(The other black girl: L’altra ragazza nera)


“This is so great for you, right? Another Black girl at Wagner? You must be so excited!”
(Pagina 12)
Nella Rogers lavora nella casa editrice Wagner, ed è l’unica persona di colore in ufficio. Questo finché non arriva un’altra ragazza nera.
Ho iniziato la prima volta questo libro il 27 febbraio 2023, ma sono andata pochissimo avanti e poi l’ho abbandonato, ma davvero senza motivo, perché quando l’ho ripreso ora ho superato senza difficoltà il punto dove mi ero bloccata.

La trama segue la vita di Nella nel presente, intervallata però ogni tanto da dei capitoli con diversi punti di vista, sia nel passato che nel presente. C’è un mistero che riguarda un’editrice nera del passato della Wagner, e c’è la nuova ragazza nera del presente, Hazel, che Nella accoglie con grande gioia, ma che dopo un po’ comincia a insospettire molto la nostra protagonista. La storia è molto intrigante, e per lungo tempo non riuscivo a capire dove volesse andare a parare, c’è voluto più di metà libro perché iniziassi a capire qualcosa. Non sto qui a spiegare tutto perché farsi strada nell’intrigo è molto interessante. Purtroppo però poi ho trovato il finale un po’ deludente, avrei un sacco di domande su cosa è successo e cosa succederà, e nel complesso devo dire di essere rimasta parecchio insoddisfatta, motivo per cui ho abbassato il voto finale.
L’ambientazione è la New York del presente (iniziamo nel luglio del 2018) con qualche salto negli anni Ottanta. la cosa che sicuramente mi ha colpito di più è di come questo romanzo ha portato in luce la mia (consapevole, comunque) estrema ignoranza del mondo afroamericano, e probabilmente afrodiscendente in generale. Non solo autori e personaggi, ma anche modi di dire, caratteristiche dell’abbigliamento e, soprattutto, dei capelli: veramente un mondo a me sconosciuto! Devo decisamente leggere di più di autori non bianchi, è qualcosa che mi riprometto da sempre ma che poi solo raramente riesco a mettere in atto!

I personaggi principali sono essenzialmente due: Nella e Hazel, a cui aggiungerei la “voce dal passato” (che però poi ricompare anche nel presente) Kendra Rae Phillips. Quest’ultima si vede molto poco, ma la ritengo una figura troppo importante per non nominarla. Per quanto riguarda le altre due, noi vediamo tutto con gli occhi di Nella e ovviamente parteggiamo in tutto e per tutto con lei. Nei riconoscimenti alla fine l’autrice dice che nel libro sono presenti parecchie cose derivate delle sue esperienze personali, quindi immagino che in Nella ci sia anche un po’ di lei.
Lo stile di Harris è di facile lettura ma sicuramente ricco e interessante (basta vedere quante parole nuove mi ha fatto scoprire!). Interessante anche la scelta di mostrarci Nella in terza persona, mentre gli intermezzi su altri personaggi erano in prima: intanto era subito chiaro che avevamo cambiato punto di vista, poi questo ha anche aumentato un po’ il mistero perché parlando in prima persona non ci veniva spiegato chi fosse a parlare, ma dovevamo pian piano capirlo e ricostruirlo durante la lettura.
Commento generale.
A libro concluso, passato già un po’ di tempo, ancora non so bene come commentarlo, è stata una lettura che mi ha intrigato molto, però poi il finale mi ha lasciato con troppe cose non concluse o che non sono del tutto sicura di aver compreso appieno, lasciandomi non poca frustrazione.
Sicuramente comunque una bella lettura, ma poco prima della fine ero orientata un un voto più alto.
Copertina e titolo
La copertina della mia edizione onestamente non è niente di che, ma ho visto anche qualche altra copertina e lo stile è sempre quello: titolo a tutta pagina e un oggetto associabile (credo) al corredo di una ragazza nera, rotto. Sicuramente emblematica ma nel complesso non accattivante. Ne ho vista UNA PIÙ BELLA sul sito dell’autrice, ma purtroppo non mi è capitata!
Il titolo è perfettamente attinente col romanzo, ben scelto e tutto sommato invoglia all’acquisto, secondo me.
Nuove parole/cose scoperte
Un sacco, questa volta, devo dire!
kvetch: lagnarsi, lamentarsi insistentemente
lackadaisical: apatico, svogliato, indolente
irk: irritare, infastidire, seccare
eke: ottenere con difficoltà, ottenere a malapena, raggiungere con difficoltà, raggiungere a malapena
abridged: ridotto, riassunto, conciso (di questo avevo sempre sentito solo il contrario, unabridged
mien: piglio, aspetto, portamento; (arcaico) portamento, contegno, atteggiamento
agita: questo è uno slang, a quanto pare italo-americano, e significa avere acidità di stomaco o cose così, e in senzo figurato, per estensione, una generale sensazione di fastidio
Being an “Oreo”: “essere un Oreo” è un modo di dire della comunità nera, e anche se suona così carino è un insulto, perché significa qualcuno nero fuori e bianco dentro (come l’Oreo) cioè una persona nera che però si comporta da bianca quindi è “bianca” dentro
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| By Hulu – “The Other Black Girl TV Poster”. IMP Awards. Retrieved August 20, 2023., Fair use, Link |
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