scritto da Phoebes
giovedì 6 Febbraio 2020
alle 11:21
Categoria : Voltaire

Tradotto dal tedesco dal signor dottor Ralph. Con le aggiunte trovate nella tasca del dottore, quando morì a Minden, nell’anno di grazia 1759

di Voltaire


— Siete molto duro, rispose Candido. — È perché ho vissuto, disse Martino.

(Pagine 105-106)

Il giovane Candido, di nome e di fatto, si ritrova in diverse avventure, con svariati rovesci di fortuna, ma pur nelle situazioni peggiori continua a ripetersi gli insegnamenti del maestro Pangloss: questo è il migliore dei mondi possibili.

Di Voltaire avevo già letto Zadig, l’avevo preso per caso e mi era piaciuto. Questo qui invece l’ho letto con cognizione di causa e anche un po’ di aspettativa e… non mi è piaciuto! Principalmente forse non l’ho capito. Ok, la satira. Ok, le prese in giro. Ok, le disavventure una peggio dell’altra. Ok il dilagante pessimismo in un romanzo intitolato all’ottimismo. Queste cose le ho capite, però purtroppo la lettura mi ha, fondamentalmente, annoiato.

Candide: a satire by mastermime

La trama è molto simile a Zadig, da quel poco che ricordo anche a lui capitavano una sventura dopo l’altra, ma lì mi aveva incuriosito, intrattenuto, qui no, le nuove avventure non mi sorprendevano mai, giusto qualcuna, ma le altre erano prevedibili, anche perché si sapeva che sarebbero finite male. Le assurdità di certe situazioni dovrebbero generare comicità, e questo lo so perché l’ho letto nella premessa, ma io tutta questa comicità non l’ho vista, giusto qualche raro momento era un po’ divertente, ma nulla di più.

L’ambientazione fisica è varissima, spaziamo in tre continenti, e addirittura ad un certo punto finiamo nella mitica El Dorado: questa penso sia la parte che mi è piaciuta di più perché effettivamente era un po’ più fantasiosa e inaspettata, forse anche perché non succede niente di brutto! Dalla presenza di alcuni fatti storici di cui i protagonisti diventano testimoni (il terremoto di Lisbona e l’esecuzione dell’ammiraglio Byng) sappiamo che siamo tra il 1755 e il 1759.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura. L’ho comprato nella chiesa di San Paolo fuori le Mura.

I personaggi sono un po’ così così. Candido è molto sfortunato, come ho detto ricorda molto Zadig, solo quello era molto intelligente, mentre Candido è estremamente ingenuo, in maniera davvero irritante! I personaggi che ho preferito sono quelli più realistici e più realisti, come la vecchia e Martino.

Commento generale.

Non so se non sono riuscita a capirlo, o semplicemente non fa per me, ma questo romanzo non mi è piaciuto. In generale mi ha lasciato un’impressione tiepidissima. Non gli ho dato 2 stelline solo perché l’ho letto con facilità, non è per niente pesante, però non posso neanche dire sia stata una piacevole lettura. Peccato!

Copertina e titolo

La copertina di questa edizione “cento pagine 99 centesimi” mi piace abbastanza: lo sfondo viola decorato, l’immagine dell’uomo tipicamente settecentesco, bella e tutto sommato attinente. Il titolo è semplicissimo, e sicuramente in quel suo “o l’ottimismo” c’è una massiccia dose di ironia che ho apprezzato.

Curiosità

Una delle cose che ho trovato più divertente in questo libro è la presa in giro dei nomi tedeschi, per esempio Candido ad un certo punto arriva nella città di Valdberghoff-trarbk-dikdorff (pagina 37): meraviglioso!

Mini recensione

Non fa per me

Candido e Cacambo arrivano a El Dorado.
El Dorado via Voltaire by imagiona

Titolo: Candido o l’ottimismo
Sottotitolo: Tradotto dal tedesco dal signor dottor Ralph. Con le aggiunte trovate nella tasca del dottore, quando morì a Minden, nell’anno di grazia 1759
Titolo originale: Candide ou l’Optimisme
Genere: romanzo filosofico
Autore: Voltaire (vero nome François-Marie Arouet – Wikipedia)
Nazionalità: francese
Prima pubblicazione: 1759
Ambientazione: Westfalia (Germania), Lisbona (Portogallo), Buenos Aires (Argentina), El Dorado, Parigi (Francia), Portsmouth (Regno Unito), Venezia (Italia), Costantinopoli (Turhia); 1755-59
Personaggi: Candido, Pangloss, Cunegonda, la vecchia, Cacambo, Martino
Casa Editrice: Newton Compton
Traduzione: Paola Angioletti
Copertina: © Shutterstock
Pagine: 125
ISBN: 978-88-541-5457-5
Provenienza: non ricordo ma credo di averlo comprato nella libreria della mia citta; la data la so, il 12 agosto 2013
Note: introduzione di Renato Minore, premessa di Riccardo Campi
Link al libro: IN LETTURAGOODREADSANOBII
inizio lettura: 1 febbraio 2020
fine lettura: 4 febbraio 2020

Sfide

Un po’ di frasi

Viveva in Westfalia, nel castello del barone di Thunder-ten-tronckh, un ragazzo a cui la natura aveva fatto dono di un dolcissimo carattere. Il suo aspetto denunciava la sua anima. Univa un notevole giudizio allo spirito più semplice, e per questo, credo, era chiamato Candido.
[incipit]

Bisogna pure che gli uomini abbiano un po’ corrotto la natura, poiché non sono nati lupi, e sono diventati lupi. Dio non ha dato loro cannoni da ventiquattro né baionette, ed essi hanno fabbricato baionette e cannoni per distruggersi a vicenda.
Giacomo l’anabattista
(Pagina 44)

spoiler pagina 53 Leggi

Candido: Voi dovete avere il diavolo in corpo.
Martino: Egli si occupa tanto degli affari di questo mondo, che potrebbe essere nel mio corpo come in qualsiasi altra parte della terra.
(Pagina 87)

explicit Leggi

Argomenti


2 commenti per Candido o l’ottimismo


ATTENZIONE! Se devi scrivere uno spoiler, racchiudilo nei tag [spoiler title="SPOILER"][/spoiler]. Puoi usare inoltre i seguenti tag e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: