scritto da Phoebes
domenica 7 maggio 2017
alle 22:20
Categoria : Lively


di Penelope Lively

Titolo: Family Album
Genere: romanzo
Autore: Penelope Lively (sito ufficialeWikipedia)
Nazione: Regno Unito
Anno prima pubblicazione: 2009
Ambientazione: Allersmead, Regno Unito; primi anni del XXI secolo (con flashback indietro fino agli anni 1970)
Personaggi: Charles, Alison, Paul, Gina, Sandra, Katie, Roger e Clare Harper
Casa Editrice: Penguin Books
Copertina: www.stefaniehafner.com
Pagine: 261
Provenienza: Book Depository
Link al libro: SITO UFFICIALEIN LETTURAANOBIIGOODREADS
inizio lettura: 10 gennaio 2017
fine lettura: 19 marzo 2017



They contemplate an August that is dead and gone, but not so at all, shimmering in their heads, and presumably in other heads, an assemblage of fragments, of sea and rock and sand and faces and voices, things said and done, things seen and thought.

Contemplano un agosto che è morto e andato, ba non del tutto, scintillante nelle loro teste, e presumibilmente in altre teste, un insieme di frammenti, di mare e di roccia e di sabbia e di volti e di voci, cose dette e fatte, cose viste e pensate.

(Pagina 87)

Ho letto questo libro per motivi di studio, e devo dire che ne sono rimasta molto soddisfatta, più sicuramente delle mie compagne di corso!

Allersmead è una grande casa vittoriana in cui vive la famiglia Harper. Attraverso gli occhi di tutti i suoi membri, e tra svariati flashback e avanzamenti, ripercorriamo i punti salienti della sua storia.

Ho amato leggere fin da piccola, e quando andavo a scuola sentivo sempre amici lamentarsi dei libri che i loro insegnanti assegnavano da leggere come compito. I miei insegnanti non l’hanno fatto quasi mai, e a me è sempre dispiaciuto tantissimo! Ho dovuto aspettare di essere adulta e io stessa un’insegnante per avere l’opportunità, grazie a un corso di inglese che sto seguendo, di avere come “compito a casa” quello di leggere un libro! :)

Scan 18 by bisme on DeviantArt

La trama è difficile da riassumere perché non ha particolari eventi, sono solo particolari della vita di questa famiglia che a occhi esterni (per esempio i fidanzati delle figlie) sembra molto esotica, ma che per i suoi componenti è ovviamente la normalità, e una normalità asfissiante, indigesta a volte, tanto che appena possono, quasi tutti vanno non semplicemente via di casa, ma lontano, in altri paesi o addirittura continenti. Eppure la loro casa sembra uscita da una favola: Allersmead, che costituisce la principale ambientazione di questo romanzo, è una casa molto bella, vittoriana, con tante stanze, vetrate, un giardino, e uno scantinato ignorato dagli adulti divenuto regno dei giochi dei bambini. Allersmead è il centro attorno al quale gravitano le vite di tutti i personaggi, e la sua importanza per loro permane anche quando la abbandonano. Nel finale, quando sono costretti a venderla, obiettano tutti: una vita senza Allersmead sembra inconcepibile. Incaricatasi della vendita, a dispetto delle opinioni dei fratelli, Gina soffre anche lei di questo distacco: I know what you mean, she tells Katie, and Clare, and Paul. I know exactly what you mean.

Family album 017 by Dawn S

I personaggi principali di questo romanzo non sono pochi: i sei figli, i due genitori e la ragazza alla pari. Quest’ultima, Ingrid, è un personaggio particolare: arrivata come ragazza alla pari negli anni ’60 o ’70, è rimasta con la famiglia per decenni, fino al presente. Dopo diversi capitoli, tra un flashback e l’altro, scopriamo il motivo di questa sua inusuale permanenza: Clare, la più piccola degli Harper, è figlia sua. Alison, madre di professione, ha insistito perché entrambe rimanessero a far parte della famiglia. Il segreto è stato gelosamente custodito dagli adulti per tutto il tempo, ma scopriamo poi che i bambini lo hanno sempre saputo tutti, perfino la stessa Clare.

I figli sono tutti un po’ particolari, hanno qualcosa che li identifica fin da piccoli, e forse sono l’aspetto che mi ha convinto di meno in questo romanzo perché onestamente mi facevano un po’ impressione questi ragazzi che fin da piccoli già sapevano cosa volevano dalla vita, quale sarebbe stata la loro professione, intraprendenti e sicuri di sé. Per esempio Gina a 12 anni ascolta sempre il notiziario alla radio e scrive alla Thatcher per protestare, Roger si interessa di scienza e medicina, Claire vuole fare la ballerina, Sandra è sempre elegante (viene sottolineato più volte come riuscisse ad esserlo e a distinguersi anche con la divisa della scuola). Insomma, un po’ stereotipati. Forse solo la comprensiva Katie mi è parsa un po’ più normale, insieme allo “smidollato” Paul, che ha problemi di droga, non riesce a tenersi un lavoro e, a differenza degli altri che come ho detto sono fuggiti il più lontano possibile, ritorna periodicamente a vivere ad Allersmead. Alison, la madre, vive per la famiglia, quello è sempre stato il suo scopo. Charles, il padre, invece è sempre assente, anche se fisicamente sta pure lui sempre ad Allersmead. La famiglia gli è “successa”, e la subisce in un certo senso, non si accorge di quello che gli capita intorno.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura.

Il modo in cui è strutturato questo romanzo non è di solito nelle mie corde: non succede quasi nulla, solo piccoli episodi che hanno lo scopo di approfondire la nostra conoscenza di questa famiglia. Nonostante questo però questa lettura mi ha entusiasmato molto, per lo stile veramente affascinante di Lively. Aiuta il fatto che i punti di vista cambiano in continuazione, nell’arco di tutto il romanzo possiamo seguire i pensieri di tutti, e di volta in volta un pretesto diverso spinge i vari personaggi a ricordare qualcosa, e poi parte il flashback.

La copertina di questa mia edizione devo dire mi piace moltissimo. Innanzitutto è il tipo che preferisco, con l’immagine a tutta pagina, poi è bella e attinente al romanzo, con questa porta piena di abiti, gli stivali a terra di svariate misure, giocattoli, accessori, giacche, disordine misto a cura, un luogo vissuto e molto frequentato. Il titolo è abbastanza attinente perché il romanzo è strutturato proprio come fosse un album di famiglia.

Commento generale.

La storia di una famiglia insolita raccontata con descrizioni di un luogo, un evento, una persona, come immagini prese a caso da un album di famiglia: questo in breve il contenuto di questo romanzo. Non una grande storia avvincente (anche se non manca qualche sorpresa!), solo piccole storie “normali”. Una scrittura affascinante, che conquista con la descrizione anche solo di un momento, di un sentimento, un’esperienza. Una lettura che mi ha incuriosito riguardo alla sua autrice: penso che leggerò altro di Penelope Lively!

Curiosità
Sandra, la figlia con la passione della moda, va a vivere a Roma. Le prime due persone nominate nel capitolo che la riguarda si chiamano Luigi e Mario: che fantasia con i nomi, Penelope! ;)

Mini recensione

Immagini di una famiglia
in una grande casa vittoriana
come foto di un album lungo una vita.

Sfide

Un po’ di frasi

Gina turned her car off the road and into the driveway of Allersmead. At this point she seemed to see her entire life flash by. As the drowning are said to do. She thought of this, and that the genuinely drowning can never have been recorded on the matter.
Gina guidò la sua auto fuori dalla strada e nel vialetto di Allersmead. A questo punto le sembrò che la sua intera vita le lampeggiasse davanti agli occhi. Come si dice che accada a chi annega. Pensò a questo, e che gli autentici annegati non possono essere mai stati ascoltanti sull’argomento.
[incipit]

Roger was not unduly competitive but Scrabble can bring out the worst in anyone.
Roger non era eccessivamente competitivo, ma Scarabeo può portare fuori il peggio da chiunque.
(Pagina 128)

Paul is amongst them because this is a time when he does not care about anything, he does not care what he does or where he is, he would prefer not to be anywhere at all, he would prefer not to be. He is simply moving through days, one pointless painful day after another.
Paul è tra loro perché questo è un momento in cui non gli interessa niente, non gli interessa quello che fa o dove si trova, preferirebbe non essere da nessuna parte, preferirebbe non essere. Lui semplicemente attraversa i giorni, un giorno inutile e doloroso dopo l’altro.
(Pagina 161)

See Jane Austen, see the plight of girls in the man-deprived years after the First World War.
Vedi Jane Austen, guarda la situazione di ragazze negli anni senza uomini dopo la prima guerra mondiale.
(Pagina 181)

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