scritto da Phoebes
venerdì 19 Marzo 2010
alle 19:19
Categoria : _gruppi di lettura_

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Credevo che Tolstoj avesse deciso di indugiare ancora un po’ nel romanticismo, presentandoci un’altra felice storia d’amore, invece la nuova coppia (Varen’ka e il fratello di Levin) non si forma. Non posso negare di esserne un po’ dispiaciuta, mi pareva una bella cosa per entrambi!

Nonostante io apprezzi poco le scene venatorie, anche nelle pagine in cui Levin, Stepan Arkad’evič e Veslovskij vanno a caccia ci sono stati bei momenti che mi hanno un certo qual modo affascinato, per esempio i discorsi tra i tre sull’onestà o meno del lavoro. Molto moderno e pratico il pensiero di Stiva, ma soprattutto mi ha colpito come sempre la sua “leggerezza”: butta lì una bella botta a Levin, ma poi se ne disinteressa, mentre questo ci rimane depresso a rimuginare sopra! Delizioso anche Veslovskij con la sua ingenuità: «Già, è vero, come mai il contadino che ci ospita lavora tutto il tempo mentre noi stiamo sempre senza fare niente?» ;)

Ben sedici capitoli questa settimana senza che la nostra protagonista appaia mai. Non si può dire comunque che non sia presente, visto che più di una volta si parla di lei. E l’ultimo capitolo, in cui Dolly parte finalmente per andarla a trovare, è quello che mi è piaciuto di più!
Ho scoperto infatti in Dolly un bellissimo personaggio. Mi è piaciuto innanzi tutto il pretesto per le sue riflessioni: solitamente è troppo occupata per fermarsi a pensare, ora il viaggio di diverse ore da sola in carrozza le regala un bel po’ di tempo solo per sé stessa. Poi mi è piaciuto moltissimo anche come sono “evolute” queste riflessioni: sono partiti dalla preoccupazione per i figli, passati a questioni più pratiche riguardo acquisti e commissioni future, per poi soffermarsi un bel po’ su Anna, confrontare la propria vita con quella della cognata, crogiolarsi in rimpianti e riflessioni negative, e infine concedersi anche il lusso di sognare un po’! :)
Ho ammirato molto Dolly per la solidarietà con cui ha subito pensato ad Anna. Confrontando le loro situazioni, da un certo punto di vista le due donne si sono trovate di fronte alla stessa scelta: se stesse o i propri figli. Dolly ha scelto i figli, sacrificandosi nel rimanere con il marito fedifrago, Anna ha scelto se stessa e l’amore. Al posto di Dolly forse mi sarei un po’ arrabbiata con la cognata, che si trova dalla parte di chi commette il tradimento, mentre lei ne è vittima. Invece Dolly riesce a vedere tutta l’infelicità della situazione di Anna, e allo stesso tempo le invidia la sua libertà.
Sono curiosa di leggere che effetto le farà vedere che la situazione di Anna e Vronskij è tutt’altro che ideale (o, almeno, lo era quando li abbiamo lasciati in partenza per la campagna…)!
Comunque, in questo capitolo Tolstoj mi ha regalato un’altra splendida caratterizzazione, mi ha permesso di conoscere più a fondo questo personaggio, e provare spesso anche molta empatia e partecipazione nei suoi confronti!

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