scritto da Phoebes
sabato 15 Febbraio 2020
alle 0:05
Categoria : Ibsen


di Henrik Ibsen



Wangel: Sei proprio come il mare, Ellida!
Ellida: E anche questo è terribile.
Wangel: Anche tu attrai e riempi di paura nello stesso momento.

In un piccolo paese incastrato in un fiordo norvegese Ellida vive col marito e le figlie di lui. La sua vita non è propriamente infelice, ma incompleta: Ellida sente fortemente il richiamo del mare, il suo vero elemento.

Ho scoperto Ibsen con Casa di bambola, e mi ci sono volute due letture per capire che mi piaceva. Poi ho letto Gli spettri che pure mi è piaciuto molto, e allora quando ho avuto l’occasione ho comprato l’e-book che conteneva tutti i sette capolavori dell’autore (compresi i due che avevo già letto). Me lo tengo un po’ da parte perché torna sempre utile per qualche sfida come quella dell’alfabeto (non è facile trovare autori con la I!), e anche questa volta questa è stata l’occasione. E anche questa volta l’opera teatrale mi è piaciuta un sacco!

Lady of the Sea Mist by loclif

La trama raccoglie pochi giorni della vita della famiglia Wangel. C’è un medico, padre di due figlie, al suo secondo matrimonio con una donna che sembra fuori posto in qualsiasi situazione, tranne che in mare. L’attrazione di Ellida per il mare è quasi un bisogno: anche se ci vivono vicinissimo, si tratta di un mare chiuso, dentro un fiordo, e non le basta. Tutta la storia gira intorno a questo malessere di questa donna, che causa infelicità nella sua famiglia, e pur non volendo condiziona le vite di quelli che le stanno vicino.

Ho letto nella presentazione che in Italia quest’opera non ha avuto molto successo, e che il suo finale è stato molto criticato. A me invece è piaciuto: Ellida decide di restare con Wangel e cercare di diventare finalmente parte integrante della famiglia. Sembra una sconfitta, ma è stata una sua scelta, fatta nel momento in cui si è sentita finalmente libera. Era in un certo senso prigioniera del suo ruolo di moglie e matrigna che non riusciva ad assumere, ma anche prigioniera del mare e del suo passato. Quando finalmente il marito l’ha “lasciata libera”, lei ha potuto prendere la sua decisione, e abbandonare il mare. Certo, non è la scelta perfetta, ma non ce n’era una possibile, non poteva salvare “capra e cavoli”, così ha scelto quello che per lei era più importante (e poi non è che al mare c’abbia rinunciato in toto, non vivrà in mare aperto ma pur sempre in una città di mare!).

Sala da pranzo nella casa del Dr. Wangel (1905) – Museo statale del teatro centrale. A.A. Bakhrushina

L’ambientazione è molto interessante. Siamo nel nord della Norvegia, ad un certo punto si parla di “sole di mezzanotte” e quindi deduco che siamo oltre il circolo polare artico, eppure poiché siamo in estate i personaggi si lamentano del caldo! Mi sembra incredibile! XD

L’opera è divisa in cinque atti, e in ogni atto lo scenario cambia leggermente, ma non siamo mai molto lontani da casa Wangel. All’inizio di ogni atto c’è sempre una descrizione della scena, e le ho trovate molto molto belle! Per esempio nel secondo atto siamo all’aperto, di sera, in lontananza si vede il fiordo, e bagliori dorati attraversano ancora il cielo e si perdono in lontananza fin sulle cime delle montagne. Questa e altre caratteristiche mi hanno fatto venire un gran desiderio di vedere l’opera a teatro, anche solo per poter godere di queste scenografie!

La donna del mare (dettaglio) di Edvard Munch (1896)

I personaggi di questo libro sono essenzialmente la famiglia Wangel più qualche amico e conoscente. Ma davvero gli altri passano tutti in secondo piano rispetto alla protagonista, Ellida (credo si pronunci Ellìda). La chiamano “la donna del mare”, tutti quanti conoscono questa sua ossessione. Era la figlia del guardiano del faro di una città sul mare aperto, e ora sente la mancanza di questa “liberà”. Già nelle primissime battute di alcuni personaggi, prima ancora che Ellida entri in scena, ci viene illustrata chiaramente questa sua dipendenza dal mare:

Ballested: [parlando del suo quadro] La sirena è venuta via dal mare, è rimasta impigliata tra gli scogli, non sa più uscirne e nell’acqua bassa morirà… capisce?
Lyngstrand: Guarda! È un soggetto curioso.
Ballested: L’idea me l’ha data la padrona di questa casa.
Locandina della rappresentazione di quest’opera fatta nel 2017 dal teatro Donmar Warehouse

Praticamente tutte le volte che veniva evidenziata la passione di Ellida per il mare ho trovato brani da sottolineare, erano espressioni molto potenti e suggestive, mi hanno emozionato molto!

Mi piace lo stile di Ibsen, è molto moderno per essere un autore di più di un secolo fa. I dialoghi sono estremamente educati (da lì si vede la vecchiezza, non siamo più abituati a tutte queste forme di cortesia!) ma non risultano finti. E poi come ormai Ibsen mi ha abituato non manca una componente femminista. Stavolta non è tanto incentrata nella protagonista, quanto in qualche dialogo tra personaggi minori, soprattutto Bolette, la figlia maggiore di Wangel, che vuole andare via e vivere la sua vita, ma non sa come.

The Lady from the Sea by shigure-kisune

Commento generale.

Mi piace il mare ma non posso dire di esserne appassionata, eppure il personaggio di Ellida mi ha colpito moltissimo! È una donna divisa a metà tra la vita in famiglia e il richiamo del mare (Giovanni Antonucci nella presentazione parla molto suggestivamente di “lacerazione”), la sua passione è coinvolgente, potente, affascinante e terribile, proprio come il mare.

La lettura di quest’opera teatrale è stata molto piacevole, mi ero inutilmente preoccupata leggendo che non ha mai riscosso molto successo in Italia: francamente non me ne spiego il perché! La donna del mare è una storia breve ma molto intensa, parla di mare ma anche di amore, famiglia e relazioni umane in generale, parla di coraggio e realizzazione di sé, e c’è anche una certa dose di mistero che non guasta mai. Mi ha coinvolto ed emozionato molto: proprio una bella lettura!

Copertina e titolo

La copertina è quella della raccolta, mi piace molto, e trovo che l’immagine scelta si adatti molto bene anche a questa opera. Il titolo è semplice e sicuramente molto accattivante, mi è piaciuto molto.

Curiosità

Come ho detto pare che in Italia questa commedia non abbia mai davvero “sfondato”, però è stata comunque rappresentata diverse volte con un certo successo. Una particolarmente memorabile è del 1921 con Eleonora Duse nei panni della protagonista, e poi una cinque anni dopo con Luigi Pirandello come capocomico e regista.

Bonus
Mi ha colpito tanto quest’opera teatrale che ci pensavo mentre guidavo e tra le canzoni che stavo ascoltando è capitata How far I’ll go dal film della Disney Oceania, e ho trovato si addicesse molto a Ellida (QUI la versione italiana).

Mini recensione

Affascinante e tenebroso come il mare

lady from the sea by mimiss-dessin

Titolo: La donna del mare
Titolo originale: Fruen fra havet
Genere: teatro
Autore: Henrik Ibsen (Wikipedia)
Nazionalità: norvegese
Prima pubblicazione: 1888 (prima rappresentazione: 12 febbraio 1889)
Ambientazione: un paesino nel nord della Norvegia, un’estate di fine XIX secolo (probabilmente 1888)
Personaggi: Dottor Wangel, Ellida, Bolette, Hilde
Casa Editrice: Newton Compton
Traduzione: Lucio Chiavarelli
Pagine: 84
ISBN: 978-88-541-3044-9
Provenienza: Amazon, 30 maggio 2013
Note: introduzione e presentazioni di Giovanni Antonucci; antologia critica e note di Lucio Chiavarelli
Link al libro: IN LETTURAGOODREADSANOBII
inizio lettura: 10 febbraio 2020
fine lettura: 14 febbraio 2020

Sfide

Un po’ di frasi

Bolette: Come va, Ballested? Ci è riuscito?
Ballested: Certo, signorina. È facile. Scusi: aspettano visite oggi?
Bolette: Si, aspettiamo il professor Arnholm, che è arrivato in città questa notte.
[incipit]

Tu non ami questo paese: queste montagne ti schiacciano, ti opprimono. Qui non c’è abbastanza luce per te, l’orizzonte non è abbastanza libero, i venti non abbastanza impetuosi.
Wangel a Ellida

Ellida: Io ritengo che se gli uomini si fossero abituati a vivere sul mare, o addirittura nel mare, adesso saremmo più perfetti di come siamo. Più buoni e più felici.
[…]
Arnholm: […] Mi sembra sia troppo tardi per poter riparare quello sbaglio.
Ellida: […] Creda a me: questo, proprio questo è il motivo più segreto della tristezza degli uomini.

explicit Leggi

Argomenti


Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: