scritto da Phoebes
lunedì 30 Novembre 2015
alle 21:16
Categoria : _gruppi di lettura_

Quantunque il simular sia le più volte
ripreso, e dia di mala mente indici,
si truova pur in molte cose e molte
aver fatti evidenti benefici,
e danni e biasmi e morti aver già tolte;
che non conversiam sempre con gli amici
in questa assai più oscura che serena
vita mortal, tutta d’invidia piena.

(Incipit del Canto, pagina 118)

Ho tardato un po’ nel finire questo canto, ma stavolta non perché non mi sia piaciuto, anzi!

didascalia
La trama segue le avventure separate dei due fratelli Bradamante e Rinaldo. La prima l’avevamo lasciata con Brunello, e la giovane sceglie di non seguire alla lettera le istruzioni di Melissa e si prende l’anello magico senza uccidere Brunello. Grazie all’oggetto magico riesce ad avere la meglio sul mago che (sorpresa!) era Atlante e aveva costruito il castello e rapito persone solo per proteggere Ruggiero. La povera Bradamante sperava di poter finalmente riabbracciare l’amato, ma sempre grazie ai sortilegi del mago Ruggiero vola via con l’ippogrifo.
Mi incuriosisce molto questa coppia. Nelle note della mia edizione c’è un breve accenno ai loro trascorsi, e i versi di Boiardo di riferimento. Sono andata per curiosità a cercarli, per saperne un po’ di più, ma soprattutto spero di rivederli ancora presto nel Furioso.
Sempre molto piacevole lo stile di Ariosto, ma comincio a notare alcune particolarità. Spesso le rime sono fatte utilizzando la stessa parola ma con significati diversi: non è un po’ barare così? :) Poi in questo Canto c’è un altro “omaggio” (chiamiamolo così) a Dante (ne avevamo già visti nei primi canti): in eterno da te non fia divisa (61,6) ricorda moltissimo (e le note me lo confermano) quel questi, cha mai da me non fia diviso di Francesca da Rimini (Canto V dell’Inferno, se non ricordo male).
Quando da Bradamante passiamo a Rinaldo devo dire che un po’ la cosa mi stufava, preferivo la storia della sorella, ma poi proprio verso la fine del Canto questo personaggio si è grandemente risollevato. A causa della sua impazienza di sbrigare le faccende per il Re e tornare presto a inseguire Angelica, Rinaldo era stato colto da una tempesta e vediamo che è finito in Scozia. Desideoso di compiere imprese straordinarie si offre di combattere per Ginevra condannata a morte per aver intrattenuto una relazione illecita. E qui Rinaldo mi stupisce alquanto con un pensiero molto moderno e molto femminista:

S’un medesimo ardor, s’un disir pare
inchina e sforza l’uno e l’altro sesso
a quel suave fin d’amor, che pare
all’ignorante vulgo un grave eccesso;
perché si de’ punir donna o biasmare,
che con uno o più d’uno abbia commesso
quel che l’uom fa con quante n’ha appetito,
e lodato ne va, non che impunito?
Son fatti in questa legge disuguale
veramente alle donne espressi torti.
Rinaldo (Pagina 132)
Non gli importa, dice, se l’accusa contro Ginevra sia vera o no, la legge è comunque ingiusta e desidera farla cambiare. E bravo Rinaldo! :)
Nel suo viaggio attraverso la foresta porta in salvo una misteriosa, bellissima donna, che dopo essersi ripresa dallo spavento di essere quasi morta:
incominciò con umil voce a dire
quel ch’io vo’ all’altro canto differire.

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