Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio


di Amara Lakhous

Titolo: Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio
Autore: Amara Lakhous (sito ufficialeWikipedia)
Nazionalità: algerina e italiana
Prima pubblicazione: 2006
Ambientazione: Roma, piazza Vittorio; giorni nostri
Casa Editrice: edizioni e/o
Pagine: 187
Link al libro: GOODREADSANOBII
inizio lettura: 1 dicembre 2008
fine lettura: 9 dicembre 2008

La vita degli immigrati italiani del passato somiglia molto alla vita di quelli che arrivano in Italia oggi. L’immigrato è sempre lo stesso nel corso della storia. Cambia solo la lingua, la religione e il colore della pelle.
Amedeo

In un condominio di Piazza Vittorio viene trovato un cadavere nell’ascensore. Dell’omicidio viene accusato uno dei condomini, Amedeo, misteriosamente scomparso. Come fossimo gli investigatori, leggiamo le “deposizioni”, o, per meglio dire, le verità di tutti quelli che conoscono Amedeo.

Ex-libris per la sfida The Great Random Challenge, stato realizzato da Ombraluce.

Bello, bello davvero! Leggendo mi sono più volte stupita pensando che il libro è stato scritto da uno straniero: ci conosce davvero bene a noi italiani! Chissà, forse si identifica con Amedeo, immigrato più italiano degli italiani.

I vari personaggi che ruotano intorno all’omicidio (e all’ascensore) provengono tutti da posti diversi, d’Italia e del mondo. Forse sono un po’ stereotipati in alcuni loro modi di pensare, ma non in modo eccessivo, e comunque per quanto mi riguarda il loro essere un po’ “macchiette” per me è stato un punto a favore perché li ho trovati divertenti e non irritanti, altrimenti avrei finito con l’odiarli tutti!

Ovviamente in uno “scontro di civiltà” non può che farla da protagonista l’intolleranza. Riflettendoci a fine lettura, mi pare che questa intolleranza si veda soprattutto nelle domande che quasi tutti i personaggi fanno ad Amedeo. Poiché Amedeo è ben visto da tutti, tutti lo vorrebbero dalla loro parte. Per cui gli chiedono: “Sei per caso napoletano? O cristiano o laziale?”, e alla sua risposta negativa si sentivano tranquilli: l’importante è che Amedeo, questa brava persona, l’unico che li tratta bene in quel quartiere ostile, non sia un “nemico”! Poi, sapere veramente chi è, quali sono i suoi incubi, che significano i suoi ululati, è un altro paio di maniche…

Il segnalibro che ho usato durante la lettura è stato realizzato da Martu89.

Alla fine Amedeo sarà scagionato dall’accusa di omicidio, perché all’ora del delitto si trovava in coma in ospedale (ecco il perché della sua misteriosa sparizione) perché è stato investito mentre attraversava la strada. Lo lasciamo ancora in coma, con la probabilità di perdere la memoria… si può considerare un lieto fine, visto che proprio la memoria era ciò che perseguitava Ahmed Salmi detto Amedeo?

Una lettura molto gradevole, divertente ma anche illuminante, e con spunti di riflessioni ma senza parere moraleggiante. Insomma, una bella lettura che sono stata contenta di aver proposto io per la sfida The Great Random Challenge! :)

Unica nota negativa: Amedeo, quello che parla italiano meglio di molti italiani, alla fine, come fanno molti italiani, ha usato “gli” al posto di “le”… quanto mi fa arrabbiare questa cosa!!!!! >:(

Grazie a…

…l’INFOrmica, la cui recensione mi ha fatto venire voglia di leggere questo libro.

Sfide

Un po’ di frasi

La verità di Parviz Mansoor Ramadi
Qualche giorno fa, non erano nemmeno le otto di mattina, seduto su un sedile della metropolitana, stropicciandomi gli occhi e lottando contro il sonno a causa di quel risveglio così mattiniero, ho visto una ragazza italiana che divorava una pizza grande come un ombrello. Mi è venuta la nausea e per poco non vomitavo! Grazie a Dio è scesa alla fermata successiva. Davvero una scena insopportabile! La legge dovrebbe punire chi si permette di turbare la tranquillità dei buoni cittadini che vanno al lavoro la mattina e tornano a casa la sera. Il danno provocato da chi mangia pizza in metropolitana supera di molto quello causato dalle sigarette.
[incipit]

Mario, il cuoco del ristorante della stazione Termini, non aveva torto quando diceva: «Ricordati, Parviz, siamo tutti stranieri in questa città!»
Parviz

L’essere umano ha bisogno dei sogni come il pesce dell’acqua.
Amedeo citato da Parviz

La tv è un amico, un fratello, un marito, un figlio, una madre e la Vergine Maria. La tv è proprio come l’aria. Si può mai vivere senza respirare?
Maria Cristina Gonzalez

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.