scritto da Phoebes
sabato 1 Agosto 2009
alle 23:23
Categoria : Allende

di Isabel Allende

Titolo: La casa degli spiriti
Titolo originale: La casa de los espiritus
Genere: realismo magico
Autore: Isabel Allende (sito ufficiale inglesesito ufficiale italiano)
Nazionalità: cilena
Anno prima pubblicazione: 1982
Casa Editrice: Feltrinelli
Traduzione: Angelo Morino e Sonia Piloto di Castri
Pagine: 364
Provenienza: Biblioteca Libreria Amazon Book Depository BookMooch
Link al libro: ANOBII


Barrabàs arrivò in famiglia per via mare, annotò la piccola Clara con la sua delicata calligrafia. Già allora aveva l’abitudine di scrivere le cose importanti e più tardi, quando rimase muta, scriveva anche le banalità, senza sospettare che, cinquant’anni dopo, i suoi quaderni mi sarebbero serviti per riscattare la memoria del passato, e per sopravvivere al mio stesso terrore.

[incipit]

Attraverso tre generazioni di donne, una saga familiare che ripercorre più di metà del secolo scorso, intrecciando fantasmi e paranormale con gli avvenimenti storici realmente vissuti dalla Allende.

Ho deciso di rileggere questo libro per nessun motivo particolare (a parte le sfide), solo perché è bello. Ho fatto bene, un’emozione non diminuita dal fatto che mi ricordavo abbastanza bene gli eventi più importanti! La Allende, in effetti, ha questo di grandioso: ti cattura ad ogni rigo, anche se ti anticipa le cose durante la narrazione, ti lascia comunque senza fiato quando poi quegli eventi si verificano!

Un esempio è questa frase:

Quando li trovarono, il bambino era con le spalle a terra e Blanca stava accoccolata con la testa sul ventre rigonfio del suo nuovo amico. In quella stessa posizione sarebbero stati sorpresi molti anni dopo, per loro sventura, e non sarebbero vissuti abbastanza per scontarlo.

Bè, quando succede anni dopo, la tensione, anche nella rilettura, è stata notevole!! :)

Il segnalibro che ho usato durante la lettura è stato realizzato da La Sere.

Sono davvero felice di questa seconda lettura, più matura e consapevole: quando ho letto il libro la prima volta, non sapevo che l’ultima parte si riferisse al vero golpe cileno. Inoltre, ho potuto meglio apprezzare tutti i personaggi, veramente straordinari! Esteban Trueba, per esempio, è un grandissimo bastardo, non si può non provare disgusto per lui, però… la Allende mi ci fa affezionare comunque, alla fine credo sia il personaggio più bello di tutto il libro, con le sue contraddizioni, il suo amore e il suo odio, la sua “giustizia” e la sua rabbia…

Ho apprezzato di più Clara, che alla prima lettura mi era parsa evanescente come gli spiriti che evocava, mentre in questa seconda mi è parsa il vero pilastro della casa, che infatti andrà allo sfacelo dopo la sua morte.

Ho amato molto poi anche alcuni personaggi minori, che non ricordavo proprio, come Amanda, Ana Dìaz e le sorelle Mora.

Insomma, veramente un libro splendido, che mi sa prima o poi leggerò una terza volta, e sono sicura che anche alla terza lettura non mi risparmierà le più svariate emozioni, comprese lacrime di rabbia e di commozione, soprattutto nel finale.

A proposito di finale… non ricordavo proprio che finisse con le stesse parole con cui è iniziato! Lo so, non è una cosa poi così eccezionale, ma mi ha emozionato (tanto per cambiare) rileggere quelle parole proprio nell’ultima riga!

Ho letto altri libri della Allende, ho ritrovato il suo bellissimo stile di scrittura, ma nessuno di quei libri è paragonabile a questo: La casa degli spiriti per me è un vero capolavoro!

Sfide

Un po’ di frasi

Frattanto Jaime e Nicolàs crescevano separati dal binomio femminile, secondo il principio di quei tempi che “bisogna farsi uomini”. Le donne, al contrario, nascevano con la loro condizione geneticamente incorporata e non avevano bisogno di acquisirla con le metamorfosi della vita.

Come aveva fatto con lei sua madre ai tempi del mutismo, [Clara] portava ora Blanca a visitare i poveri, carica di regali e di conforti.
— Questo serve a tranquillizzarci la coscienza, figlia — spiegava a Blanca. — Ma non aiuta i poveri. Non hanno bisogno di carità, bensì di giustizia.

La Santa Madre Chiesa sta a destra, ma Gesù Cristo è stato sempre a sinistra.
Padre José Dulce Marìa

Clara: In quasi tutte le famiglie c’è qualche rimbambito o pazzo figliola. […]
Alba: Ma nella nostra famiglia non ce ne sono, nonna.
Clara: No. Qui la follia si è divisa fra tutti e non ne è avanzata per avere il nostro matto da legare.

Così come quando si viene al mondo, morendo abbiamo paura dell’ignoto. Ma la paura è qualcosa d’interiore che non ha nulla a che vedere con la realtà. Morire è come nascere: solo un cambiamento.
Clara

[Clara] non credeva che il mondo fosse una Valle di lacrime, ma al contrario una burla di Dio, sicché era stupido prenderlo sul serio, se Lui stesso non lo faceva.

Era una di quelle donne stoiche e pratiche del nostro paese, che con qualunque uomo che passa nella loro vita hanno un figlio e inoltre accolgono in casa i bambini che gli altri abbandonano, i parenti più poveri e chiunque abbia bisogno di una madre, una sorella, una zia, donne che sono il pilastro centrale di molte vite estranee, che allevano figli perché anche loro se ne vadano e che vedono andarsene i loro uomini senza un rimprovero, perché hanno altre urgenze maggiori di cui occuparsi. Mi sembrò uguale a tante altre che avevo conosciuto nelle mense popolari, nell’ospedale di mio zio Jaime, al Vicariato dove andavano a indagare per i loro scomparsi, all’obitorio, dove andavano a cercare i loro morti. Le dissi che aveva corso un bel rischio ad aiutarmi e lei sorrise. Allora capii che il colonnello Garcìa e altri come lui hanno i giorni contati, perché non hanno potuto distruggere lo spirito di quelle donne.

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9 commenti per La casa degli spiriti

  1. Martina - Palazzo Lavarda scrive:

    La casa degli spiriti è uno dei miei libri preferiti in assoluto. Letto anch’io due volte e non escludo di rileggerlo in futuro. Ci sono scene ‘mitiche’: come non ricordare, una su tutte, quella in cui la narratrice racconta della nonna, o bisnonna, non ricordo, che restava incinta ogni volta che le mutande di un uomo venivano sbattute al vento nella zona dove abitava lei??? Immagine efficacissima.

  2. Phoebes scrive:

    Sai che non la ricordavo proprio questa cosa? ;)

    Per me le due scene più emozionanti rimangono comunque, anche alla seconda lettura, quelle tra Trueba e Pedro terzo… che non posso raccontare qui perché sarebbe un po’ uno spoiler! :)

  3. Lulla scrive:

    ciao a tutti=) si questo libro è molto bello=) xrò la prof c ha dato il compito di trovare almeno 3 frasi e commentarle.. qualkuno potrebbe aiutarmi nel commento? (qualsiasi frase va bn)

  4. Phoebes scrive:

    In che senso commentarle? E per frase si intende proprio una singola frase, o va bene anche un brano più lungo?

  5. Lulla scrive:

    nel senso ke si deve dare una propria opinione sulla frase.. e cmq va bn anke un brano =)

  6. Lulla scrive:

    cmq ho trovato delle frasi carine te le scrivo :
    – è passato più di mezzo secolo, ma ankora ho impresso nella memoria il momento preciso in cui Rosa,la bella, entrò nella mia vita come un angelo distratto ke passando mi rubò l’anima.

    -frattanto Jaime e Nicolàs crescevano separati dal binomio femminile, secondo il principio di quei tempi ke “biogna farsi uomini”. le donne, al contrario, nascevano cn a loro condizione geneticamente incorporata e nn avevano bisogno di acquisirla con le metamorfosi della vita.

    – così come qnd si viene al mondo, morendo abbiamo paura dell’ignoto. ma la paura è qualkosa d’interiore ke nn ha nulla a ke vedere con la realtà. morire è come nascere:solo un cambiamento.

  7. Phoebes scrive:

    Bè, allora quelle che hai scelto sono perfette, secondo me!

    Oppure, anche questa potrebbe andare:
    “Come aveva fatto con lei sua madre ai tempi del mutismo, [Clara] portava ora Blanca a visitare i poveri, carica di regali e di conforti.
    – Questo serve a tranquillizzarci la coscienza, figlia – spiegava a Blanca. – Ma non aiuta i poveri. Non hanno bisogno di carità, bensì di giustizia.”
    Una frase sull’ipocrisia di certi atteggiamenti, ipocrisia di cui spesso, come Clara, siamo pure consapevoli!

  8. Lulla scrive:

    bella infatti =) grazie.. cmq fai finta ke le frasi k t ho elencato sopra le avessi scelte te.. dimmi il perchè della scelta.. (è questo quello ke vuole sapere la prof e nn so cs scrivere:s)

  9. Phoebes scrive:

    Ahaaaa!!!! Ma io non avevo capito che volevi farmi fare i compiti al posto tuo!!!! Non vale!! E poi, tra l’altro, è difficile!!
    Ho provato a scrivere qualcosa, magari poi pensaci tu ad ampliare un po’.

    “Frattanto Jaime e Nicolàs crescevano separati dal binomio femminile, secondo il principio di quei tempi che “bisogna farsi uomini”. Le donne, al contrario, nascevano con la loro condizione geneticamente incorporata e non avevano bisogno di acquisirla con le metamorfosi della vita.”
    Mi piace l’ironia di questa frase, che prende alla lettera l’espressione “farsi uomini”, mi piace la sua “pungente” femminilità, che deride la tanto decantata mascolinità in una delle sue più antichi “capisaldi”, la conquista della virilità.

    “Così come quando si viene al mondo, morendo abbiamo paura dell’ignoto. Ma la paura è qualcosa d’interiore che non ha nulla a che vedere con la realtà. Morire è come nascere: solo un cambiamento.”
    Le frasi che parlano di vita sono di solito tra le mie preferite, ma spesso anche quelle che parlano della morte mi affascinano molto, specie quando come questa non sono drammatiche o dolorose, ma infondono serenità e normalità ad una cosa che può anche non essere piacevole, ma tocca a tutti, prima o poi.

    “Come aveva fatto con lei sua madre ai tempi del mutismo, [Clara] portava ora Blanca a visitare i poveri, carica di regali e di conforti.
    – Questo serve a tranquillizzarci la coscienza, figlia – spiegava a Blanca. – Ma non aiuta i poveri. Non hanno bisogno di carità, bensì di giustizia.”
    Mi ha colpito questa frase per la semplicità, la lucidità e la sincerità con cui Clara si rende benissimo conto della situazione. Come ti dicevo prima, mi sembra che esprima benussumo l’ipocrisia di certi atteggiamenti, ipocrisia di cui spesso, come Clara, siamo pure consapevoli!


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