(Il fantasma di Canterville)


It was the Canterville Ghost himself! He was sitting by the window, watching the ruined gold of the yellowing trees fly through the air, and the red leaves dancing madly down the long avenue.
(Pagina 20)
Ho letto questo racconto la prima volta tanti anni fa in italiano. Una sfida mi ha dato l’occasione di rileggerlo con piacere in inglese, anche perché ricordavo poco o niente.
Una famiglia americana ha comprato la dimora della famiglia Canterville, con tanto di fantasma che da secoli la infesta. Purtroppo per lo spettro questi moderni americani non ne vogliono sapere di farsi spaventare.
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| The Canterville Ghost di mezzocielo CC BY-NC-SA 3.0 |
Se escludiamo quello che è penso considerato il suo capolavoro, ovvero Il ritratto di Dorian Gray (che a me non piacque particolarmente), e il De profundis (lettura faticosissima), qualunque altra cosa di Oscar Wilde ho letto mi è sempre piaciuta molto, quando non l’ho proprio adorata. In particolare i suoi racconti li ricordo come pieni di poesia e malinconia, anche se a volte pure di ironia e humour. Questo racconto qui non fa eccezione: è divertente, ironizza su personaggi e situazioni, ma sa regalare anche momenti poetici, e in particolare parla della morte in modo molto dolce.
La cosa particolare della trama è che vene raccontata da un narratore di cui non conosciamo mai l’identità ma che parla come qualcuno che è, se non proprio interno alla storia, per lo meno direttamente legato ai personaggi, e mi è rimasta la curiosità di capire chi potesse essere!
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| Canterville Ghost di josefskrhola (Illustrared by Cyril Bouda) CC BY-NC-SA 2.0 |
L’ambientazione è abbastanza ristretta: siamo quasi tutto il tempo a Canterville Chase, e credo la vicenda si risolva tutta nel corso di un’estate. I personaggi sono la famiglia Otis, il Fantasma, il giovane Duca e qualche domestico. Gli Otis sono forse la parte più divertente: non è tanto il fatto che sono assolutamente imperturbati dal fantasma, ma che lo sono pur non avendo dubbi sulla sua natura soprannaturale, e per di più lo trattano con molta gentilezza. Tranne i gemelli, ovviamente, che invece si divertono a tormentare il povero Sir Simon. Lui, il Fantasma di Canterville, anche riserva delle scene divertenti, per esempio per il fatto che considera i suoi tentativi di terrorizzare gli ospiti come delle vere e propri esibizioni, ognuna con un costume ed un nome appropriato. La parte più divertente che lo riguarda è però quando i gemelli creano un finto fantasma con il quale riescono a spaventare quello vero perché Never having seen a ghost before, he naturally was terribly frightened (Non avendo mai visto un fantasma prima, naturalmente si spaventò terribilmente) (Pagina 13). Ecco, è proprio il modo di uscirsene con queste frasi laconiche e neutrali per descrivere scene al contrario buffe e particolari che amo molto dell’ironia di Wilde!
Il personaggio forse più importante di tutto il racconto, anche se appare meno di altri, è la piccola (non ricordavo che fosse poco più che una bambina!) Virginia. Con lei non siamo più nella parte divertente, ma in quella malinconica e poetica.
Lei è l’unica a provare pena per il fantasma, a conoscere la verità sulla sua vita e la sua morte e sentirne comunque compassione tanto da volerlo aiutare, ed è lei quella che poi lo salverà, liberandolo e permettendogli di godere del riposo eterno. È questo quello che intendevo quando dicevo che Wilde riesce in questo breve racconto a parlare della morte in modo molto dolce. Peccato solo che Virginia finirà con lo sposare il Duca, che trovavo molto irritante come personaggio!
Due parole sulla mia edizione: ogni tanto c’erano delle frasi ripetute e staccate dal resto del testo: credo avrebbero dovuto essere didascalie per delle immagini, che però non c’erano! Peccato per questo grosso refuso, perché per il resto mi è sembrata tutto sommato ben curata!
Commento generale.
Racconto piuttosto breve, ma con tutto Oscar Wilde dentro: divertente, ironico, commovente, poetico.
Copertina e titolo
La copertina della mia edizione mi piace davvero molto: l’immagine è a tutta pagina, cosa che preferisco, ed è bella e attinente (mostra Canterville Chase, cupa e affascinante). Il titolo è uno di quelli semplici ed efficaci.
Mini recensione
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| La copertina della mia edizione italiana di questo racconto. |
Sfide
Un po’ di frasi
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