scritto da Phoebes
martedì 8 Dicembre 2015
alle 12:16
Categoria : _gruppi di lettura_

Parmi non sol gran mal, ma che l’uom faccia
contra natura e sia di Dio ribello,
che s’induce a percuotere la faccia
di bella donna, o romperle un capello:
ma chi le dà veneno, o chi le caccia
l’alma del corpo con laccio o coltello,
ch’uomo sia quel non crederò in eterno,
ma in vista umana un spirto de l’inferno.

(Pagina 134)

Guinevere (Ginevra) by Costurero-Real on DeviantArt
In questo Canto l’unione tra ciclo bretone e ciclo carolingio si completa perché la storia di Rinaldo si incrocia con quella di Ginevra. Rinaldo, come avevamo visto pieno di furore femminista vuole liberare Ginevra dalla pena per un’accusa che non sa se essere infondata o no, ma che ritiene comunque ingiusta. All’inizio del Canto Ariosto ci regala anche un’altra piccola (si fa per dire) riflessione sulla condizione della donna e il femminicidio (vedi citazione all’inizio del post). Inutile penso sottolineare ancora una volta l’attualità di questo poema.

La maggior parte del Canto è dedicato al racconto di Dalinda, personaggio che mi ha irritato moltissimo per la sua stupidità. Ci racconta di come Polinesso l’abbia trattata da zerbino, l’abbia presa in giro, resa complice di un inganno che sta per costare la morte alla sua principessa, e comunque lei non smette di cercarlo, di fidarsi di lui, di assecondarlo! La cosa più triste è che anche in questo Ariosto rimane attuale, perché di donne così (e anche uomini, suvvia, non discriminiamo) che ne sono ancora molti anche oggigiorno.
Nel gruppo di lettura qualcuno ha preso l’abitudine di segnalare le parole nuove che ha imparato grazie ad Ariosto. È sicuramente una cosa interessante da fare, ma non mi ci sono mai messa. Questa volta però una parola in particolare mi ha colpito: nocente, che significa “colpevole”. Quindi “innocente” vuol dire “non nocente”: non ne avevo idea!
Anche questo Canto si conclude col solito rimando di Ariosto al successivo lasciandoci un po’ in sospeso.

Quel, dopo lunghi preghi, da le chiome
si levò l’elmo, e fe’ palese e certo
quel che ne l’altro canto ho da seguire,
se grata vi sarà l’istoria udire.

E chi sarà il misterioso cavaliere? Scommetto che è Ariodante! ;)

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