Il corpo (Stand by Me)

Tutto era lì e attorno a noi. Sapevamo esattamente chi eravamo ed esattamente dove stavamo andando. Era magnifico.
(Pagina 68)
Forse sono l’unica persona della mia generazione che non ha visto il film Stand by Me, con due giovanissimi Wil Wheaton e River Phoenix. Però ora ho letto il libro. E magari colmerò anche questa lacuna cinematografica.
Quattro ragazzi scoprono che in un bosco, non molto lontano da dove vivono, c’è il cadavere di un loro coetaneo che le autorità ancora non hanno scoperto, così decidono di intraprendere un piccolo viaggio per andare a vedere il corpo.
Questo libro contiene un racconto che fa parte dell’antologia Stagioni diverse, non so onestamente se in originale sia mai comparso come volume a sé stante.
Il corpo del titolo è un McGuffin, un espediente per dare il via alla trama che tramite un reale viaggio di qualche giorno racconta una sorta di “viaggio di iniziazione” piuttosto necessario in ogni romanzo di formazione. La storia è raccontata da uno dei ragazzi, Gordie, che da adulto è diventato scrittore e il libro è intervallato da racconti scritti da Gordon quando è più grande.
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| [incipit] |
Oltre a Gordie ci sono altri tre personaggi principali: Chris, Teddy e Vern. Tutti e quattro con problemi in famiglia di diversa gravità, tutti e quattro accomunati da questo desiderio, insieme paura e volontà, di vedere un cadavere. Ne passeranno di tutti i colori, rischiando di morire un paio di volte, ma, nonostante le conseguenze che porterà loro in futuro, nessuno dei quattro rimpiangerà di aver partecipato a questa “impresa”. Gordie è il protagonista e come ho detto racconta questi eventi da adulto, dopo che è diventato uno scrittore famoso: non si può non chiedersi se ci sia un po’ di King stesso in lui. Il personaggio che più mi ha colpito però è stato Chris, scapestrato come non mai, con una situazione famigliare pessima, ma dotato di tantissima sensibilità e intelligenza. Chris sarà l’unico con cui Gordie rimarrà in contatto dopo, l’unico oltre a lui a continuare a studiare, però morirà anche lui giovane, come Teddy e Vern, solo il modo molto diverso: verrà pugnalato mentre cercava di fermare una rissa.
L’ambientazione è, manco a dirlo, il Maine, per la precisione una cittadina chiamata Castle Rock, luogo fittizio che compare spesso nelle opere di King. La storia inizia il 2 settembre 1960 e continua per pochi giorni di quella fine d’estate quando il protagonista aveva 12 anni (cioè più o meno coetaneo di King).
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| (Pagina 181) |
Commento generale.
Un racconto tra i (presumo) non molti nella produzione di Stephen King in cui non è presente nessuna componente soprannaturale. La cosa ovviamente non ha diminuito il piacere della lettura, che è stata come quasi sempre con King bella ed interessante! Molto triste, e che mi ha tenuta un po’, come dire, “a distanza”, non permettendomi di empatizzare del tutto con i personaggi, ma comunque un gran bel libro.
Copertina e titolo
Il titolo del libro come ho detto fa riferimento al cadavere che i protagonisti vogliono trovare, ed è un espediente per parlare ovviamente di altro.
La copertina devo dire è un orrore! Non per l’immagine macabra, che anche se brutta è attinente al libro e quindi ci sta. No, il problema è il modo in cui è scritto il nome dell’autore: è il logo di Stranger Things! Che c’entra?!?! Veramente una mossa pubblicitaria disgustosa a mio parere!
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| (Pagina 68) |
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