scritto da Phoebes
sabato 5 Settembre 2009
alle 16:05
Categoria : Alcott

di Louisa May Alcott

Sedevano presso il caminetto, dopo cena, con l’aria di chi è convinto che qualche raggio di sole gli farebbe bene. Era una grigia giornata di novembre ma, all’improvviso, le nubi si sollevarono e uno sprazzo di sole entrò nella stanza. Tutti si volsero istintivamente ad accoglierlo e tutti gridarono: – Polly!

Polly, la ragazza “che fa spuntare il sole”, vive in campagna, e va a passare del tempo in città a casa dell’amica Fanny. C’è un abisso tra le due, nonostante siano più o meno coetanee, perché Polly è una ragazza all’antica, e sebbene sia fiera della sua educazione, ogni tanto si sente ostracizzata e presa in giro per la sua “diversità”. Ma la sua semplicità e il suo buon cuore conquisteranno tutti.
La seconda parte del romanzo, in cui rivediamo gli stessi personaggi 6 anni dopo, è meno spensierata della prima, i “guai” dei vari personaggi si fanno un tantino (in alcuni casi anche molto) più seri, ma la presenza benefica di Polly sarà sempre a tutti di grande aiuto!

Dalla breve trama che ho delineato, può sembrare davvero una sciocchezza questo romanzo, prevedibile e moralista, e forse lo è davvero, non saprei dire. Io lo amo moltissimo :), quindi non riesco a giudicare con obiettività! E’ il primo vero romanzo che ho letto, e gli sono affezionatissima!
Questa è stata per me la terza o la quarta lettura, non ricordo, ma è la prima fatta “da adulta”, e volevo farla da tantissimo tempo!
Da piccola ho amato davvero molto questo romanzo, molto più di Piccole Donne, e ricordo mi aveva commosso moltissimo. Però… non credevo proprio che avrebbe potuto commuovermi ancora così tanto anche adesso! Invece la lettura mi ha catturata come fece la prima volta a dieci anni! Non c’è niente da fare, Polly ti conquista! Da piccola volevo essere come lei, e già allora mi rendevo conto che la cosa che più mi mancava per esserlo era soprattutto la saggezza di sapere in ogni occasione cosa è giusto e opportuno fare. Una cosa di cui sento la mancanza ancora adesso! ;)
A parte questo, il libro è davvero delizioso, la Alcott mescola buonismo e ironia al punto giusto, senza risultare quasi mai stucchevole. Certo, in alcune parti ci fa proprio la morale, entrando nella narrazione coi suoi giudizi personali e molto di parte, ma ci piace così! :) E poi rimedia mirabilmente con la freschezza con cui descrive i suoi personaggi! Un’immagine su tutte: le confidenze d’amore tra amiche, parlando “in codice” per iniziali e soprannomi! :)

Il piacere di rileggere questo libro è stato anche aumentato dal fatto che ho potuto capire molto meglio alcune cose, che da bambina non avevo compreso, e che quindi non potevo neanche ricordare.
Per esempio, un giorno la nonna legge a Polly e ai ragazzi due lettere scritte da due ragazze in epoche diverse. Una di queste, scritta nel 1517 è della tal Anna Bolena, che la nota a piè di pagina mi informava essere stata moglie di Enrico VIII, nome per me probabilmente totalmente sconosciuto! Tra l’altro, mi chiedo se sia autentica questa lettera, perché l’ho trovata molto interessante! Anna ne viene fuori come una ragazza semplice e “all’antica”, come Polly, e mi ha fatto tanta tenerezza la preoccupazione per i suoi polli, a cui dava sempre da mangiare lei stessa!
Oppure, per esempio, non avevo potuto comprendere a pieno cosa significasse per Polly stessa e alcune sue amiche il fatto di lavorare e mantenersi, l’importanza e la difficoltà di una tale indipendenza nell’epoca della Alcott, tutte cose che probabilmente l’autrice stessa dovette affrontare, almeno a quanto ho potuto capire dalla sua biografia.
Una cosa che invece ancora non capisco, è come si sono conosciute Polly e Fanny! Il libro inizia dicendo il “quando”, se non ricordo male, ma l’occasione che ha permesso a queste due ragazze, così distanti sotto tutti i punti di vista, di conoscersi e diventare amiche, rimane per me un mistero! :)

Un’ultima sciocchezzuola, ma che mi va di aggiungere nel commento: la sorella di Fanny si chiama Maud, e da piccola io, ignorando quasi tutto dell’inglese, la chiamavo “maud”. Se non sbaglio la corretta pronuncia di questo nome è “mod”, o almeno io così lo pronuncerei se lo trovassi scritto da qualche altra parte. Ma ho faticato davvero a rileggere questo romanzo chiamandola “mod”, perché il ricordo che avevo di lei era di una bambina di nome “maud”! :)

Ultimissima cosa: il libro in italiano è conosciuto anche con il titolo di “Una ragazza all’antica” o “Una ragazza fuori moda”. Quando ho visto per la prima volta queste altre traduzioni, ho storto il naso per la loro bruttezza, mi piaceva molto di più il “mio” “Una ragazza acqua e sapone”. Che shock scoprire che invece gli altri titoli erano più attinenti all’originale, ed era invece il mio ad essere sbagliato! ;)

Scheda del libro

Titolo: Una ragazza acqua e sapone
Titolo originale: An old-fashioned girl
Autore: Louisa May Alcott
Nazionalità: statunitense
Anno prima pubblicazione: 1870
Casa Editrice: Mursia
Traduzione: Mia Peluso
Pagine: 266
Link al libro: ANOBII

Segnalibri: quello che ho usato durante la lettura (a destra) mi è stato regalato da debnik85 in occasione del primo scambio di segnalibri nel gruppo Readers Challenge.

Un po’ di frasi

— Tom, è ora di andare alla stazione.
— Andiamo, allora.
— Oh, io non vengo, c’è troppa umidità. Mi disferei tutta la piega se uscissi in una giornata come questa, e voglio essere carina quando arriva Polly.
[incipit]

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2 commenti per Una ragazza acqua e sapone

  1. HermioneGinny scrive:

    hai ragione, l’ho finito da poco e mi ha conquistato :-) !

    • Phoebes scrive:

      Che bello! Mi fa paicerissimo! Sono tremendamente affezionata a questo romanzo, che a volte tempo di giudicarlo poco oggettivamente, per cui mi va ancr più piacere sapere che trova ancora nuovi estimatori! :)


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