scritto da Phoebes
venerdì 25 20 Aprile14
alle 22:16
Categoria : Pratchett

Con questa recensione smaltisco gli arretrati che avevo accumulato, quindi disabituatevi ad avere quasi un post al giorno!

di Terry Pratchett

Mondo Disco (Discworld)
La luce fantastica (The Light Fantastic)
Mort (Morty l’apprendista) →
Streghe (Witches)
Wyrd Sisters (Sorellanza stregonesca) →

Titolo: L’arte della magia
Serie: Mondo Disco [Discworld] (3) – Streghe [Witches] (1)
Titolo originale: Equal Rites
Genere: fantasy
Autore: Terry Pratchett (sito ufficialeWikipedia)
Nazionalità: britannica
Anno prima pubblicazione: 1987
Ambientazione: Mondo Disco
Personaggi: Eskarina “Esk” Smith, Esmerelda “Nonnina” Weatherwax
Casa Editrice: TEA
Traduzione: Natalia Callori
Copertina: foto di Johnny Ring; design N. Keevi/TV/Studio Baroni
Pagine: 216
ISBN:
Provenienza: Libreria
Link al libro: SITO UFFICIALEIN LETTURAANOBIIGOODREADS
inizio lettura: 15 aprile 2014
fine lettura: 20 aprile 2014


Questo è un racconto sulla magia, su dove va e, cosa forse più importante, da dove viene e perché, sebbene non pretenda dare una risposta a tutti questi interrogativi. O magari a nessuno.

[incipit]

Finalmente ritorno sul Mondo Disco per un avventura nuova che mi ha portato a conoscere nuovi personaggi a cui mi sento già molto affezionata!

Il vecchio Tamburo Billet è un Mago, e sta morendo. La magia lo porta in uno sperduto paesino di montagna dove sta per nasce l’ottavo figlio di un ottavo figlio, in modo che il vecchio Tamburo possa donare al nascituro la sua verga e passargli la magia. Così avviene, ma c’è un piccolo problema: il nuovo nato è una bambina. E tutti sanno che solo gli uomini possono essere del Maghi.

Dopo due libri a seguire le avventure di Scuotivento, sono rimasta all’inizio un po’ spiazzata nel ritrovarmi personaggi nuovi e una storia del tutto scollegata, se si esclude il fatto di trovarsi sempre sul Mondo Disco. Ci ho messo poco comunque ad affezionarmi anche a questa sotto-saga delle Streghe!

Ritos Iguales / Equal Rites by buttercupLF on deviantART

La trama è assai accattivante perché si basa su una differenza sessista: nel Mondo Disco i Maghi possono essere solo uomini. Se una donna usa la magia, è una Strega. Le due magie sono molto diverse, una mentale, acquisita con anni di studio, l’altra materiale, legata alla terra, e spesso “finta”. Io ovviamente sono contro qualsiasi distinzione di genere, quindi l’argomento mi ha preso moltissimo, e tifavo per Eskarina in tutti i modi!

L’ambientazione ormai comincia ad essermi familiare: il meraviglioso Mondo Disco, che vaga per l’universo sul dorso della Grande A’Tuin. Un mondo pervaso dalla magia, che in questo romanzo, come dice l’incipit, proviamo a comprendere un po’ di più. Lo stile di Pratchett è quello meraviglioso che già conoscevo, divertente per tante piccole particolarità dei personaggi e delle stranezze di questo mondo. Stavolta, senza lo sfigatissimo Scuotivento ad attirare su di sé ogni sventura, il divertimento copre forse una parte minore della storia, ma non per questo è meno piacevole da leggere, anzi!

Avevo questo libro già da un po’, quindi ho letto questa versione in italiano. Dal prossimo libro della serie, però, proverò a comprarli in lingua originale (dopo The Sound and the Fury sento di poter leggere qualsiasi cosa!), e devo dire che non vedo l’ora di assaporare lo stile di Pratchett senza filtri (cosa che avevo comunque parzialmente fatto col mio adorato Good Omens, scritto insieme a Neil Gaiman).

Eskarina by Palas-Atenea on deviantART

E veniamo infine ai personaggi che sono la cosa che mi è piaciuta di più, come spesso succede. Quella qui a fianco è la protagonista, Eskarina, una bambina che suo malgrado si ritrova a possedere una verga da mago. Esk è curiosa e intraprendente, e non ci sta a sopportare le noiose lezioni della Nonnina che vuole insegnarle la magia delle Streghe, ma più che altro le insegna a usare le erbe e la “mentologia”. Non ci sta neanche a rispettare la regola non scritta che vuole la magia dei Maghi appannaggio solo dei maschi. È davvero un bel personaggio, e spero la vedremo ancora!

Come spero (e credo) vedremo ancora Nonnina Weatherwax: è veramente meravigliosa! Vorrei tanto avere il suo Sguardo, capace di intimidire chiunque: adulti, bambini, Maghi, Nani, oggetti inanimati… Così pragmatica, sicura di sé, anche quando sbaglia ;), calma e risoluta anche nei momenti più drammatici… insomma, un personaggio davvero stupendo! È già diventata il mio nuovo mito! Non vedo l’ora di rincontrarla!

La copertina della mia edizione devo dire che non è male. C’è un martello che penso sia un richiamo al mestiere di fabbro del padre di Eskarina, e poi i due simboli dell’uomo e della donna, chiaro riferimento ai problemi di genere affrontati nel romanzo. Quest’ultimo particolare è anche un richiamo al titolo originale, che significa “riti uguali”. Il titolo italiano perde quindi questa parte di significato, e devo dire che un po’ mi spiace perché, sebbene “l’arte della magia” non sia male e sia anche abbastanza attinente con la storia, si confonde un po’ in mezzo agli altri titoli della serie, mentre “Equal Rites” spicca di più.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura è stato realizzato da Acu91.

Commento generale.

Questo romanzo mi è piaciuto tantissimo! È appassionante, molto divertente, ha una storia interessante, e infine fa parte di una saga ma può benissimo essere letto da solo, essendo auto-conclusivo. I personaggi sono meravigliosi, ci si affeziona subito, e ora che li ho lasciati già mi mancano! Non vedo l’ora di incontrarli di nuovo! Insomma, proprio un bel libro!

Mini recensione in 3 parole

Nonnina for President!

Sfide

Un po’ di frasi

Tamburo Billet: Ma lei avrà un sacco di problemi.
Morte: È A QUESTO CHE SI RIDUCE LA VITA. COSI MI DICONO. IO NATURALMENTE NON SAPREI.
(Pagina 13)

Gordo Smith: Tu lo sai come vogliono essere sepolti i maghi?
Nonnina Weatherwax: Sì.
Gordo Smith: Be’, come?
Nonnina Weatherwax: Controvoglia.
(Pagina 17)

Se vale la pena di fare una cosa, vale la pena di farla male.
Nonnina Weatherwax
(Pagina 33)

Nelle Ramtop si accordava alle streghe la stessa condizione sociale che altre culture riconoscevano alle monache o agli esattori delle tasse o agli addetti alla pulizia dei pozzi neri. In altre parole, esse venivano rispettate, qualche volta ammirate, in generale applaudite per fare un lavoro che andava fatto. Ma la gente non si sentiva mai del tutto a proprio agio in una stessa stanza con loro.
(Pagina 40)

Nonnina Weatherwax: Naturalmente, questa è una forma di magia.
Eskarina: Come, semplicemente conoscere le cose?
Nonnina Weatherwax: Conoscere le cose che gli altri non sanno.
(Pagina 44)

Hilta scoppiò a ridere. A Esk la sua risata piacque molto. […] Hilta rideva come una persona che aveva riflettuto molto sulla Vita e aveva capito che era tutta uno scherzo.
(Pagina 76)

Esk si perse.
Ci volle un po’ di tempo, ma ci riuscì.
(Pagina 77)

Le giunsero invece da migliaia di cervelli, che pensavano tutti simultaneamente, abbastanza segnali da convincerla che il mondo era davvero stupido come lei aveva sempre ritenuto che fosse.
(Pagina 83-84)

Le grotte dei nani echeggiavano dei colpi di martelli, anche se principalmente per fare impressione. Ai nani riesce difficile pensare senza il suono dei martelli, che loro trovano calmante. Così quelli di loro che guadagnano bene nel lavoro impiegatizio, pagano i folletti perché percuotano piccole incudini cerimoniali, tanto per mantenere intatta la reputazione nanesca.
(Pagina 108-109)

Alla fine diede un calcio alle setole e trattenne il respiro, una specie di fischio all’inverso, che in tutto l’universo è il segno segreto degli artigiani e significa che sta per accadere qualcosa che risulterà costosa.
(Pagina 109)

«Io la vedo così. Prima di sentirlo parlare, ero come tutti. Capisci che voglio dire? Ero confuso e incerto a proposito di tutti i piccoli dettagli della vita. Ma adesso», si rianimò «mentre sono ancora confuso e incerto, lo sono su un piano molto più alto, capisci? E almeno ho la consapevolezza che sono i fatti veramente fondamentali e importanti dell’universo a rendermi perplesso.»
Treatle annuì. «Non avevo considerato la cosa da questo punto di vista, ma hai perfettamente ragione. Quel ragazzo ha davvero allargato i confini dell’ignoranza. C’è tanto nell’universo che noi non conosciamo.»
Entrambi assaporarono la curiosa soddisfazione di essere molto più ignoranti della gente comune, che ignorava soltanto le cose ordinarie.
(Pagina 165)

La luce era piena di vapori e attinica, la sorta di luce da indurre Steven Spielberg a contattare il suo legale incaricato del copyright.
(Pagina 174)

Udì una risata. Era il genere di risata…
Fondamentalmente, era p’ch’zarni’chiwkov. Questa parola, che a pronunciarla si rischia di otturare l’epiglottide, viene usata raramente sul Disco. Fanno eccezione i linguisti acrobati profumatamente pagati, e naturalmente, la piccola tribù dei K’turni che l’ha inventata. Non ha un sinonimo diretto, sebbene nella lingua Cumhoolie la parola «squernt» (sensazione che si prova nello scoprire che il precedente occupante del gabinetto ha usato tutta la carta) ci si avvicini come profondità di sentimento.
La traduzione più fedele è la seguente:
il debole e sgradevole rumore di una spada sguainata proprio dietro di noi nel preciso momento in cui pensavamo di esserci liberati dei nostri nemici.
Tuttavia coloro che parlano il K’turni sostengono che essa non renda il senso di sudore freddo, arresto cardiaco, budella contorte che c’è nell’originale.
(Pagina 180)

Una possibilità su un milione si verifica nove volte su dieci.
Nonnina Weatherwax
(Pagina 186)

Tagliangolo: È stato tanto tempo fa. Tanto tempo fa.
Nonnina Weatherwax: Non avevo i capelli bianchi allora.
Tagliangolo: A quell’epoca, ogni cosa aveva un colore diverso.
Nonnina Weatherwax: Questo è vero.
Tagliangolo: D’estate non pioveva tanto.
Nonnina Weatherwax: I tramonti erano più rossi.
Tagliangolo: C’erano più vecchi. Il mondo ne era pieno.
Nonnina Weatherwax: Già, lo so. E adesso è pieno di giovani. Strano, davvero, si crederebbe che fosse il contrario.
(Pagina 193)

«Bene», disse la Nonnina. Il suo tono di voce stava a indicare che l’universo intero avrebbe fatto meglio a stare attento.
In quel preciso momento un lampo mandò un altro vivido bagliore. Il che dimostra che anche gli dèi meteorologici hanno un senso teatrale ben sviluppato.
(Pagina 201)

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