scritto da Phoebes
mercoledì 30 maggio 2018
alle 16:16
Categoria : Fartade

Viaggio nel Sistema Solare interno: 4 pianeti, 3 lune e una stella coi fiocchi
di Adrian Fartade

Titolo: A piedi nudi su Marte
Sottotitolo: Viaggio nel Sistema Solare interno: 4 pianeti, 3 lune e una stella coi fiocchi
Genere: scienza, astronomia, saggio
Autore: Adrian Fartade (sitoYouTubeTwitterInstagramTumblr)
Nazione: Romania, Italia
Anno prima pubblicazione: 2018
Ambientazione: il Sistema Solare interno (Sole, Mercurio, Venere, Terra, Luna, Marte)
Casa Editrice: Rizzoli
Copertina: Francesca Leoneschi / theWorldofDOT (art director), Studio Prodesign (progetto grafico)
Illustrazioni: Francesca Cadei
Pagine: 285
ISBN: 9788817098250
Provenienza: Amazon, 13 aprile 2018
Link al libro: IN LETTURAANOBIIGOODREADS
inizio lettura: 22 aprile 2018 (Earth’s Day)
fine lettura: 25 maggio 2018 (Towel Day)


Il libro che avete tra le mani narra la storia leggendaria di come una piccola meravigliosa e complicata specie, nata su un puntino di roccia e acqua, intorno a una normalissima stella tra centinaia di miliardi di altre stelle, in una galassia tra centinaia di miliardi di altre galassie nell’universo, abbia alzato lo sguardo oltre l’orizzonte e abbia deciso di partire per scoprire ciò che aveva intorno.

(Dall’introduzione, pagina 11)

La storia meravigliosa dell’esplorazione del Sistema Solare interno, e dei meravigliosi umani che l’hanno resa possibile.

Il satellite russo Sputnik 1, primo ad essere lanciato in orbita. La sagoma dello Sputnik è anche il logo del canale di Adrian Link4Universe.

Ho conosciuto Adrian Fartade su YouTube, dove seguo sempre il suo canale, qualche volta ho anche condiviso qualche suo video qui su questo blog. Quando ha annunciato di aver scritto un libro, l’ho immediatamente preordinato, e iniziato appena arrivato. È stata una lettura piacevolissima, proprio come mi aspettavo.

La cosa che amo più di Adrian è il suo incredibile e contagioso entusiasmo per la scienza e l’astronomia, e anche qui nel libro lo trasmette alla grande, e questa è secondo me la cosa più importante per un divulgatore! Questo libro è sicuramente meno serio del classico saggio a cui siamo abituati, ma non per questo sono meno rigorose e scientificamente accurate le informazioni che contiene. Soprattutto ho amato molto che si concentri non tanto sulle scoperte quanto sul prima di ogni missione, tutto quello che c’è voluto per arrivare per esempio a mandare un lander su Marte, una sonda intorno a Mercurio e l’uomo sulla Luna, o anche delle missioni purtroppo andate male (sapevo che c’erano state tante, ma forse non immaginavo così tante!). Il tutto condito di aneddoti succosissimi e umanissimi!

Mi è piaciuto segnarmi durante la lettura tutte le “prime volte” dell’esplorazione spaziale, e ce ne sono tante! Per esempio il primo satellite in assoluto lanciato nello spazio, lo Sputnik 1 il 4 ottobre del 1957.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura. Mi è arrivato con un acquisto su Bookdepository, ma ho deciso di usarlo comunque per questo libro anche se non l’ho comprato lì, essendo in italiano, per via del piccolo razzo tanto carino!

Insieme a record come questo che conoscevo, il libro è pieno di notizie e curiosità di cui non avevo idea, o a volte a cui semplicemente non avevo mai pensato. Per esempio le prime missioni spaziali sono degli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, e non mi era mai venuto in mente che a quei tempi non esistevano le foto digitali, quindi era veramente difficile ricevere immagini dallo spazio: per esempio le prime immagini della faccia nascosta della Luna sono state fotografate dalle sonde su pellicola, stampate e poi “faxate” sulla Terra!

Devo poi ammettere la mia ignoranza sulle date di alcune scoperte scientifiche, nel senso che non avevo idea di quanto fossero recenti alcune di loro, perché per me sono cose ormai date per scontate. Per esempio come è fatto il Sole è stato capito solo nel secolo scorso, non prima di Einstein e della sua E=mc2.

Normalmente parlando di un saggio non mi verrebbe di nominare l’ambientazione, però stavolta mi sento che posso effettivamente usare questo termine perché questo libro è stato un po’ come un viaggio tra i pianeti rocciosi del Sistema Solare (più il Sole), anche se devo ammettere che non ho capito bene l’ordine con cui Adrian ce li ha presentati: Terra, Luna, Venere, Mercurio, Sole, Marte. Vorrei comunque parlare un po’ di tutti questi “posti” che abbiamo visitato, condividendo le notizie più curiose, o immagini e citazioni che mi hanno particolarmente colpito.

L’astronauta italiana dell’ESA Samantha Cristoforetti guarda la Terra dalla Stazione Spaziale Internazionale.
Looking out the window by Samantha Cristoforetti

La Terra, il nostro pianeta. Sembra scontato, ma a ben vedere per millenni non siamo stati in grado di capire questa semplice cosa, che la Terra è un pianeta. C’è voluto penso Copernico, quindi il 1500, per renderci conto di questa cosa. Da una parte mi sembra assurdo non saperlo, ma dall’altra mi rendo anche conto che invece c’è voluta una certa inventiva e genialità per arrivare a pensare ad una cosa del genere!

Prima di lasciare la Terra, volevo condividere con voi il primo satellite che venne lanciato, nel 1964, da una nazione che non fosse una delle due superpotenze (USA e URSS) che a quel tempo si fronteggiavano nella corsa allo spazio: non so se lo sapevate, ma questa nazione è stata proprio l’Italia!

In Italia, poi, accadeva qualcosa di davvero straordinario. […] Un gruppo di ingegneri e scienziati, sotto la guida della Commissione per le ricerche spaziali, diede il via a un progetto chiamato San Marco. Si trattava del primo satellite orbitale che non fosse di fabbricazione americana o sovietica, e nacque proprio nella città di Roma che, dopo aver contribuito alla Storia con l’Impero romano, con millenni di arte e con la carbonara, era pronta per lanciarsi sul panorama spaziale! (Pagina 51)

È una piccola nota di orgoglio campanilistico che mi ha sempre emozionato: Stati Uniti e Unione Sovietica erano ovviamente inarrivabili in quanto a soldi e persone impiegate nei programmi spaziali, e l’unica altra nazione che per prima è riuscita ad inserirsi nel panorama è stata l’Italia!

Come leggete nella didascalia, nell’immagine c’è il razzo Saturn V prima del lancio che ha portato i primi astronauti sulla Luna. A parte la foto di per sé che trovo bellissima, ho voluto inserirla per farvi vedere com’è la grafica del libro, perché mi è piaciuto tantissimo questo aspetto come di album realizzato a mano con il nastro adesivo per reggere le foto!

La Luna è la prima tappa dopo la Terra, e in effetti fin qui ci siamo perché dopo i primi satelliti artificiali intorno alla Terra, è alla Luna che ci siamo rivolti come successiva meta. Di questa parte enormemente entusiasmante (ma quale non lo è stata?!), voglio citare due cose che non sapevo e mi hanno emozionato molto.

La prima riguarda la missione sovietica Luna 1 del 1959: a quel tempo comunicare con gli oggetti nello spazio era ancora più difficile di quanto sia adesso, ed era più difficile soprattutto localizzare la sonda una volta in viaggio. Bè, gli scienziati sovietici per Luna 1 inventarono un metodo assolutamente fantastico! A circa 120.000 km di distanza dalla Terra fecero rilasciare dalla sonda 1 chilo di sodio che, interagendo col vento solare, iniziò a brillare come la coda di una cometa artificiale! :D

L’altra cosa riguarda invece la famosissima missione Apollo XI, quella dei primi uomini sulla Luna, però riguarda anche, stranamente, di nuovo gli scienziati russi:

Sapendo della missione Apollo 11, l’URSS condivise pubblicamente molti dei dati di Luna 15 in modo da permettere agli americani di non rischiare interferenze o problemi di altra natura. In sostanza fu uno dei primi momenti di collaborazione tra le due superpotenze a livello di esplorazione spaziale. L’importanza del momento andava bel oltre le bandiere. (Pagina 96)

Questa notizia mi ha quasi commosso e, permettetemi di dilungarmi un po’ di più su questa parte, ha confermato una cosa che penso spesso: la Scienza, l’Astronomia in particolare, e i viaggi spaziali, sono una delle poche cose nel nostro mondo attuale che rompono le barriere. In un periodo internazionalmente sempre molto delicato c’è una Stazione Spaziale costantemente abitata da astronauti di molte nazioni, realizzata con svariate collaborazioni internazionali, realizzando esperimenti per tutta l’umanità. Scoprire che proprio nel periodo di maggiore rivalità tra due superpotenze, l’URSS, che ci teneva alla segretezza probabilmente più della nazione rivale, ha deciso che aiutare la Scienza era più importante che vincere la corsa allo spazio, è un episodio molto importante della storia recente, senza il quale forse non avremmo avuto tante altre future collaborazioni, né tanti progressi in campo scientifico e tecnologico.

La “copertina” del capitolo su Venere. Ogni capitolo aveva un’immagine del genere, sempre in stile collage: le ho trovate bellissime!

L’esplorazione di Venere mi ha sempre affascinato molto perché è un pianeta che ha molte cose in comune con la Terra, ma è anche estremamente diverso. Per esempio non ha un satellite, anche se ad un certo punto nel passato l’abbiamo creduto, o addirittura si è immaginata la presenza di un altro pianeta orbitante vicino a Venere! Devo dire in effetti che forse l’unica cosa negativa del procedere delle scoperte scientifiche è che siamo sicuri che almeno nel Sistema Solare interno non ci sono pianeti nuovi da scoprire! :( Per fortuna però ci sono ancora tantissime cose che non sappiamo sui pianeti che già conosciamo!

Piccolo aneddoto: non ho fatto proprio i conti, ma mi pare che Venere detenga il primato di missioni andate male! Proprio non voleva farsi scoprire!

BepiColombo at Mercury

Mercurio non è mai stato uno dei miei pianeti preferiti, e dopo le emozioni dei capitoli precedenti mi sentivo quasi un po’ delusa di passare a questo pianeta “meno interessante”. Ma non avevo fatto i conti con Adrian! Che mi ha fatto innamorare di Mercurio e delle sonde che lo hanno studiato facendomi scoprire una storia che (visto il mio disinteresse di cui sopra) ignoravo praticamente in toto. Per esempio non sapevo che le missioni dirette a questo pianeta hanno avuto più problemi perché è difficile da raggiungere un corpo così vicino al Sole, e mi ha stupito poi scoprire che nonostante questo è stato l’unico pianeta con il 100% delle emissioni riuscite! Che ok sono solo due, ma comunque fra poco ne parte una terza, la BepiColombo, e speriamo che non rompa la serie perfetta! Questa nuova missione, le cui sonde sono nell’immagine qui a fianco, è dell’ESA in collaborazione con la JAXA (l’agenzia spaziale giapponese), partirà quest’anno e dovrebbe arrivare a Mercurio nel 2025. Tra parentesi, non c’entra col libro ma hanno realizzato un video del viaggio delle tre sonde che compongono la missione verso lo spazioporto di Kourou (Guiana Francese) e le hanno rappresentate come cartoni pucciosissimi che mi fanno sperare che oltre a tutte le bellissime scoperte che ci aspettano questa missione ci regalerà anche altri adorabili video animati com’è stato per Rosetta.

Il Sole visto attraverso i filtri speciali del Solar Dynamic Observatory.
Immagine a pagina 215 del libro, ma questa che posto qui l’ho presa dal sito The Sun Today.

La nostra galassia è enorme, con un diametro di oltre 120.000 anni luce, ma basta andare a circa trent’anni luce di distanza e, a occhio nudo, il Sole non si vede più. La nostra è una stella tra tantissime, ma comunque vada, sarà sempre speciale per noi, sarà sempre casa. (Pagina 226)

Se invece ci spostiamo più vicino, tipo 4 anni luce, il Sole lo vediamo ancora, ma indistinguibile dalle altre stelle. E all’inizio del capitolo dedicato a questa stella così ordinaria ma per noi così speciale, Adrian immagina un viaggiatore del futuro che migra su Proxima Centauri B, appunto a 4 anni luce da noi, una piccola storia che mi è piaciuta tantissimo, un pizzico di science fiction in un libro pieno di già interessantissime storie vere l’ho molto apprezzato!

Ho già detto prima quanto mi ha stupito pensare che abbiamo capito di cosa è fatto il Sole solo in tempi relativamente recenti, cioè nel secolo scorso. A proposito di questo capitolo aggiungerei solo la notizia che mi è piaciuta di più: scoprire (non lo sapevo!) che abbiamo un pezzetto di Sole conservato in un laboratorio! Anni fa infatti abbiamo catturato un po’ di vento solare che di fatto è materia proveniente dal Sole.

Questa è la prima immagine ravvicinata di Marte che abbiamo, e non è una foto ma un disegno colorato a mano dagli scienziati. Per saperne di più su questa storia date un’occhiata QUI (sito in inglese da cui ho preso questa immagine) oppure compratevi il libro di Adrian che pure riporta l’immagine a pagina 234.

A distanza di oltre mezzo secolo dalle prime missioni marziane, il pianeta rosso è l’unico popolato interamente da robot! (Pagina 269) Questa cosa del pianeta Marte come unico (per quel che ne sappiamo) abitato solo da robot Adrian la dice spesso anche nei suoi video, e non manca mai di emozionarmi questo pensiero! :D Soprattutto però mi ha stupito che questi “abitanti” sono arrivati molto prima di quanto immaginassi: il primo rover su Marte è del 1971, ed era il sovietico Prop-M Rover, piccolino e carinissimo, sembra quasi il cagnolino dei rover più grossi che arriveranno dopo.

La parte più bella però, secondo me, del capitolo dedicato a Marte, è la storia che c’è dentro l’immagine che vedete qui a fianco, la prima avuta da una sonda di questo pianeta, ma non ve la racconto, perché è veramente interessante (e un po’ lunghetta), meglio se ve la fate raccontare da Adrian!

Disegnino trovato a pagina 15 del libro che ricorda un po’ quello del segnalibro che ho usato.

Lo stile di questo libro è un po’ quello che Adrian usa nei suoi video e nelle apparizioni in tv (non sono mai andata purtroppo ad un suo spettacolo dal vivo ma penso sia così anche lì) tanto che a volte potevo proprio sentirmi la sua voce in mente che leggeva! :) Si rivolge ad un pubblico più giovane di quanto sono io, a volte alcune battute le ho trovate un po’ superflue, ma resta comunque godibilissimo. Bellissime le immagini, come ho già detto mi è piaciuta moltissimo la grafica, con le foto “attaccate con lo scotch”, e mi è piaciuto poi tantissimo il Sistema Solare in scala a fondo pagina: partendo dal Sole fino a Marte, pagina dopo pagina leggendo abbiamo percorso circa 230 milioni di kilometri, passando di pianete in pianeta. Questa cosa mi è piaciuta così tanto che per la prima volta ho aggiornato lo stato della mia lettura su Goodreads a mano a mano, segnando ogni volta anche a che punto del Sistema Solare ci trovavamo.

La copertina è molto carina, richiama la grafica dell’interno, ci sono Marte e la Terra, solo, la faccia seriosa di Adrian un po’ stona! Spero nel prossimo libro si ricordi di scegliere una foto più allegra! XD Il titolo, che ovviamente fa il verso al film A piedi nudi nel parco, pure è molto bello!

Immagine a pagina 277 che mostra il cielo su Marte, con un puntino non particolarmente luminoso (dovete ingrandire l’immagine per vederlo) che è la Terra.

Commento generale.

Questo libro mi è piaciuto tantissimo! Nonostante sia un saggio si legge facilmente, soprattutto perché in realtà racconta una storia, la storia vera dell’esplorazione spaziale che non è meno emozionante di un romanzo d’avventura!

Ma poi, come sempre, la parte veramente straordinaria della storia non riguarda tanto le sonde quanto gli umani che le hanno costruite. (Pagina 142).

La veste grafica è molto accattivante e, lasciatemi aggiungere una notazione molto più prosaica, il libro costa, a prezzo pieno, 18 € che onestamente non è per niente tanto considerato che è pieno di bellissime fotografie a colori. Spero tanto che si mantenga questo stile che ho già ampiamente lodato anche nel prossimo libro. Ah, sì, perché nell’ultima pagina Adrian parla di ripartire presto alla volta degli altri corpi celesti del Sistema Solare, e quindi in pratica ci ha promesso un nuovo libro! Spero davvero sia così!

Vi lascio con l’ennesima frase tratta dal libro che mi sembrava adatta per concludere questa recensione.

Poche altre volte nella nostra Storia abbiamo avuto una tale dimostrazione di grandezza dell’ingegno umano quando è messo in condizione di esprimersi. L’era dell’esplorazione spaziale ha reso possibili cose che persino gli scrittori di fantascienza non osavano immaginare, cambiando per sempre il nostro mondo e la nostra conoscenza del Sistema solare. E dopo una frase così altisonante potrei anche concludere il libro, ma siamo solo a Mercurio, quindi segnatevi questa pagina e rileggetela alla fine.

(Pagina 163)

Nuove parole/cose scoperte
Selenografia: nome bellissimo per la geografia della Luna!
Bonus
A pagina 246, parlando della possibilità di vita su Marte, Adrian cita i mimimmi! E ammetto che anch’io ogni tanto pensando agli abitanti di Marte ricordavo questa popolazione rocciosa dal film Fascisti su Marte. Come Adrian, vi consiglio di andare a reperirlo, ricordo era esilarante, ma intanto vi lascio un video in cui i poveri mimimmi vengono sconfitti.

Mini recensione

L’astronomia è l’avventura più affascinante!

Un po’ di frasi

Spesso non ci rendiamo conto davvero di quanto straordinario sia il momento in cui viviamo […] e non sappiamo quanto sia straordinario vivere nell’epoca in cui, per la prima volta, l’essere umano ha iniziato a esplorare il Sistema solare, a lanciare sonde robotiche, a costruire stazioni spaziali e ad andare a spasso sulla Luna.
Dall’introduzione
(Pagine 12-13)

Avete presente quando cercate disperatamente gli occhiali senza riuscire a trovarli e poi vi accorgete che, per tutto quel tempo, in realtà, li avevate sul naso? Ecco, a noi è successa la stessa cosa con la Terra.
[incipit]

Mariner 10 […], che era una delle missioni più ambiziose e rivoluzionarie dell’epoca, finì per costare […] un milione in meno del tetto massimo imposto dalla NASA. A ripensarci mi riempio di orgoglio, io che con quella missione non c’entro nulla, quindi immaginatevi cosa devono aver provato coloro che in quella sonda avevano messo sogni, fatica e ambizioni.
(Pagina 166)

Io posso solo […] sperare di avervi trasmesso l’idea che l’esplorazione robotica è di fatto umana, e di quanto amore, passione ed emozione ci siano dentro le sonde che sentiamo nominare nei notiziari.
(Pagina 174)

[Marte]
Andando indietro nel tempo, pensiamo che la radiazione del vento solare abbia colpito le molecole d’acqua dell’atmosfera dividendole in idrogeno e ossigeno. L’idrogeno è l’elemento più leggero e, mentre l’ossigeno scende più rapidamente verso la superficie, l’idrogeno rimane abbastanza in alto da avere più chance di essere strappato via da altre particelle cariche del vento solare. Tutto l’ossigeno che si accumula sulla superficie finisce poi per aumentare la portata dell’ossidazione del ferro in superficie e questo si traduce nel colore rosso che vediamo.
(Pagine 267,8)

In termini geologici e astronomici, il nostro tempo come umanità è brevissimo e saremo qui solo per un attimo… un battito di ciglia. Non passiamolo a occhi chiusi. Continuiamo a esplorare, a guardare oltre e, soprattutto, continuiamo a meravigliarci e a essere meravigliosi.
[explicit]

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