scritto da Phoebes
venerdì 27 Novembre 2009
alle 11:18
Categoria : _gruppi di lettura_

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Questo quarto libro mi è piaciuto di più del precedente. Carina la novella sul naso, che ci ha lasciato (come lo stesso Tristram non manca di sottolineare!) col dubbio sull’autenticità del naso dello straniero!
Non mancano le solite stranezze di Tristram come narratore, prima fra tutte il capitolo stracciato che lascia 10 pagine bianche (nella mia edizione, cmq, non erano 10, solo 3, e sulla prima c’era scritto “Qui l’autore lascia dieci pagine bianche.”).
Infine, ci comunica che, alla buon’ora!, dopo più di metà libro, al trentaduesimo e ultimo capitolo del quarto libro, finalmente, adesso iniziano la VITA e le OPINIONI di Tristram Shandy!

Grazie a Dio, come Vossignoria ben sa, non ho né moglie né figli e quindi difficilmente avrò dei dispiaceri.
Il caporale Trim

Ma per comprendere ciò che è una lingua di fuoco del tempi di Diana, dovete leggere Longino, e se, una volta lettolo, vi ritroverete più scemi di prima, niente paura! rileggetelo!
Avicenna e Liceto lessero la metafisica di Aristotele cinquanta volte e non ne capirono mai un’acca.

E adesso basta per il mio capitolo di capitoli. Mi piace talmente, da sostenere che è il migliore del libro. Chiunque lo legga, sprecherà il suo tempo come se si mettesse a raccogliere pagliuzze.

– Di tutti i misteri della vita matrimoniale, – sentenziò mio padre, […] – non ve ne è uno più umiliante di questo, ossia, dal momento in cui la padrona di casa si mette a letto, ogni femmina, dalla mia gentile consorte giù fino alla sguattera, cresce di una spanna e affetta, per questo, un’aria di sussiego che mai aveva osato assumere prima.
– Penso piuttosto, – rispose mio zio, – che siamo noi ad abbassarci di una spanna. Quando incontro una donna che aspetta un bambino mi accade di pensare così. E’ una pena ben grave quella cui è condannato il sesso debole, fratello Shandy, è un fastidioso fardello, – continuò zio Tobia scuotendo il capo.
– Sì, sì, è una cosa penosa, – mormorò mio padre, scuotendo anch’egli la testa.
Da quando un tale atto è venuto di moda, credo che mai due teste si siano agitate contemporaneamente, spinte da due impulsi così diversi.
« Dio le benedica! », voleva dire il cenno di zio Tobia.
« Il diavolo se le porti! », voleva dire quello di mio padre.

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Gli altri commenti a questo libro sono tutti QUI.

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