La Valle della Paura


di Arthur Conan Doyle

Sherlock Holmes
Il ritorno di Sherlock Holmes
L’ultimo saluto di Sherlock Holmes


Quella notte, Holmes rientrò molto tardi dalla sua spedizione solitaria. Dormivamo in una stanza a due letti, […].
Mi rimase accanto in silenzio, con la candela in mano. Poi la sua figura alta e magra si chinò verso di me. «Senta, Watson», bisbigliò, «avrebbe paura a dormire nella stanza con un pazzo, un rimbambito, un idiota al quale si è rammollito il cervello?»
«Niente affatto», risposi sbalordito.
«Ah, meno male!», disse, e quella notte non aggiunse altro.

(Pagina 884)

Voto appena sufficiente per questo romanzo perché se la prima parte mi è piaciuta (con l’indagine di Holmes, il caso pieno di assurdità, e la scoperta della soluzione che chiariva tutto) la seconda mi ha annoiato tantissimo!

Holmes riceve un messaggio da un tirapiedi di Moriarty che per soldi ogni tanto gli rivela qualcosa. Il nostro detective decifra il messaggio ma non abbastanza in fretta da impedire un omicidio. Si reca allora insieme a Watson sul posto per indagare.

Questa è la scena che ho riportato come citazione all’inizio: quindi immagino non sono solo io ad averla trovata divertente!
The Valley of Fear di AshinGale-Effect

Come nel primissimo romanzo anche in questo la trama è divisa in due parti: nella prima c’è come ho detto l’indagine, e nella seconda un lungo flashback che spiega le vicende che hanno portato a quel delitto. L’indagine mi è piaciuta perché il caso era davvero peculiare: l’omicidio è avvento in una sorta di castello, con tanto di fossato e ponte levatoio, e ovviamente il ponte levatoio era alzato e quindi non si sa come abbia fatto il killer a entrare prima e a scappare poi. Il flashback, invece, una noooooia! Ci mette un secolo per arrivare al dunque, e questo “dunque” è scontato visto che conoscendo l’epilogo della storia di capisce facilmente dove vuole andare a parare.

Il finale si risolleva un poco ma solo perché è tristissimo!

Come ho già avuto modo di dire, dopo i primi entusiasmanti lavori si vede proprio che Doyle si era stancato di Holmes e continuava a scrivere di lui solo perché il pubblico lo “esigeva”. Questa stanchezza io l’ho sentita anche in questo libro, che ricicla sotto vari punti di vista la trama di Uno studio in rosso ma risulta (almeno per me) molto meno efficace.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura.

Commento generale.

Nella prima parte ci godiamo il solito Holmes che risolve un caso assurdo e peculiare con le sue incredibili deduzioni che a sentir lui sono verità lapalissiane, nella seconda un flashback che poteva essere riassunto in due righe e risultare quindi meno noioso (ma, immagino, meno remunerativo!) che mi ha fatto abbassare di parecchio il voto. Insomma, sicuramente una lettura non propriamente deludente ma da cui mi aspettavo più soddisfazione.

Copertina e titolo

Questo romanzo si trova sul solito volumone con “Tutto Sherlock Holmes” quindi la copertina è sempre la stessa e sempre adorabile! Il titolo è molto intrigante, forse anche troppo per quello che poi troviamo nel romanzo.

Mini recensione

Metà avvincente, metà noioso
The Valley of Fear color version di herbertzohl

Titolo: La Valle della Paura
Serie: Sherlock Holmes (7)
Titolo originale: The Valley of Fear
Genere: giallo
Autore: Sir Arthur Ignatius Conan Doyle (Wikipedia)
Nazionalità: britannica
Prima pubblicazione: 1915
Ambientazione: Birlstone, Sussex (Regno Unito), gennaio 1895; Vermissa Valley (Stati Uniti), 1875-1976
Personaggi: Sherlock Holmes, John Watson, Ispettore Alec Mc Donald, John Douglas, Ivy Douglas, Cecil James Barker, Jack McMurdo
Casa Editrice: Newton Compton (I Mammut)
Traduzione: Nicoletta Rosati Bizzotto
Copertina: Mikel Casal
Pagine: 109
ISBN: 978-88-541-1367-1
Provenienza: Libreria, 17 settembre 2010
Note: sul volume Tutto Sherlock Holmes che contiene, mando a dirlo, tutte le opere di Doyle su Sherlock Holmes
Link al libro: GOODREADSANOBII
inizio lettura: 8 aprile 2021
fine lettura: 16 aprile 2021

Sfide

Un po’ di frasi

«Sarei indotto a pensare…», dissi.
«Anche io», convenne con impazienza Sherlock Holmes.
[incipit]
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