Elettra


di Sofocle



Conosco la rabbia che ho dentro,
non mi sfugge.
Elettra

(Pagina 1033)

Questa parte del mito non mi ha mai entusiasmato molto, e il mio gradimento di questa tragedia ne ha risentito, però le emozioni ci sono state lo stesso.

Elettra vive nella stesa casa con gli assassini di suo padre, trattata come una serva perché non si piega al loro potere ma continua a contrastarli come può, nell’attesa e la speranza che torni suo fratello Oreste a vendicarsi.

Offer Up Your Sacrifice di Matt Ager

Come ho avuto già modo di dire, ho difficoltà ad accettare la mentalità greca su questa questione: non capisco come è possibile che Elettra e Oreste non abbiano problemi a perdonare il fatto che Agamennone abbia sacrificato la figlia Ifigenia, loro sorella. Di solito amo molto i classici perché pur parlando di cose molto lontane da me, ci ritrovo comunque gli stessi sentimenti, invece questa volta non è stato così, ho avuto difficoltà a parteggiare per Elettra.

Certo neanche per Clitemnestra si riesce a provare empatia, è presentata in modo molto negativo, specie quando la vediamo gioire alla notizia della morte del figlio. Inoltre Elettra dice bene quando sostiene che, seppure Agamennone avesse agito male, farsi giustizia da soli non è certo la soluzione migliore (sorvolando sul fatto che poi anche lei vuole fare la stessa cosa).

Il voto basso è dovuto a questo, non sono riuscita a parteggiare per nessun personaggio, e per questo la storia mi ha preso di meno e in generale la tragedia non l’ho apprezzata come mi accade di solito.

Electra di Ben Templesmith
Non so a quale Elettra si sia ispirato Templesmith, ma l’immagine l’ho trovata comunque attinente a quella di questa tragedia!

Comunque non posso dire che mi sia dispiaciuta. Alcune scene mi hanno comunque emozionato, e altre le ho trovate molto suggestive. Elettra poi mi è piaciuta, anche se non sono riuscita a stare dalla sua parte, il suo dolore e la sua rabbia erano così palpabili che comunque un po’ la sua storia mi ha coinvolto. Soprattutto mi è piaciuto che, anche quando si crede ormai sola, quando si sente abbondonata da tutti, la sua forza e la sua risoluzione non vengono comunque mai meno. Inoltre il momento in cui i due fratelli Elettra e Oreste finalmente si riabbracciano l’ho trovato molto emozionante!

Un’altra cosa che ho particolarmente apprezzato è come avviene la scena dell’uccisione di Clitemnestra: avviene fuori scena, dentro la casa, mentre il palcoscenico rappresenta l’esterno, quindi si sentono soltanto le urla. Soddisfacentemente inquietante ed efficace.

Commento generale.

Il voto un po’ più basso del solito è dovuto al fatto che non amo particolarmente questa parte del mito, e non sono riuscita a farmi coinvolgere come è accaduto per altre tragedie, ma alla fine comunque il libro mi è piaciuto e, pur non concordando con lei, ho apprezzato molto la protagonista.

Curiosità

In questa tragedia ho fatto la conoscenza di Crisotemi, un’altra sorella di Elettra e Oreste che non avevo mai sentito nominare prima!

Stefania Gulioti as Electra di Konstantinos

Titolo: Elettra
Titolo originale: Ἠλέκτρα (Eléktra)
Genere: teatro, tragedia
Autore: Sofocle (Wikipedia)
Nazionalità: greca
Prima rappresentazione: 420-410 a.C.
Ambientazione: Micene (Grecia), sulla sommità della rocca, davanti alla reggia degli Atridi; III millennio a.C.
Personaggi: Elettra, Oreste, Pedagogo, Coro di donne del luogo, Crisotemi, Clitemnestra, Egisto, Pilade
Casa Editrice: BUR
Traduzione: Maria Pia Pattoni
Note: Enrico Medda e Maria Pia Pattoni
Pagine: 58 (116 contando il testo greco a fronte)
Provenienza: comprato online il 23 aprile 2009
Link al libro: IN LETTURAGOODREADSANOBII
inizio lettura: 8 marzo 2024
fine lettura: 25 marzo 2024

Sfide

Un po’ di frasi

Figlio d’Agamennone, che a Troia un tempo fu signore d’eserciti, puoi ora contemplare davanti a te ciò che hai sempre desiderato: ecco l’antica Argo, che tanto rimpiangevi, la terra sacra alla figlia d’Inaco sospinta dall’assillo; ed ecco, Oreste, la piazza Licea, dedicata al dio uccisore di lupi, e, a sinistra, l’illustre tempio di Era.
[PEDAGOGO nell’incipit]

Corifea: Esita spesso l’uomo che intraprende una grande impresa.
Elettra: Ma io non ho esitato quando lo salvai.
(Pagina 1039)

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