“Tu, tesoro”, ha dichiarato Richard Finch rivolto a uno dei miei seni, “sei un maledetto geniaccio.”
Ho sempre sperato di scoprire di essere un genio, ma non credevo che mi sarebbe successo davvero – che sarebbe successo al mio seno sinistro.
Eccoci al primo riassunto mensile del 2012! come sempre a tutti quelli che seguono, commentano, premiano questo blog (eh, sì, ho ricevuto dei premi, ma pessima come sono on ho ancora finito di scrivere i post al riguardo!!!)
Ma andiamo avanti che questo mese c’è un bel po’ di cui parlare!
Sono una blog-addicted, mi piace moltissimo curiosare tra i blog dedicati ai libri, ma anche a tanti altri argomenti. Così ho pensato di parlarne ogni tanto in una rubrica a cadenza una tantum (conoscendomi, è meglio non prevedere appuntamenti fissi!) in cui segnalo i giveaway più interessanti in cui mi sono imbattuta, le nuove scoperte che infoltiscono la mia wishlist, e anche cose che non riguardano i libri ma qualsiasi argomento susciti il mio interesse (tranne il tè di cui parlo già QUI).
Faccio tutto questo senza chiedere il permesso ai rispettivi blogger, ma immagino non dispiacerà questa citazione, visto che mi limito a linkarli! :)
Mamma mia, quanti link ho accumulato! Ho lasciato passare talmente tanto tempo dall’ultimo Bloggando che alcuni giveaway a cui mi ero iscritta sono sono ormai scaduti! Mannaggia, spero di non lasciar passare di nuovo così tanto tempo!
Ora, le cose stanno così: o lui è un vampiro (ma vampiro vampiro) o io quest’inverno ho visto troppe volte “Twilight”. George
(Pagina 79)
Un vampiro milanese va a dormire una mattina nella sua bella bara firmata Dolce & Gabbana, nel suo bel loft su viale Stenna, e la sera successiva si risveglia in un’orrida bara Docce & Gabinetti, in un minuscolo e mal arredato appartamento e, quel che è peggio, a Napoli! Come è potuto succedere?!? E come farà il vampiro abituato alla bella vita con la gente che conta a barcamenarsi tra questi esseri umani così decisamente inferiori e, quel che è peggio, napoletani?
Numero: 21, dicembre 2001 Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli Disegni: Majo Copertina: Enea Riboldi Link al fumetto: ANOBII Voto: 8 e 1/2
Siamo ancora in Transilvania, sulle tracce di Draka, e di una misteriosa arma di cui parla un romanzo rosa di una scrittrice scozzese. Perché Harlan ritiene affidabile una fonte cos insolita? Perché questa scrittrice, Dolly McLaine sembra conoscere molte cose riguardo ai Maestri della Notte, e ha inserito nel suo romanzo un enigmatico personaggio di nome Vraka che pare la copia sputata del Draka senior.
La storia nella storia è molto affascinante, nonostante le sdolcinatezze della McLaine ;), soprattutto quando oltre a Sandy O’Sullivan e al professor Foster spunta fuori Brumowski. Mi piace un sacco quest’asso dell’aviazione tedesca, e dalle vignette finali mi pare di dedurre che lo incontreremo presto in carne ed ossa! :)
Altra interessante sottotrama è quella delle “tre sorelle“. Non ricordo se è la primissima volta che le vediamo, di sicuro è la prima volta che ci viene detto qualcosa su di loro: sono le tre anziane zie di Harlan, che l’hanno cresciuto, e poi guidato nella sua scelta. Ora gli appaiono come tre bellissime giovani donne, che si comportano come le tre Moire, e gli spiegano come lui abbia ormai optato per la Legge, e debba quindi seguire il suo destino.
Poi Tesla si imbatte nei Lupi Azzurri, misteriosa associazione neonazista, alla ricerca anche loro della mitica arma dei Cavalieri Teutonici..
Insomma, molta carne al fuoco, molte trame lasciate in sospeso: la trasferta transilvana prosegue in maniera molto accattivante! :)
Peccato solo per una cosa: i disegni! Incredibilmente, Majo stavolta mi ha deluso, disegnando un Draka piuttosto brutto!
Semplice il titolo, non male la copertina.
22. Il segreto delle sette città
Numero: 22, gennaio 2002 Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli Disegni: Majo Copertina: Enea Riboldi Link al fumetto: ANOBII Voto: 8 e 1/2
Ultimo capitolo della trilogia transilvana, alla ricerca della mitica arma dei cavalieri teutonici.
Bella storia in generale, ma importante sopratutto (almeno a parer mio!) perché abbiamo il primo vero incontro tra padre e figlio!! Dopo che l’aveva salvato due numeri fa, nel finale di questo albo Draka si presenta in carne ed ossa. Harlan non esce bene da questo incontro: nonostante le sue parole spavalde, quando il padre prova a toccargli la mano ferita, si fa indietro (il sangue di dampyr è letale per i Maestri della Notte come Draka). Ma il vampiro voleva solo provare un po’ di dolore, che non sentiva da secoli (letteralmente). Ecco QUI la scansione della pagina.
Comunque questa prima apparizione del bel Draka invece di chiarire la situazione genere molti dubbi in più!!
Oltre a lui incontriamo finalmente di persona anche Brumowski, e devo dire che non si smentisce, anche dal vivo (per così dire!) mi piace molto come personaggio!
I disegni anche stavolta non mi hanno soddisfatto ampiamente, ma ci sono state anche scene he mi sono piaciute molto, come quella spoiler che ho linkato prima o quella qui a sinistra, con Tesla e il succitato Brumowski.
La copertina non è particolermente interessante, il titolo semplice e attinente.
Numero: 23, febbraio 2002 Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli Disegni: Nicola Genzianella Copertina: Enea Riboldi Link al fumetto: ANOBII Voto: 8 e 1/2
Si narra che il Diavolo, quando tentò Sant’Antonio nel deserto, gli offrì anche l’Elisir del Diavolo, una bevanda che annulla la parte buona in ogni essere vivente, rendendolo totalmente malvagio. Il Santo, ovviamente, rifiutò. Sarà Harlan in grado di fare altrettanto?
Storia ambientata a Praga, già solo per questo notevole! Ma soprattutto perché per al prima volta vediamo in azione il lato oscuro di Harlan, e i suoi incredibili poteri da Maestro della Notte. Bell’albo anche per la presenza di Nikolaus (un personaggio che mi piace moltissimo), e per il fatto che ancora una volta ha dimostrato di essere fedele all’amicizia più che al suo “ruolo” dalla parte dei cattivi!
Disegni non male, anche se a volte Harlan non m’è piaciuto molto.
Numero: 24, marzo 2002 Soggetto e sceneggiatura: Maurizio Colombo Disegni: Nicola Genzianella Copertina: Enea Riboldi Link al fumetto: ANOBII Voto: 7
Siamo stavolta in America del Sud, precisamente in Colombia. Harlan è sulle tracce di Echeverria, un narcotrafficante che si dice abbia venduto l’anima la diavolo, o più probabilmente ad un Maestro della Notte.
Ancora una volta l’orrore umano si mischia a quello vampirico: ci facciamo un giro tra il degrado e la corruzione di una città, Medellin, in mano ai narcotrafficanti. Harlan è sulle tracce di un boss vampiro, e viene aiutato in questa indagine da Bobby Quintana, uno dei pochi poliziotti ancora onesti in circolazione, e più tardi arriveranno a dare man forte anche Tesla e Kurjak. Alla fine sconfiggeranno il boss e i suoi sgherri, ma non riusciranno a prendere il Maestro, che nell’ultima pagina vediamo a New York, alla ricerca di un nuovo boss della mala da rendere suo schiavo.
Non particolarmente emozionante questo albo, ma comunque interessante.
Belli i disegno, ecco la scansione di due pagine: la numero 9 e la numero 65 (attenzione, questa un po’ spoilerante).
Niente di che la copertina, il titolo proprio non l’ho capito.
Sceneggiatura: Hideaki Anno Regia: Kazuya Tsurumaki Voto: 8
A Neo-Tokyo 3 arriva un essere misterioso, chiamato Angelo, che attacca la città. Gendo Ikari, a capo nella NERV, un’agenzia di sicurezza internazionale, aveva previsto questo attacco, ed è l’unico che sa come fermare il mostro, grazie all’Evangelion. Occorre però un pilota, e per questo Ikari ha mandato a chiamare il figlio quattordicenne Shinji che non vede da tre anni, e con cui non ha un buon rapporto.
Primo episodio, quindi molto introduttivo. Conosciamo Shinji, il capitano Misato Katsuragi, il dottor Ikari, Rei… e conosciamo l’Eva, il modello 01, per la precisione. Ancora molte cose rimangono oscure: cos’è successo quindici anni prima? Perché il dottor Ikari è così crudele con suo figlio? Che cosa sono di preciso gli Eva? E gli Angeli?
Se non ricordo male avremo forse qualche risposta nel prossimo episodio, ma per la maggior parte saranno misteri che ci porteremo con noi ancora a lungo!
Però per ora il cartone già mi piace, anche per queste sue stranezze. Gli Eva mi incuriosiscono moltissimo, e ho trovato molto molto emozionante il momento in cui lo Zero-Uno si “risveglia” da solo e solleva una mano per proteggere Shinji.
Episodio 2: THE BEAST – Mishiranu, tenjō (Soffitti sconosciuti)
Sceneggiatura: Hideaki Anno e Yoji Enokido Regia: Kazuya Tsurumaki Voto: 8 e 1/2
L’Eva è in difficoltà, l’Angelo lo sta massacrando, e al suo interno Shinji si sente impotente.
Interessante il modo in cui è raccontata la vicenda di questo episodio: inizia dove ci lasciava il precedente, con l’Eva con a bordo Shinji che è salito in superficie per affrontare l’Angelo. Dopo aver dimostrato all’inizio una straordinaria capacità di sincronizzazione, si trova ben presto in svantaggio e l’Angelo lo colpisce e lo danneggia di brutto, arrivando anche a spezzargli un braccio, dolore che Shinji sente tutto, porello! Poi d’improvviso proprio quando la tensione sale al massimo, la scena cambia di botto e vediamo Shinji che si risveglia in un letto d’ospedale, a fissare un soffitto sconosciuto.
Seguiamo allora parte della sua giornata e di quella degli altri personaggi, poi finalmente quando arriva la sera e Shinji è a casa di Misato, ancora a fissare un soffitto sconosciuto, ricorda, e anche noi vediamo quello che è successo: l’Eva ha preso il sopravvento, bypassando sia Shinji che la Nerv, e si è avventato sull’Angelo con ferocia, massacrandolo.
Questo episodio mi è piaciuto di più del precedente, non solo perché finalmente c’è più azione, ma anche per le scene, diciamo così, secondarie. Per esempio vediamo una cosa che nei cartoni di robot di solito non si vede: le persone che dopo lo scontro devono rimediare ai danni, raccogliendo con gru e altri macchinari i pezzi enormi persi dall’Eva! :) Oppure (cosa che un po’mi ha stranito): la città-fortezza di Neo-Tokyo 3 è un deserto durante il giorno, poi di notte i palazzi spuntano dal sottosuolo come funghi!
Non mancano comunque i quesiti anche stavolta: vediamo Ikari intento a sentire le lamentele a proposito delle’Eva da parte di una misteriosa commissione… ma chi sono?!?
Stilisticamente lo trovo un po’ strano questo cartone, non so se è un tipo di animazione a cui non sono abituata, o se è proprio Evangelion ad essere particolare. Non so come spiegarmi: ci sono scene che risultano, in un certo senso, “immobili”, con personaggi che parlano tra loro mentre l’immagine rimane fissa su qualcosa, magari anche qualcosa in movimento, ma sullo sfondo, e la sensazione che dà la scena è, appunto, di immobilità. E poi ogni tanto le inquadrature sono un po’ strane, prese da punti di vista inusuali, spesso per evidenziare le formosità della Katsuragi, ma non solo, anche in altri momenti i personaggi li vediamo dall’alto o dal basso (come nell’immagine qui a sinistra). Trovo la cosa curiosa ma interessante, perché dà al cartone un sapore, come dire, “cinematografico”! :)
Ultimo commentino, sul titolo: quando avevo visto che quello italiano era diverso da quello in inglese avevo già cominciato a brontolare, pensando ai soliti orridi adattamenti, e invece ho scoperto che si tratta della traduzione esatta di quello giapponese!
Episodio 3: A Transfer – Naranai, denwa (Un telefono che non squilla)
Sceneggiatura: Hideaki Anno e Akio Satsukawa Regia: Hiroyuki Ishido Voto: 9
Fin da dopo il primo attacco, Shinji è andato a vivere con Misato, che non voleva lasciarlo abitare da solo. Nonostante l’impegno della giovane donna per spingerlo ad aprirsi e a divertirsi, Shinji rimane sempre serio e chiuso in se stesso. A riprova della cosa c’è il suo telefono: da quando Misato gliel’ha dato, non ha mai squillato. Seguiamo Shinji e scuola e vediamo che in effetti non ha fatto amicizia con nessuno.
In questo episodio esploriamo Shinji, il suo carattere, la sua vita al di fuori dell’Eva. Lo accompagniamo a scuola, e qui un insegnante, durante la lezione, spiega agli studenti, e così anche a noi, quello che è successo nel 2000: un meteorite si è schiantato in Antartide, ha sciolto tutti i ghiacci e ha anche causato uno spostamento dell’asse terrestre. Il livello del mare è salito vertiginosamente e tutto il mondo ha subito le conseguenze di questa catastrofe: la popolazione mondiale si è dimezzata nel giro di pochissimo tempo. Questo evento viene ricordato come il second impact… ma perché? Il primo quale sarebbe? Quello famoso che ha estinto i dinosauri? Non l’ho mai capita bene questa cosa!
Comunque, tornando a Shinji, quando la sua classe scopre che è lui il pilota dell’Evangelion scoppia dalla curiosità e lo sommerge di domande, e Shinji si trova così all’improvviso ad essere al centro dell’attenzione. Non sono però tutti entusiasti della cosa, infatti un compagno, Tōji Suzuhara, lo odia per questo, poiché la sorellina è rimasta ferita durante l’ultimo scontro, e lo prende a pugni.
Comunque, l’episodio non è solo introspettivo, perché più tardi arriva un altro Angelo, e Shinji torna a pilotare l’Eva. Due compagni di classe di Shinji, quel Tōji che l’aveva picchiato e l’amico Kensuke Aida, fuggono dal rifugio perché vogliono assistere alla battaglia, e si ritrovano in mezzo allo scontro, per cui Shinji è costretto a farli entrare nell’abitacolo per salvarli. I due possono quindi vedere quanto poco sia fico pilotare un Eva, e quanto sia invece spaventoso e doloroso.
A fine episodio Tōji si sente in colpa per aver picchiato Shinji, e vorrebbe chiamarlo, ma lo vediamo fare il numero e poi chiudere la cornetta. L’episodio finisce quindi con un altro telefono che non squilla. A dire la verità, però, io avrei posto l’attenzione più su un altro aspetto del carattere di Shinji: la sua remissività. Già all’inizio dell’episodio una addetta della Nerv chiede alla dottoressa Akagi perché Shinji è salito di nuovo sull’Eva, e lei risponde che Shinji sembra fare tutto quello che gli si chiede, e in effetti il ragazzino, oltre a essere sempre serio e triste, ha anche spesso un atteggiamento molto passivo, quasi privo di emozioni e volontà. Solo quando pilota l’Eva e si trova in una situazione difficile, lo vediamo alterarsi un pochettino!
Altro strano personaggio è Rei, l’altra pilota dell’Eva, ancora convalescente. E’ seria e taciturna ancora più di Shinji. Credo che la sentiamo parlare per la prima volta in questo episodio, e solo per dire a Shinji che c’è un’emergenza e devono andare alla base.
Continuo a non capire bene come funziona Neo-Tokyo 3: quando arriva l’angelo, gli edifici scompaiono nel terreno, ma sono edifici veri? Intendo, con la gente che ci vive dentro?
Ultimi commentini tecnici: anche stavolta il titolo italiano è la traduzione di quello giapponese (mentre quello inglese non l’ho capito bene), e anche stavolta ci sono delle inquadrature un po’ strane. Per esempio quando i due ragazzi, Tōji e Kensuke, parlano in bagno, sentiamo solo le loro voci, mentre vediamo una carrellata di gabinetti!
Questo episodio mi è piaciuto ancora più del precedente, finora il ricordo positivo che avevo di questo cartone non si smentisce!
Episodio 4: Hedgehog’s Dilemma – Ame, nigedashita ato (Fuga sotto la pioggia)
Sceneggiatura: Hideaki Anno e Akio Satsukawa Regia: Tsuyoshi Kaga Voto: 7
Shinji non regge alla pressione di avere la salvezza del mondo sulle sue spalle, e scappa di casa. Misato è preoccupata, ma in un certo senso pensa che sarebbe meglio per lui non ritornare.
Shinji scappa, poi vene ripigliato, poi va via di nuovo, ma alla fine sceglie di ritornare. Episodio tutto concentrato su di lui, e, mi spiace dirlo, un po’ noioso! Già l’avevo notato che Evangelion è un cartone lento, ma in questa puntata la lentezza è veramente esasperante! E non vediamo neanche una volta l’Eva in azione!
Sicuramente finora è stato l’episodio che mi è piaciuto di meno.
Però è comunque interessante, anche perché ci dà qualche informazione sul progetto Eva (anche se proprio poca roba): pare che non possano fare a meno di far pilotare gli Eva da ragazzini, e non da ragazzini qualsiasi, ma solo da alcuni naturalmente predisposti alla cosa. Questo lo si deduce dal fatto che Misato e Ritsuko parlano della ricerca del fourth children*, e nominato Shinji “third children“. Tra l’altro, se lui è il terzo, chi sono i primi due? Uno è Rei, ok, ma l’altro?
Il titolo inglese significa “Il dilemma del porcospino”, un argomento di cui Misato e Ritsuko avevano già parlato a proposito di Shinji nell’episodio precedente. Il titolo giapponese, invece (stando alla wikipedia) significa, più o meno, “Pioggia, e dopo fuga”. Quella italiano quindi si rifà ancora una volta a quello giapponese, stavolta però la traduzione non è letterale. Peccato!
Episodio 5: Rei I – Rei, kokoro no mukō ni (Rei, al di là del suo cuore)
Sceneggiatura: Hideaki Anno e Akio Satsukawa Regia: Keiichi Sugiyama Voto: 8
Shinji e Rei sono entrambi piloti di Eva, e frequentano la stessa classe, eppure non si conoscono: la ragazza sembra assente, rinchiusa in un mondo tutto suo.
L’episodio inizia mostrandoci l’incidente di 22 giorni prima, quello con lo 00 per cui Rei si è ridotta come la vediamo nel primo episodio. Scopriamo come il Comandante Ikari sia preoccupato per lei, dimostrando di provare dei sentimenti che non ha mai mostrato per il figlio.
Puntata dedicata quindi a Rei, anche se non riusciamo a penetrare di molto il mistero che la circonda: scopriamo solo che la ragazza sembra aprirsi un poco, e addirittura sorridere, solo quando è con il Comandante Ikari, e quel che è più strano è che la cosa sembra reciproca.
Scopriamo qualche altra cosetta riguardo al progetto degli Eva: Rei, come avevo immaginato, è il First Children, ossia il primo soggetto indicato da un non meglio identificato “rapporto Murdoch”. Scopriamo poi che gli Angeli confitti da Shinji sono stati studiati, e sebbene i misteri sul loro conto siano ancora tantissimi, qualche dato interessante è stato ricavato: gli Angeli hanno caratteristiche strutturali sia particellari che ondulatorie, come la luce, e hanno un DNA che al 99,89% uguale a quello umano.
Più tardi, mentre eseguono il primo test con Rei di nuovo a bordo dello 00 arriva un Angelo, il quinto: questa volta non ha forma di essere vivente, anche se strano, ma è un solido geometrico, una doppia piramide. Viene mandato lo 01, essendo lo 00 ancora in fare di test, e appena fuori viene colpito. L’episodio si chiude qui, lasciandoci in attesa, com’è era successo col primo.
Puntata sicuramente non noiosa, anche perché mi è proprio volata, però, forse perché non ha una fine definita, mi ha lasciata un po’ insoddisfatta.
Solito commento sul titolo: per fortuna siamo tornati alla traduzione letterale di quello giapponese! :)
Episodio 6: Rei II – Kessen, daisan shin Tōkyō-shi (Battaglia decisiva a Neo-Tokyo 3)
Sceneggiatura: Hideaki Anno e Akio Satsukawa Regia: Hiroyuki Ishido Voto: 8 e 1/2
Shinji è stato ferito nello scontro con l’Angelo. Mentre è in stato di incoscienza, il Capitano Katsuragi cerca un’arma e un modo per sconfiggere quest’Angelo che sembra imbattibile.
Mi ero lamentata della noiosità dell’episodio 4, già smentita dal 5, totalmente annientata da questo qui, veramente emozionante!
E ci viene data la possibilità di approfondire un altro po’ Rei, ma sempre molto poco: mi incuriosisce davvero moltissimo questo personaggio, vorrei saperne di più!
Vengono nominati per la prima volta, credo, i “Magi”. Chi sono? Non saprei proprio, però ricordo che nello scorso episodio avevo sentito nominare Melchior e Baltasar…
Episodio 7: A HUMAN WORK – Hito no tsukurishimono (Un’opera dell’uomo)
Sceneggiatura: Hideaki Anno e Yoji Enokido Regia: Keiichi Sugiyama Voto: 8
La Nerv non è il solo organismo che sta cercando di contrastare gli Angeli, infatti anche un’altra organizzazione ha realizzato un robot, completamente automatizzato. La dottoressa Ritsuko e il Capitano Katsuragi sono invitate ad assistere alla messa in funzione del colosso.
Episodio un po’ fuori dalla continuity, senza Angeli di sorta: stavolta è “un’opera dell’uomo” il nemico che l’Eva deve affrontare. Infatti il robot automatico realizzato dall’organizzazione avversaria della Nerv va in avaria, e Shinji viene chiamato a fermarlo, mentre Misato cerca di spegnerlo dall’interno. Alla fine si scoprirà che i problemi del robot sono stati causati dal un sabotaggio della Nerv.
L’episodio è comunque interessante, anche se non particolarmente degno di nota, anche perché per la prima volta si nomina lo 02: sta per arrivare un altro Eva.
Episodio 8: ASUKA STRIKES! – Asuka, rainichi (L’arrivo di Asuka in Giappone)
Sceneggiatura: Hideaki Anno e Yoji Enokido Regia: Kazuya Tsurumaki Voto: 8
Grandi novità alla Nerv: sono in arrivo un nuovo Eva (lo zero-due) e un nuovo pilota, una ragazza tedesca di nome Asuka.
Conosciamo il second children, questa Asuka presuntuosa e prepotente che, al contrario di Shinji, desidera più che mai salire sull’Eva e dare prova del suo valore.
Conosciamo anche un altro interessante personaggio in questo episodio: Kaji, un ex di Misato per cui Asuka ha una cotta. Apparentemente è lì per accompagnare Asuka, ma quando le cose si mettono male e la nave che trasporta lo 02 viene attaccata da un Angelo, scopriamo che il suo compito era di portare in salvo una cosa al comandante Ikari, e alla fine dell’episodio vediamo che si tratta di un embrione che, stando al breve dialogo tra i due, è l’inizio del progetto per il miglioramento dell’umanità, il primo essere umano: Adam.
Episodio non eccessivamente interessante, ma comunque importante per l’introduzione di questi nuovi personaggi e per la rivelazione nel finale.
Informazioni sull’anime
Serie creata da Studio Gainax
Titolo: Neon Genesis Evangelion Titolo originale: Shin Seiki Evangelion Stagione: 1/1 Episodi: 26 Anno: 1995/1996 Paese: Giappone Canale: TV Tokyo Genere: animazione, fantascienza, mecha Colonna sonora: Shiro Sagisu Sigla: Zankoku na tenshi no these (“La tesi dell’angelo crudele”, sigla iniziale) di Yoko Takahashi e Fly Me to the Moon (“Fammi volare fino alla Luna”, sigla finale) di Bart Howard (cover).
Ritzuko e Misatodopo aver visto l’Eva sconfiggere il primo Angelo
(Episodio 2)
* In italiano non so perché hanno “tradotto” child con children. First/Second/ecc children, lo si capisce dal contesto, indica un solo bambino, non sono “i primi/secondi/ecc bambini”. Misteri degli adattamenti!
Top Ten Tuesday è un meme settimanale creato dal blog The Broke and the Bookish. Questa iniziativa è stata pensata per chi è particolarmente appassionato di liste e ama condividerle con altri libromani. Ogni settimana il blog pubblica una nuova Top Ten a cui tutti possono rispondere inserendo nel proprio post un link al post originale di The Broke and the Bookish e aggiungendo il proprio nome e link al widget così tutte le liste saranno visibili sullo stesso post.
Ho scoperto questa simpatica iniziativa grazie a Fragola, e siccome adoro le liste, ho deciso di provare a partecipare. Sicuramente non posterò tutte le settimane, e probabilmente qualche volta arriverò in ritardo e non posterò di martedì, però mi pare una cosa divertente, quindi… ci sto! :)
Uhu, come sono lenta a leggere! :( A mia discolpa posso dire che non amo moltissimo leggere sul pc, e che, sebbene lo stile della Austen sia davvero scorrevole, comunque un po’ mi pesa leggere in inglese! Ma il piacere di scoprire le parole originali della cara Zietta Jane supera sicuramente tutte queste difficoltà! :)
Venendo a noi: che bello! Andiamo a Londra in questi capitoli!!! Sarà una scemenza, ma la trasferta cittadina mi ha entusiasmato!!! :)
Purtroppo però per le nostre due eroine le cose non vanno bene, e Londra si dimostra dispensatrice di dispiaceri a non finire!
Marianne ha finalmente conferma della stupidità (per non dire altro) di Willoughby. Mi ha ferito il suo (di lei) comportamento in questa parte, perché non riesce proprio a trattenersi finendo col fare lo zerbino di Willoughby. Per fortuna alla fine anche lei è costretta ad aprire gli occhi, e ritrovare quel po’ di dignità necessaria a pretendere, almeno, la restituzione di tutte le lettere che incautamente* si erano scambiati!
Elinor non se la passa tanto meglio, costretta a sopportare continuamente le “confidenze” della sua rivale in amore, che diventa sempre più odiosa!
Le storie d’amore infelici non sono comunque prerogativa delle nostre protagoniste: nel capitolo 31 il Colonnello Brandon ci racconta la triste storia del suo primo amore, Eliza, e lo fa soltanto nella speranza di alleviare un po’ la sofferenza di Marianne, spiegandole che gran gaglioffo sia il “suo” Willoughby, e come debba essere contenta di essere rimasta ferita solo nei sentimenti e non nell’onore, come è successo, a causa appunto di Willoughby, ad Eliza seconda, la cui vita è ormai rovinata.
Tante sarebbero le riflessioni da fare riguardo ai costumi dell’epoca, la loro rigidità, e la loro forte discriminazione nei confronti della donna, che ci rimetteva sempre di più in ogni circostanza, ma essendo così in ritardo con la lettura ;), preferisco chiudere qui il commento, perché altrimenti inizierei un discorso veramente moooolto lungo!
Prima di passare ai prossimi capitoli, un’ultima considerazione: nel capitolo 36 conosciamo Robert Ferrars, il fratello di Edward (in realtà l’avevamo già conosciuto qualche capitolo prima da Gray**, intento a scegliere con molta cura un astuccio per stuzzicadenti, ma non sapevamo fosse lui!). Bè, il caro Edward, pur con tutti suoi difetti, sembra davvero una felice eccezione nella famiglia Ferrars, perché dopo aver conosciuto le simpaticissime madre e sorella, vediamo che anche questo Robert non è un personaggio particolarmente piacevole!
Un po’ di frasi
— Indeed, Marianne, I have nothing to tell.
— Nor I, our situations then are alike. We have neither of us any thing to tell; you, because you do not communicate, and I, because I conceal nothing.
— Io, Marianne, non ho davvero niente da dire.
— Nemmeno io, la nostra situazione perciò è uguale. Nessuna di noi ha niente da dire; tu, perché non parli, e io, perché non nascondo nulla.
Elinor e Marianne
(Capitolo 27)
Elinor agreed to it all, for she did not think he deserved the compliment of rational opposition.
Elinor concordò su tutto, poiché non ritenne che meritasse l’omaggio di un’opposizione razionale.
A proposito di Robert Ferrars
(Capitolo 36)
* Dico “incautamente” perché, come spiega benissimo Ierolli in una nota al testo) a quel tempo una corrispondenza tra un uomo e una donna era accettata solo se c’era stato un fidanzamento ufficiale tra i due, quindi Marianne e Willoughby si permettono una “confidenza” che non avrebbero dovuto avere.
** La gioielleria Gray, al n. 41 di Sackville Street, rimase aperta dal 1798 al 1825 ed era frequentata da tutto il mondo alla moda londinese. [Fonte: il solito, fantastico, Ierolli].
Anche questa settimana ho finito subitissimo i capitoli della tappa! Ma non ci posso fare niente: Bridget ti cattura, non smetterei mai di leggere!!
Tra le altre cose, un quesito mi è sorto durante la lettura di questi mesi di diario: ma che razza di videoregistratori avevano in Inghilterra? Capisco che programmarlo in modo da farlo partire da solo all’ora prestabilita possa essere un po’ complicato (io comunque l’ho sempre fatto tranquillamente!), ma addirittura non essere in grado di registrare là per là! Sul mio bastava premere un pulsante, al massimo due! :)
Comunque… povera Bridget! Ovviamente già sapevo che il caro Daniel era un gran fedifrago, ma mi è comunque dispiaciuto moltissimo ri-scoprirlo insieme a Bridget! E non ricordavo che si sposasse con la gigantessa bionda, addirittura!
Bridget ovviamente ci sta male, ma è indubbio e scontato che uno così è meglio perderlo che trovarlo. Specie quando questa brutta situazione dà alla nostra Bridget lo spunto per dare finalmente una svolta alla sua carriera, cambiare lavoro, e realizzare finalmente il suo sogno di andare in televisione! :D
Continuo ad amare molto lo stile della Fielding, la pagine di diario si leggono con facilità, anche le più lunghe. Mi piace poi molto la sua ironia, in particolare in queste pagine c’è un pezzo che ho riportato in basso, squisitamente autoironico sull’incapacità degli inglesi di godersi l’estate! :)
Nel blog Old Friends & New Fancies, dove convergono tutti i commenti dei partecipanti al GDL, ci si è dati come obiettivi (oltre, ovviamente, a quello di divertirsi) di confrontare questo libro con Orgoglio e pregiudizio (a cui è dichiaratamente ispirato), con il film, e con la versione originale, su cui gentilmente ci illumina chi sta leggendo in inglese. Bè, sarei proprio curiosa di sapere com’era in originale il brano in cui, nella mia versione, Bridget nomina Cicciolina! Che cretinata tradurre così!
Un po’ di frasi
Come Tom non si stanca mai di ripetermi con voce sepolcrale, posandomi una mano sul braccio e guardandomi negli occhi con uno sguardo da far paura: “Solo le donne hanno le mestruazioni”.
(Pagina 139)
“Sto invecchiando precocemente.”
“Oh, per l’amor del cielo! E’ colpa di quella strega di Rebecca, vero? Shazzer mi ha raccontato la vostra conversazione su Magda. E’ ridicolo. Dimostri sì e no sedici anni.”
Adoro Tom. Al momento ho avuto il sospetto che stesse mentendo, ma adesso mi sento lo stesso molto più su di morale, perché se ne dimostrassi quarantacinque Tom di certo non mi avrebbe mai detto che ne dimostro sedici.
(Pagina 155)
Invidio la vita estiva sul continente, dove gli uomini, con eleganti abiti leggeri e occhiali da sole firmati, gironzolano senza fretta nelle loro eleganti auto con aria condizionata, magari fermandosi in qualche piazza antica per bere un citron pressé ai tavolini ombreggiati di un caffè, del tutto indifferenti al sole perché sanno per certo che continuerà a brillare per tutto il fine settimana, quando potranno andare a sdraiarsi tranquillamente sui loro yacht.
E’ sicuramente per questo che, da quando abbiamo cominciato a viaggiare e a rendercene conto, la nostra sicurezza nazionale ha cominciato a sbiadire. Immagino che le cose potrebbero cambiare. Si vedono sempre più tavolini sui marciapiedi. Gli avventori riescono a starvi seduti in tutta tranquillità, ricordando solo ogni tanto il sole e orientandovi la faccia con gli occhi chiusi, lasciandosi andare a larghi sorrisi ai passanti – “Guardate, ci stiamo godendo una bevanda rinfrescante in un caffè all’aperto. Possiamo farlo anche noi!” – e indugiando solo brevemente a espressioni d’angoscia che sembrano voler dire: “Non dovremmo essere a una rappresentazione all’aperto di Sogno di una notte di mezza estate?”
(Pagina 157)
Quando sono emersa dal bagno, Daniel era sdraiato sul letto e rideva. “Ti ho trovato una nuova dieta”, ha detto.
“Dunque tu mi trovi grassa.”
“D’accordo, è così. E’ molto semplice. Non devi mangiare niente che ti toccherà pagare con i tuoi soldi. All’inizio della dieta sei una maialotta e nessuno ti invita fuori a cena. Poi perdi peso e diventi tutta gambe e con i fianchi tipo maniglie dell’amore, e la gente comincia a invitarti fuori a mangiare. Appena metti su qualche etto, gli inviti diminuiscono e poi smettono del tutto, e tu ricominci a perdere peso.”
“Daniel!” sono esplosa. “E’ l’idea più sessista, grassista e cinica che abbia mai sentito!”
“Non fare così, Bridget. E’ l’estensione logica di quello che pensi tu. Continuo a dirti che le gambe da insetto stecchino non piacciono a nessuno. Gli uomini vogliono un sedere in cui si possa parcheggiare una bicicletta e in grado di reggere una pinta di birra.”
Ero combattuta tra l’immagine crassa di me stessa con una bici parcheggiata nel sedere e una pinta di birra sul sedere e la collera nei confronti di Daniel per la sua palese e provocatoria discriminazione sessuale, e all’improvviso mi sono chiesta se non avesse ragione riguardo il concetto che ho del mio corpo rispetto agli uomini. Nel qual caso, mi sono domandata se non dovevo mangiare immediatamente qualcosa di delizioso e, se sì, che cosa.
(Pagina 165)
[Se volete il mio parere, qui Daniel ha perfettamente ragione: la sua proposta di dieta sessista, grassista e cinica è esattamente l'estensione logica di quello che pensa Bridget!]
[Bridget è al citofono con Daniel, e teme che lui la stia tradendo]
Avevo sentito una voce in sottofondo? Pur di negarlo, mi sono detta che forse stava solo riciclando denaro sporco o spacciando droga.
(Pagina 179)
sigarette 32 (m.m.m., soprattutto considerando che oggi dovevo smettere)