Il Silmarillion – Quenta Silmarillion capitoli XIII-XVII

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Capitoli meno entusiasmanti, quelli di questa settimana, almeno per quanto mi riguarda.

Il ritorno dei Noldor.

Il primo capitolo è quello più ricco di avvenimenti, e anche quello che mi è piaciuto di più.
Innanzitutto, c’è la morte di Fëanor, evento già ampiamente preannunciato nella narrazione. Poi, si ri-incontrano i Noldor e i Sindar, ovvero, se non ho fatto eccessiva confusione coi nomi, gli Elfi che erano andata a Valinor, e quelli che invece avevano deciso di rimanere nella Terra di Mezzo.
La parte che mi è piaciuta di più è stata quella riguardante Fingon e Maedhros. Da notare, ancora una volta, le aquile giungono nel momento del bisogno!
Gli Elfi di Fingon mi piacciono molto. A parte proprio Fingon, che dimostra che finalmente c’è qualcuno che pensa prima di agire, ammiro molto tutta la sua gente, non solo perché hanno molto sofferto e si sono dimostrati molto valorosi nell’attraversare le lande ghiacciate, ma anche perché sono stati capaci di perdonare.

Il Beleriand e i suoi regni.

Questo secondo invece è stato il capitolo più noioso!

I Noldor del Beleriand.

Capitolo più interessante del precedente. Assistiamo alla costruzione di Gondolin, città mitica, e passiamo un po’ di tempo con Galadriel, personaggio di cui mi sembra sempre si dica troppo poco! 😉

Maeglin

Uff, ‘ste storie di continui odi tra le vari stirpi di Elfi stanno cominciando a darmi sui nervi! Eöl è l’ennesimo, e forse il più grande, idiota. Di Maeglin invece non so bene cosa pensare, di certo mi fa un po’ pena, porello, rimasto orfano in men che non si dica, e innamorato senza speranza!

L’avvento degli Uomini in Occidente

E finalmente rivediamo gli Uomini! E finalmente qualcuno se li fila! 😉
Anche questo capitolo mi è piaciuto molto, perché ci presenta l’incontro e il confronto tra Elfi e Uomini. Questi ultimi non possono raccontare nulla sulla loro origine, perché non sono essi stessi i primi ad aver aperto gli occhi nella Terra di Mezzo, bensì i loro antenati. Per gli Elfi sono invece passate pochissime generazioni dal momento della loro comparsa, e, anzi, immagino tra loro ci sia ancora qualcuno di quei primi che si risvegliarono sotto le stelle. Poi, novità alquanto sconvolgente per gli Elfi, gli Uomini muoiono: il loro tempo nella Terra di Mezzo è assai breve!

Un po’ di frasi

Molto tempo addietro, nella beatitudine di Valinor, prima che Melkor fosse sciolto dalle catene o che tra loro si interponessero menzogne, Fingon era stato grande amico di Maedhros; e sebbene ignorasse che questi, pur partecipando all’incendio delle navi, non lo aveva dimenticato, il pensiero dell’antica amicizia gli tormentava il cuore. E osò pertanto un gesto che giustamente è celebrato tra i fatti dei principi dei Noldor: da solo, e senza prima essersi consultato con chicchessia, si pose in cammino alla ricerca di Maedhros; e, aiutato proprio dalla tenebra che Morgoth aveva generato, giunse, non visto, alle fortezze dei suoi nemici. Si inerpicò per le pendici del Thangorodrim e contemplò, disperato, la desolazione della contrada; ma non riuscì a trovare passaggio o anfratto per il quale giungere nella rocca di Morgoth. Allora, a sfida degli Orchi che tuttora se ne stavano acquattati nelle buie caverne sotterranee, prese l’arpa e intonò un canto di Valinor composto in antichi tempi dai Noldor, prima che la contesa separasse i figli di Finwë; e la sua voce risuonò nei cupi abissi che mai prima avevano udito se non grida di paura e dolore.

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