scritto da Phoebes
domenica 26 Maggio 2019
alle 21:58
Categoria : Bernardi, Sio, _fumetti_

di Nicola Bernardi & Sio

Titolo: storiemigranti
Genere: fumetti, fotografico
Autori: Nicola Bernardi (sito ufficiale) e Sio (vero nome Simone Albrigi – sito ufficiale)
Nazionalità: italiana
Anno prima pubblicazione: 2019
Ambientazione: Mondo, giorni nostri
Casa Editrice: Feltrinelli
Copertina: Sio
Colori: Davide “Dado” Caporali
Pagine: 138
ISBN: 978-88-07-55022-5
Provenienza: Salone Internazionale del Libro di Torino 2019
Link al libro: GOODREADSANOBII
inizio lettura: 12 maggio 2019
fine lettura: 12 maggio 2019



Trentadue racconti in forma di fumetto accompagnati da ritratti fotografici di trentadue persone diverse.

Quando ho comprato il biglietto per il Salone del Libro di Torino ancora non sapevo se Sio ci sarebbe stato, ma lo speravo. Non molti giorni prima leggo credo su Instagram che effettivamente ci sarà per presentare un nuovo libro scritto insieme al fotografo Nik con cui aveva già collaborato in passato. La loro presentazione di questo libro era l’unico evento che assolutamente non volevo perdermi, ed in effetti l’unico a cui sono riuscita a partecipare. Ne è valsa sicuramente la pena, anche perché il libro è bellissimo. Prima però parliamo un po’ dell’incontro.

Incontro con Sio e Nik

I libri sono una grandissima passione, e quando leggo un romanzo che mi piace si crea con l’autore una sorta di rapporto unilaterale fatto di affetto virtuale a distanza. Quindi quando mi si presenta l’occasione poter incontrare qualche autore dal vivo, non me la faccio scappare! E negli anni mi è successo diverse volte. Ecco allora che è nata questa rubrica!
[L’immagine della mano che firma proviene da ClipArtDude.]

La bellissima dedica degli autori sulla mia copia del libro! :D

Conosco Sio meglio di Nik perché lo seguo da tantissimo sul web, da quando faceva solo fumetti, Nik l’ho conosciuto tramite lui per le loro collaborazioni. A vederli dal vivo sono proprio come sul web, divertenti, favolosamente scemi, ma sono anche molto più meravigliosi. Per dirne una, tra il pubblico c’era una ragazzina e Sio si è ricordato che lei gli aveva regalato un disegno ad un evento precedente.

Hanno spiegato com’è nata l’idea e poi la realizzazione di questo libro. Il tutto è iniziato l’anno scorso, quando ci fu il caso di quella nave piena di migranti che nessuno voleva far attraccare. Invece di indignarsi e basta, i due hanno deciso che volevano fare qualcosa. Non avendo a disposizione un porto, hanno deciso di fare quello che sanno fare, ovvero rispettivamente fare fumetti e fotografie. E hanno avuto questa idea secondo me geniale: raccontare storie di migranti, ma non le loro storie di migrazioni, altre storie, qualche momento che volevano condividere, per ricordarci che col nome collettivo di migranti indichiamo quelle che sono, sempre e comunque, persone. Quei numeri di morti e di salvati, di sbarcati o rimpatriati, sono persone.

Così hanno chiesto aiuto ad un amico che lavora nel settore e sono stati in diversi centri di accoglienza straordinaria per raccogliere storie, e ne è venuto fuori un progetto fantastico, un libro bellissimo che fa ridere e piangere e riflettere e incantarsi.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura è quello che mi avevano dato in omaggio allo stand Feltrinelli, ho usato quello perché non ne avevo altri a portata di mano.

Torniamo al commento al libro.

La trama, come detto, è fatta di trentadue storie di persone diverse, ognuna accompagnata dalla foto del protagonista. Le storie sono tutte vere, con qualche aggiunta magari, ma sono proprio le storie raccontate da queste persone. C’è chi è andato a cercare l’oro nel deserto, chi parla del suo sport preferito (kabaddi), chi ricorda qualche parente, chi non ha capito bene cosa gli viene richiesto e allora racconta una barzelletta. Per la maggior parte sono storie di vita, storie migranti ma non in senso stretto: non sono le storie dei loro viaggi, almeno non solo, però sono quasi tutte storie di passaggio, spesso senza un inizio e soprattutto senza una fine.

L’ambientazione è varia e spesso non nominata: Sio e Nik hanno deciso di riportare le storie così come sono state raccontate, quindi se i narratori non hanno voluto essere specifici, neanche loro lo sono stati. Però spessissimo molte di queste persone, prima di arrivare in Italia, sono state in Libia, e spesso quella parte viene sorvolata, Sio e Nik durante la presentazione del libro hanno fatto notare questa cosa, che nessuno voleva parlare della Libia, che per tutti il periodo passato lì è pieno di cose troppo brutte per raccontarle.

Anche i personaggi sono anonimi, anche questo è voluto, per rispettare la loro privacy, perché non serve il loro nome per ricordarci che sono persone.

Il primo dei ritratti fotografici presenti nel libro.

Lo stile delle foto è molto semplice: ritratti di visi su sfondo nero. Quello dei disegni è quello classico di Sio, con personaggi disegnati in maniera molto semplicizzata, con pochi tratti che però riescono comunque a dare personalità, specie nelle espressioni. I fumetti pure sono abbastanza simili a quelli tipici di Sio, con battute fortemente assurde e situazioni strampalate, però c’è una differenza sostanziale (anche se non è la prima volta che ritrovo questo in Sio): sono spesso molto tristi.

La copertina personalmente la trovo bellissima: un cactus, un uomo, una donna, un bambino, una gallina, un pallone, un passaporto. Persone, viaggi, posti per noi esotici, e insieme quotidianità. Il titolo anche è bellissimo, come ho detto queste storie, pur non essendo letteralmente storie di migranti, lo sono sotto molti altri aspetti.

Commento generale.

Due vignette della stessa storia, consecutive, che mostrano benissimo come leggendo questo libro si possa ridere e poi un momento dopo voler piangere per quello che si legge.

Detto in poche parole: questo è un libro che fa ridere e piangere. Spesso nel giro di due vignette, come quelle che vi propongo qui a fianco: la prima è tragicomica, ma mi ha fatto proprio ridere. Subito dopo, tà, un pugno nello stomaco. E ce ne sono molte così.

Un libro bellissimo, che vi consiglio assolutamente se volete una bella lettura, che vi apra un po’ gli occhi o semplicemente vi confermi quello che già sapete ma che troppo spesso tendiamo a dimenticare: quando sentiamo parlare di numeri di migranti, quelle sono persone che hanno un passato, un futuro, amici, parenti, storie che li definiscono molto più del semplice migrare.

Mini recensione

Storie per ridere, piangere, accogliere

Sfide

Un po’ di frasi

Di seguito un po’ delle vignette che mi sono piaciute di più, o perché erano divertenti, o perché erano toccanti. Come per le altre immagini di questo post sono scansioni che ho fatto io e non sono venute tutte benissimo però non volevo rovinare il libro schiacciandolo troppo, quindi accontentatevi.

Una storia Leggi

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