Titolo originale: Reunion
Anno: 1971
Casa Editrice: Loescher
traduzione di Maria Giulia Castagnone
L’amico ritrovato su aNobii
Questo libro partecipa alla sfida delle Nazionalità 50 libri per un anno.
[le strisce colorate sono spoiler, selezionare per leggere]
Questo libro l’ho avuto come libro di narrativa in terza media. La copertina che vedete qui è infatti leggermente diversa da quella di aNobii in quanto fu a suo tempo colorata da me!
L’amico ritrovato è essenzialmente la storia di un’amicizia, dell’amicizia tra Hans e Konradin, due adolescenti entrambi timidi e solitari, che si incontrano colmando i rispettivi vuoti stringendo un legame unico ed esclusivo. L’inizio del loro rapporto, come dice lo stesso Hans (che racconta la storia ad anni di distanza), assomiglia ad un innamoramento.
Durerà poco questo periodo idilliaco di amicizia, perché siamo nel 1932, in Germania, Hitler sta andando al potere, e Hans è ebreo. I due amici saranno costretti a separarsi (Hans viene mandato dai genitori in America), ed in maniera dolorosa, perché prima smetteranno di frequentarsi (i genitori, specie la madre, di Konradin, erano fortemente antisemiti), poi Konradin scriverà all’amico una lettera d’addio in cui gli rivelerà di credere in Hitler e nel suo sogno di una Germania migliore e più forte. E’ l’ultima goccia per il povero Hans, che per trent’anni non riuscirà a dimenticare il dolore per il “tradimento” dell’amico. Fino poi a ritrovarlo, proprio nel finale.
Il libro è bello, un’interessante storia di amicizia nel periodo più brutto per l’Europa del secolo scorso. Ma adoro questo libro soprattutto per il finale, bellissimo, così potente, quelle due sole righe, alla fine… mi ha commosso di nuovo, nonostante l’avessi già letto e lo ricordassi assai bene!
[incipit]
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