Mine Vaganti

di Ferzan Özpetek

Non farti mai dire dagli altri quello che devi fare. Sbaglia per conto tuo, sempre.
La Nonna

Il giovane Tommaso Cantone torna a casa in Puglia deciso a rivelare al padre tre segreti che nessuno della sua famiglia conosce: non ha mai studiato Economia e Commercio a Roma, ma si è laureato in Lettere; non vuole lavorare nell’azienda di famiglia (un pastificio) ma vuole fare lo scrittore; ed è gay.
Sa bene che queste notizie, l’ultima in particolare, sconvolgeranno i familiari, infatti il suo scopo è quello di essere cacciato dal padre, e tornare a vivere la sua tranquilla vita a Roma, col fidanzato Marco, senza dover nascondere la sua omosessualità.
Ma la famiglia Cantone (famiglia all’antica, di stampo patriarcale, bigotta e preoccupata delle apparenze) riserva delle sorprese.

Io non amo particolarmente il cinema italiano, ma quest’anno guardando i trailer in tv i film che più desideravo vedere erano quasi tutti italiani. Così stavolta dando una scorsa ai film in zona sono stata proprio io a proporre di sfruttare l’offerta infrasettimanale del cinema a 2 euro e 50 per andare a vedere questo film. Bè, sono proprio contenta di averlo fatto, mi è piaciuto tantissimo!

In realtà con Özpetek andavo un po’ più sul sicuro, perché avevo già visto altri due suoi film (Le fate ignoranti e Cuore Sacro) che mi erano piaciuto, ma Mine vaganti penso sia decisamente più bello!

E lo penso per un semplice motivo: rispetto ai precedenti, e incredibilmente più “ricco”. A cominciare già dalla sorpresa iniziale: siamo tutti lì ad aspettare che Tommaso/Scamarcio riveli al padre di essere omosessuale, ed ecco che il fratello Antonio/Preziosi lo anticipa rubandogli la rivelazione! Il bello è che dai trailer (almeno quelli che avevo visto io) la cosa era mascherata benissimo! Perché tutte le lamentele che il padre farà dopo per questo “tradimento” del figlio, si suppone siano per Tommaso! 🙂

Poi un’altra grande nota positiva sono le splendide ambientazioni salentine, sia quelle cittadine (siamo a Lecce) che la spiaggia e la campagna.

E poi, in questo film c’è un po’ tutto. Ci sono storie d’amore (a lieto fine e non), contrasti familiari, personaggi buffi e tragici, saggi e stupidi, affascinanti e odiosi. Si ride (tanto! Non me l’aspettavo!) e si piange, ci si indigna ed emoziona. Ho letto sulla Wikipedia che questo film è stato definito “contagioso”, e non posso che essere d’accordissimo!

Molto affascinanti e malinconiche le parti dedicate al passato, in cui riviviamo alcuni momenti della giovinezza della Nonna attraverso i suoi ricordi. A proposito, che bel personaggio quello della Nonna!, con le sue battutine sagaci, il suo cinismo, la sua indifferenza per le convenzioni, il suo grande amore.

Ennesima nota positiva è stata la bravura degli attori. Credo di averlo già detto altre volte: sono decisamente prevenuta verso gli attori italiani, mi spiace dirlo ma penso che la maggioranza sia mediocre, quando non totalmente incapace. Applausi per tutti stavolta, invece, in primis per Scamarcio, che vedevo sul grande schermo per la prima volta.

Ho solo due note negative da imputare alla serata al cinema di ieri.

La prima riguarda il film, ma è pochissimo importante: ci sono parecchi spunti e/o personaggi che non sono stati approfonditi (per esempio la cameriera cantante, la macchina distrutta da Alba, la sorella Elena…) e la cosa un po’ mi dispiace, ero più che altro curiosa di saperne di più!

La seconda cosa riguarda i cerebrolesi che sedevano dietro di me durante la proiezione. Mi spiace per la brutta parola, ma non saprei come definire delle persone che hanno parlato tutto il tempo, principalmente (le ragazze) di Scamarcio, dei fatti loro, e del film solo per spiegarsi a vicenda scene che non capisco proprio come si potessero non capire. Ma questo è pure normale, quando vado al cinema metto sempre in conto la possibilità di vicini fastidiosi e chissà, forse qualche volta lo sono stata, senza accorgermene, pure io. Quello che proprio non ho tollerato sono stati i cori di “No! Che schifo!” nelle (tra l’altro pochissime) scene d’amore tra uomini. Ma d’altronde, quando si ha un cervello grande come un pinolo, e un’apertura mentale di dimensioni adeguate, non si può pretendere nemmeno un minimo di pudore nel dimostrarsi così idioti in pubblico.

Titolo: Mine Vaganti
Regia: Ferzan Özpetek
Anno: 2010
Paese: Italia
Genere: commedia
Soggetto e Sceneggiatura: Ferzan Özpetek e Ivan Cotroneo
Musiche: Pasquale Catalano
Casa di produzione: Fandango
Distribuzione: 01 Distribution
Attori: Riccardo Scamarcio (Tommaso Cantone), Alessandro Preziosi (Antonio Cantone), Nicole Grimaudo (Alba Brunetti), Lunetta Savino (Stefania Cantone), Ennio Fantastichini (Vincenzo Cantone), Ilaria Occhini (Nonna), Elena Sofia Ricci (Luciana Cantone), Bianca Nappi (Elena Cantone), Massimiliano Gallo (Salvatore), Daniele Pecci (Andrea), Carolina Crescentini (Nonna da giovane), Carmine Recano (Marco), Paola Minaccioni (Teresa), Gianluca De Marchi (Davide), Mauro Bonaffini (Massimiliano), Gea Martire (Patrizia), Giorgio Marchesi (Nicola)
Link al film: sito ufficialeWikipediaIMDb

Un po’ di frasi

[prese dalla Wikipedia]

È più faticoso stare zitti, che dire quello che si pensa.
Luciana

Vincenzo: Che cosa state combinando?
La Nonna: Sto preparando un attentato.

La Nonna: Quanto sei brutta.
Teresa: Anch’io ti voglio bene, signora.

Normalità, che brutta parola.
La Nonna

8 pensieri riguardo “Mine Vaganti

  1. ClarinetteM, grazie mille, mi fa piacerissimo essere linkata, e ovviamente ricoambio con piacere! 🙂
    Aspetto allora il tuo commento su “Mine Vaganti”! 🙂

    SuperDelly, vero che è proprio bello?!?! ^_^

  2. Cercavo qualche commento su MineVaganti e guarda un po’ chi mi ritrovo..una faccia amica!eheheh.
    Ho visto questo capolavoro una settimana fa su sky…che dire?! Ennesima opera di Özpetek che si conferma come uno dei miei registi preferiti (anche se qui, stranamente, non mi ha messo molte scene in cucina, interno che lui adora e ripropone sempre!).

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