi risentono del cambio di prospettiva, essendo molti di meno (almeno rispetto a quanto ricordo dei volumi precedenti!). Abbiamo Arthur e Ford, a cui si aggiunge una nuova conoscenza, Fenchurch. Nel finale fa la sua comparsa invece un vecchio amico, il robot depresso Marvin! Che gioia rivederlo, anche se più malcopncio e depresso che mai! Peccato solo che poco dopo muore! :( Ma era veramente vecchio, porello, e ne aveva passate tante! A causa dei vari stupidi incarichi ricevuti dalle forme di vita organiche ci informa che alla fine era 37 volte più vecchio dell’Universo!

Una cosa che di sicuro non è cambiata è invece lo stile di Adams. Anche se magari questo libro non è entusiasmante come il primo, a me è piaciuto comunque molto. Non ci sono forse genialate pari al 42, o al vaso di petunie, ma sono le piccole cose, le coincidenze inaspettate (e ne capitano davvero moltissime al povero Arthur!), i rimandi agli altri volumi o anche solo a cose che sembravano senza importanza successe qualche pagina prima, che mi hanno fatto amare tanto anche questo libro!

La copertina, come più o meno tutte quelle di questa serie, è carina, simpatica e abbastanza attinente, ma non mi aggrada particolarmente. Il titolo, come tutti quelli di questa serie, fa riferimento a qualcosa successo nel primo capitolo: i delfini, la specie vivente più intelligente del pianeta, avevano capito da tempo che la Terra stava per essere distrutta, e così sono volati via, lasciando agli umani il messaggio “Addio, e grazie per tutto il pesce”.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura

Commento generale.

Questo è ormai il penultimo romanzo della “trilogia in cinque volumi” di Douglas Adams. Come ho detto, non ha la verve e la genialità del primo, inimitabile, capitolo, però si fa comunque leggere con grande piacere, è molto divertente, e ha ancora alcune trovate veramente brillanti! Per me è quindi comunque promosso a pieni voti! L’unico lato negativo che potrei ascrivere a questa lettura è che purtroppo il libro l’avevo già comprato da tempo, altrimenti avrei preferito prenderlo in originale.

Momento più…

…emozionante: sicuramente nel finale, quando stiamo per scoprire il Messaggio Finale di Dio al Creato…
…sorprendente: quando Arthur si mette alla ricerca dell’esatta ubicazione ai giorni nostri della caverna in cui ha vissuto sulla Terra del passato, e scopre che è casa di Fenchurch.

Sfide

Mini recensione in 3 parole

Ancora “niente panico!”

Un po’ di frasi

So Long and Thanks………… by ~DarthMater on deviantART

Lontano, nei dimenticati spazi non segnati sulle carte geografiche del limite estremo e poco à la page della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo.
A orbitare intorno a esso alla distanza di circa centoquarantanove milioni di chilometri c’è un piccolo, trascurabilissimo pianeta verdazzurro le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive da credere ancora che gli orologi digitali siano una brillante invenzione.
[incipit]

Ford premette il pulsante contrassegnato dalla scritta Interruzione disponibilità di accesso, subentrata all’ormai vetusta Disattivazione operatività che tanto tempo prima aveva rimpiazzato la parola incredibilmente antidiluviana Spento.
(Pagina 32)

In Inghilterra è ancora diffusa la convinzione che preparare un panino appetitoso, piacevole per gli occhi o comunque gradevole per la bocca sia qualcosa di peccaminoso che solo gli stranieri fanno. […]
È pranzando nei pub il sabato con simili panini che gli inglesi cercano di espiare i loro peccati nazionali. […]
Se mai esiste qualcosa di peggiore dei panini, quel qualcosa sono le salsicce che fanno mostra di sé accanto a essi. […]
Le salsicce sono destinate a quelli che sanno quali sono i loro peccati e vogliono espiare qualcosa di specifico.
(Pagine 78-79)

C’era molta gente che stava lavorando intorno a un edificio che si trovava davanti al bar, e io guardavo la scena dalla finestra e da sopra l’orlo della mia tazza, cioè da quella che secondo me è la prospettiva migliore per guardare gli altri lavorare.
Fenchurch
(Pagina 120)

Per un attimo [Arthur] aveva cercato di liberarsi da un’idea insistente, l’idea che proprio quando meno lui se lo aspettava l’Universo potesse di colpo saltar fuori da dietro una porta e fargli: — Buuu!
(Pagina 121)

Mark Knopfler ha la straordinaria capacità di far emettere alla sua Schecter Custom Stratocaster dei suoni che paiono prodotti dagli angeli il sabato sera, quando sono esausti per il fatto di essere stati buoni tutta la settimana e sentono il bisogno di una birra forte.
(Pagina 130)

La vita è come un pompelmo. All’esterno è giallo-arancio, e porosa, e all’interno è molle e umidiccia. Dentro ha anche dei semi. Oh, e alcune persone ne prendono metà, a colazione.
Ford Perfect
(Pagina 135)

Arthur e Fenchurch capirono di non essere i primi a percorrere quella strada, perché il sentiero che costeggiava a sinistra la Grande Pianura era molto battuto e sul suo ciglio c’erano numerose bancarelle.
(Pagina 200)

Pagina 205-206: SPOILERISSIMO!! Leggi

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