scritto da Phoebes
martedì 12 20 Febbraio19
alle 18:36
Categoria : Lee J, _cinema_

Rubrica dedicata alle recensioni dei film, due o più nello stesso post. Qui commenterò film visti anni fa che mi va di condividere, ma anche film visti più di recente per cui però non mi va di fare una recensione a parte in un solo post. Quando mi riesce vorrei anche provare a raggruppare i film per genere, o per qualcosa che li accomuna.
I film vecchi solitamente non avranno voto, perché essendo appunto passato del tempo mi posso ricordare se mi è piaciuto o no, ma non valutare il “quanto”.

Ho inserito nello stesso post tre dei lungometraggi Disney e/o Pixar di questi ultimi anni che sono accomunati dall’avere come protagoniste delle principesse che si presentano, per motivi diversi, un po’ diverse dal solito e che spiccano, in particolare, per l’assenza al loro fianco di un principe. Tre film che mi sono piaciuti, quattro eroine che ho apprezzato e inoltre, in tutti e tre i casi, un’animazione sempre più spettacolare!

FrozenRibelleOceania

Frozen – Il regno di ghiaccio

(Frozen, 2013)

di Chris Buck, Jennifer Lee

Let it go, let it go
I am one with the wind and sky
Let it go, let it go
You’ll never see me cry
Here I stand and here I’ll stay
Let the storm rage on

D’ora in poi troverò
la mia vera identità
e vivrò, sì vivrò
per sempre in libertà
se è qui il posto mio
io lo scoprirò

Elsa e Anna sono due principesse sorelle. Elsa, la maggiore, è nata con il potere di creare e manipolare il ghiaccio. Quando, durante i loro giochi, inavvertitamente ferisce la sorellina, i genitori decidono che, per la sicurezza di entrambe le figlia, Elsa debba nascondere i suoi poteri al mondo intero, anche ad Anna che dopo l’incidente non ne ha più memoria.

Film visto il 3 marzo 2014. Animazione. Soggetto di Hans Christian Andersen. Sceneggiatura di Jennifer Lee, Shane Morris. Con Kristen Bell/Serena Rossi (Anna), Idina Menzel/Serena Autieri (Elsa), Jonathan Groff/Paolo De Santis (Kristoff), Josh Gad/Enrico Brignano (Olaf), Santino Fontana/Giuseppe Russo (Hans), Alan Tudyk/Christian Iansante (Duca di Weselton), Ciarán Hinds/Massimo Lopez (Granpapà)
La principessa Anna quando dorme è molto umana! (foto presa da QUI)

Avevo sentito parlare veramente taaanto di questo nuovo lungometraggio della Disney, e devo dire che ero davvero molto curiosa di vederlo. Mi è piaciuto, magari non tantissimo, ma lo trovo comunque un bel film.

Anna e Elsa da piccole sono pucciosissime, e già per questo valeva la pena vederlo! :) Ma soprattutto mi piace che al centro della storia non ci sia, come spesso accade, un’amore romantico, ma quello tra due sorelle. Anna, la minore, è la protagonista, mentre Elsa svolge un po’ un doppio ruolo di antagonista e comprimaria. La sua magia comunque è bellissima, e nel momento in cui cambia anche d’abito diventa davvero sexy!

Tra le altre cose questo film presenta un’innovazione che trovo piuttosto audace. Anna il giorno dell’incoronazione della sorella incontra Hans, i due si innamorano e decidono di sposarsi, così, all’instante. Però Hans, si scoprirà poi, è un imbroglione e vuole solo diventare re. Diciamo che il suo tradimento non è proprio inaspettato, si comincia a capire da quando compare Kristoff perché è chiaro che c’è del tenero tra lui e Anna, però io comunque non riuscivo del tutto a convincermi che Hans potesse fingere il suo amore per Anna perché i due cantano insieme!! Cioè, se non ti puoi più neanche fidare delle canzoni d’amore Disney….! XD Scherzi a parte, è un messaggio non indifferente: le relazioni non sono sempre rose e fiori, puoi anche incontrare persone che ti feriscono e ti deludono ma non è la fine del mondo, conoscerai qualcun altro e andrà meglio.

Olaf (foto presa da QUI)

Non mancano, come in tutti i film Disney, i personaggi buffi. Qui abbiamo il pupazzo di neve Olaf e la renna Sven. Olaf è simpatico, ho letto un po’ in giro che viene considerato un personaggio inutile, ma io non sono d’accordo in quanto la sua utilità è proprio essere buffo. Sven è piuttosto divertente come personaggio, solo che è la copia rennizzata del cavallo di Rapunzel, proprio identico.

Le canzoni sono carine, alcuni le hanno criticate perché sono forse troppe, ma a me non hanno dato fastidio, anzi: con “Let it go” finalmente siamo tornati, a mio parere, a quei brani indimenticabili a cui la Disney ci aveva abituato negli anni passati. Non male la versione italiana, ma come sempre adattare una canzone è sempre difficilissimo, e questa qui pur restando fedele alla sostanza la cambia così tanto che un po’ del messaggio dell’originale secondo me è andato perso. Godetevi quindi poco più in basso la versione originale.

Dulcis in fundo, veniamo all’aspetto che mi è piaciuto di più: visivamente parlando questo film è favoloso! Non solo i movimenti dei personaggi sono sempre più realistici, e le espressioni eccezionali, ma soprattutto i paesaggi innevati e le magie glaciali di Elsa fanno rimanere a bocca aperta!

Insomma, un bel film, magari non eccezionale, ma abbastanza originale e divertente.

Curiosità
Il film ha vinto un sacco di premi, tra cui l’Oscar come Miglior film d’animazione (a Chris Buck, Jennifer Lee e Peter Del Vecho) e Migliore canzone (a Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez per Let It Go) e il Golden Globe sempre come Miglior film d’animazione.
Canzone

Questa canzone l’hanno coverata un po’ tutti ed è stata rifatta in mille versioni differenti (QUESTA la mia preferita) quindi non credo che sia possibile che qualcuno non la conosca, ma, in ogni caso, eccovela.

Ribelle – The Brave

(Brave, 2012)

di Mark Andrews, Brenda Chapman, Steve Purcell

I will ride, I will fly
Chase the wind and touch the sky

Merida è una principessa ed è stata istruita dalla madre fin da piccola a comportarsi come tale, anche se lei preferirebbe cavalcare nei boschi e tirare con l’arco. Quando vogliono darla in sposa a uno dei figli dei Lord locali, però, Merida non ci sta più e decide di prendere in mano il suo destino.

Film visto 2 agosto 2018. Animazione. Soggetto di Brenda Chapman. Sceneggiatura di Brenda Chapman, Irene Mecchi. Con le voci di Kelly Macdonald (Merida), Billy Connolly (Fergus), Emma Thompson (Elinor), Julie Walters (la Strega)

Grazie a Netflix finalmente ho visto questo film che mi attraeva moltissimo dalla sua prima uscita, e mi è piaciuto parecchio. L’ho visto in lingua originale, e pur nella mia ignoranza mi pare comunque evidente che tutti parlano con uno spiccato accento scozzese! Strano ma bellissimo!

Merida (che, ho scoperto, si pronuncia Mèrida, io avevo sempre pensato Merída) mi piace tantissimo e mamma mia i suoi capelli sono una cosa straordinaria! Il film, come da tradizione Disney/Pixar, è divertente, emozionante, parla di crescita, famiglia, fiducia in se stessi, insomma è anche pieno di insegnamenti. Cosa particolare: non ha un vero e proprio cattivo, chi crea la situazione di pericolo è proprio Merida!

Merida (foto presa da QUI)

Poi, lo devo dire? Brave è il primo cartone disneiano (ok, è Pixar ma Merida è di fatto nel gruppo delle principesse Disney!) a non avere una storia d’amore, ma anzi Merida rifiuta il matrimonio (combinato). Il momento in cui si presenta al torneo per gareggiare anche lei per la sua propria mano (e ovviamente sbaraglia tutti gli avversari) è altamente simbolico perché Merida letteralmente prende in mano il proprio destino, il proprio futuro e, soprattutto, la propria indipendenza e identità di persona che è qualcosa di più del suo ruolo di principessa.

Vorrei spendere due parole sul titolo. In originale è “brave“, che significa “coraggiosa”, in italiano è diventato “ribelle”. Ok, Merida in effetti si ribella, ed è il punto centrale di tutta la storia, però trovo che sminuisca un po’ il personaggio puntare su questo: Merida che si ribella sembra un po’ un’adolescente petulante che non vuole ubbidire ai genitori, Merida coraggiosa è una giovane donna che si mette in gioco per non subire la vita ma diventarne protagonista, e commette anche errori madornali, e con coraggio si impegna a aggiustare le cose. Cambia il senso dato al personaggio e al film, secondo me, questo cambiamento nel titolo.

Post Credit

Ho aspettato la fine dei titoli di coda per vedere se c’era una scena, e sono stata ripagata! :) Durante il film Merida ottiene l’incantesimo dalla strega accettando di comprare tutti i suoi oggetti intagliati, e io mi chiedevo che fine avessero fatto perché in realtà non li prende mai. Nella scena post credits vediamo che vengono consegnati tutti al castello!

Canzone

Mi è piaciuta molto la canzone di Merida!

Oceania

(Moana, 2016)

di Ron Clements e John Musker

If you wear a dress, and have an animal sidekick, you’re a princess.

Se indossi un vestito e hai un amico animaletto, sei una principessa

Maui

In un’isola dell’antica Polinesia improvvisamente le piante cominciano a marcire e non c’è più pesce da pescare. Una ragazza, che ha da sempre sognato l’oceano, decide di avventurarvisi seguendo le leggende del suo popolo che parlano di un semidio, Maui, che ha rubato il cuore (non figurativamente) alla dea Te Fiti.

Film visto il 10 novembre 2018. Animazione. Soggetto di Ron Clements, John Musker, Aaron Kendell, Jordan Kendell, Pamela Ribon. Sceneggiatura di Jared Bush, Taika Waititi. Con le voci di Auli’i Cravalho (Moana), Dwayne Johnson (Maui), Rachel House (Nonna Tala), Temuera Morrison (Capo Tui), Jemaine Clement (Tamatoa), Nicole Scherzinger (Sina), Alan Tudyk (Heihei)

Mi sono persa questo film quando uscì al cinema, ma grazie a Netflix, un po’ in ritardo, l’ho recuperato. E mi è piaciuto davvero moltissimo!

Moana/Vaiana (foto presa da QUI)

Prima del commento però una piccola considerazione sul titolo del film e sul nome della protagonista. In originale il film si intitola Moana, come la protagonista. In italiano il nome di lei è stato cambiato in Vaiana, e posso anche capire perché, però il titolo del film poteva comunque rimanere quello della protagonista, no? Ora io queste cose le odio a prescindere, ma vabbè, lo sapevo appena uscì il film, non c’ho dato neanche tanto peso, e poi il nome Vaiana mi piace molto. Però grazie a Netflix il film l’ho potuto vedere in lingua originale, e… lei si chiamava comunque Vaiana! Qualcuno sa spiegarmi com’è possibile? Perché? Cioè esistono versioni originali col nome cambiato? Oppure l’hanno ridoppiata anche in inglese?!?! Non sono ancora riuscita a capirlo. Comunque, visto che nella mia versione lei si chiamava così, anche nella recensione la chiamerò Vaiana.

Veniamo a noi. Questo film ha il pregio di essere il primo film con un’eroina del nuovissimo continente, con sceneggiatori e doppiatori originari di quei luoghi e che prende spunto da leggende della loro mitologia. Ovviamente una mossa molto politically correct, ma non per questo meno apprezzabile.

Vaiana da bambina “incontra” l’Oceano (foto presa da QUI)

Ma la cosa che credo mi ha colpito di più è che visivamente questo film è spettacolare! Da anni ormai la Disney ci ha abituati a scenari splendidi e movimenti dei personaggi fluidi e realistici, ma qui la cosa è ancora più straordinaria. Non solo i paesaggi, l’oceano, sono qualcosa di meraviglioso, ma anche i movimenti dei personaggi, sarà che ballano in quel modo caratteristico ma sono estremamente realistici, a partire da come si muoveva lei bambina. Addirittura durante la canzone di Maui, fatta di disegni tribali e stilizzati, la percezione che si ha guardandola è di persone vere in un mondo disegnato, che quasi ti dimentichi che pure loro sono solo disegni! E ovviamente bellissime anche le espressioni dei personaggi, per esempio Te Fiti alla fine, che non parla mai ma è espressivissima per esempio quando si rivolge a Maui (attenzione video spoilerissimo!!!).

Heihei, il gallo più scemo e più divertente del mondo (foto presa da QUI)

Non mancano le parti divertenti, ovviamente, per esempio il maialino amico di Vaiana è carinissimo, e il gallo Heihei troppi buffo! XD E le battute, specie di Maui, mi hanno colpito perché sono un po’ una presa in giro dei classici Disney, come quella che ho postato all’inizio, oppure quando dice a Vaiana If you start singing, I’m gonna throw up. [Se ti metti a cantare, giuro che vomito.]

La storia di per sé è forse un po’ ingenua, semplice, ma a me non è dispiaciuta perché 1) i destinatari primi del film sono pur sempre i bambini e 2) sono molto ignorante in merito ma credo sia bene o male tratta da leggende polinesiane, e 3) il messaggio ecologista di fondo: il mostro di lava Te Kā si scopre alla fine essere la dea Te Fiti trasformata dalla perdita del cuore, perché se feriamo la natura, può trasformarsi in una furia devastante e mortale, ed è un po’ quello che sta accadendo al giorno d’oggi coi cambiamenti climatici.

I temi del cartone sono più o meno i soliti di questo tipo di film: la crescita, il coraggio, l’amicizia, la famiglia, il riscatto, in più la natura, e, soprattutto, l’oceano. E poi il viaggio, mi è piaciuta tantissimo l’idea del richiamo che il mare ha su Vaiana fin dall’infanzia (She calls me, mi chiama dice lei nella canzone), e il desiderio di esplorare, trovare nuove terre. Il padre di Vaiana, capo del villaggio, non vuole che nessuno superi la barriera corallina per inoltrarsi nel pericolosissimo oceano, ma la ragazza scoprirà che il suo popolo era fatto di navigatori che in continuazione partivano per scoprire nuove isole, e ovviamente alla fine del film, questa tradizione sarà ripristinata.

(foto presa da QUI)

Poi, non posso non parlare dell’importanza di Vaiana come eroina Disney perché è una novità in questo campo, ed è un esempio femminista per me non indifferente. Innanzitutto è una giovane donna figlia del capo e destinata a succedergli, e il fatto che sia una donna non è neanche minimamente accennato, né in un senso né nell’altro. Nessuno dice: “una donna capo è una cosa strana” ma nemmeno “che bello sei la prima donna capo”, è normale, non so se riuscite a capirmi ma per me è un messaggio importante dare per scontato che una donna capo è normale quanto un uomo capo, non c’è differenza. E poi, vabbè, Oceania penso sia il primo film con protagonista donna in cui non solo non c’è una storia d’amore (questo accadeva anche in Brave) ma nemmeno si parla mai di matrimonio, e questo non solo nutre il mio lato femminista, ma da zitella convinta non posso non apprezzare un film in cui si mostra che è possibile essere felici e realizzati anche da single.

Infine, come ogni film Disney che si rispetti, anche Moana/Oceania ha una bellissima colonna sonora, realizzata in gran parte da Lin-Manuel Miranda. Ci sono brani, o solo parti di canzoni, in lingua samoana, tokelauana e tuvaluana [fonte] che sono tra i miei preferiti, e poi la canzone della protagonista, con diversi reprise durante il film, pure l’ho amata moltissimo (e al momento è la mia suoneria del cellulare). Vi lascio col video della prima volta che la canta (quindi non molto spoiler), ma vi linko anche QUESTA PLAYLIST del gruppo Te Vaka che ha contribuito alla colonna sonora e si esibisce dal vivo con le canzoni del film. Buon ascolto!

Un po’ di frasi

Maui (foto presa da QUI)
[Using Heihei’s beak to sign an autograph] When you use a bird to write with, it’s called tweeting.
[usando il becco di Heihei per firmare un autografo] Se usi un uccello per scrivere, si chiama twittare.
Maui
(Da Oceania)

scena dopo i titoli di coda di Oceania Leggi

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