Don Chisciotte della Mancia – [LIBRO PRIMO] Capitoli 10-19

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Sancio mi fa tanta pena, vuole bene a Don Chisciotte, e nonostante tutto gli crede sempre, per questo le batoste più grandi le prende lui, che oltre alle bastonate rimane anche sempre disatteso nelle sue ambizioni di governatore di isole. Mi ha particolarmente colpito la scena in cui lo fanno volare col lenzuolo: è un gioco che i miei mi facevano fare spesso da piccola, e lo adoravo!!!! ;)

Comunque, in mezzo a tutte queste avventure violente, in questi capitoli i nostri si godono una parentesi bucolica e riposante con i caprai. E ammetto che mi è piaciuta questa storia. La mia simpatia va tutta a Marcella, mi è piaciuto il suo intervento, che rompe tutte le tradizioni romantiche di giovani che “muoiono d’amore” ragionando in maniera normale e coerente! Mi stupisce che Don Chisciotte non abbia avuto niente da ridire! ;)

Il libro per ora mi piaciucchia, ma spesso mi risulta noioso, forse però perché questa parte l’ho già letta nei miei precedenti tentativi. Ci sono comunque delle scene che ho trovato divertenti! Innanzi tutto tutti gli strani nomi di eroi e cavalieri che Don Chisciotte sciorina ad ogni piè sospinto: il mio preferito, finora, è senz’altro Espartafilardo del Bosco! Poi mi piace il modo disarmante in cui Don Chisciotte risponde prontamente alle proteste di Sancio: è stato un incantesimo, è la tua paura che non ti fa vedere, è colpa del malvagio mago mio nemico…
Soprattutto, infine, sto cominciando davvero ad apprezzare l’ironia dell’autore, per esempio in tutte le descrizioni di Maritornes, ma anche coi suoi protagonisti spesso e volentieri non lesina le prese in giro! :)

E ora, al capitolo diciannove, mancano all’appello già mezzo orecchio e 5 denti e mezzo. Povero Don Chisciotte!!

Un po’ di frasi

In questi paesi piccoli di tutto ci s’occupa e di tutto si mormora, e la stia pur sicuro che bisogna che sia un angelo il prete che costringe i suoi parrocchiani a dir bene di lui!

L’ostessa, la sua figliola e quella povera ragazza di Maritornes stavano tutte confuse a sentire quelle parole del cavaliere errante, che esse intendevano come se avesse parlato greco; tuttavia giunsero a capire che tutto quanto il discorso mirava semplicemente a ringraziarle a dire delle galanterie; ma siccome non erano abituate a un tale linguaggio, guardavan lui e poi si guardavan tra loro, e vedevano in don Chisciotte un uomo diverso da tutti gli altri.

Ora bisogna sapere che il mulattiere aveva fissato con lei [Maritornes] di trovarsi insieme quella notte, e lei gli aveva dato parola che […] sarebbe andata a trovarlo e contentarlo. Dicevano che la brava ragazza non avesse mai fatte tali promesse, anche in cima a un monte e senza testimoni, senza poi mantenerle. Infatti la pretendeva a gentildonna, e non stimava disdoro il far la serva nell’osteria, perché, diceva lei, le disgrazie e i rovesci di fortuna l’avevan ridotta in quello stato.

Un uomo non vale più d’un altro, se non fa più di un’altro.
Don Chisciotte

…con la fame in corpo lo scudiero, e con molto appetito il padrone.

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