scritto da Phoebes
lunedì 7 Novembre 2011
alle 15:45
Categoria : _gruppi di lettura_

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Ci eravamo lasciati con la prospettiva di una gita, ma il capitolo 13 inizia col suo annullamento, perché il Colonnello Brandon deve correre a Londra. Quali saranno i suoi misteriosi affari? Mi spiace comunque che se ne sia andato! Anche se era una presenza direi quasi di sottofondo mi è mancato in questi capitoli!

Anche Willoughby se ne va, e la sua partenza getta Marianne nella disperazione! E lascia la madre e la sorella sempre più perplesse, perché non riescono a spiegarsi lo strano silenzio sul fidanzamento tra i due: tutto fa pensare che sia già avvenuto, ma allora perché non ne parlano?
Confesso di essermi un po’ stupita a riguardo, non riesco proprio a farmi andar giù che i costumi dell’epoca fossero talmente rigidi da impedire ad Elinor e alla signora Dashwood di risolvere il loro dubbio chiedendolo semplicemente a Marianne!

Messi un po’ da parte i sentimenti della sorella minore, abbiamo occasione di indagare un po’ su quelli di Elinor, infatti si presenta a Burton proprio Edward! Bellissima la scena dell’incontro con lui, con Marianne che gli corre incontro convinta che sia Willoughby, e la grande sorpresa, anche di noi lettori, nello scoprire che invece si tratta di Mr Ferrars! :) E mi è piaciuta anche la gioia di Marianne, nonostante la delusione ricevuta:
He was the only person in the world who could at that moment be forgiven for not being Willoughby.
(Era l’unica persona al mondo alla quale in quel momento si poteva perdonare di non essere Willoughby)
(Capitolo 16)
Purtroppo la visita di Edward non porta la gioia sperata, perché lui sembra distante e quasi imbarazzato, e va via assai presto. Qual è il motivo si questo strano comportamento? Lo scopriamo poco dopo, quando facciamo conoscenza di due nuove ospiti di Burton Park: le sorelle Steele. La minore, Lucy, rivela infatti ad Elinor di essere fidanza da 4 anni con Edward Ferrars! Povera, povera Elinor!!!! :(

E ovviamente in questo frangente si rende più manifesta che mai la differenza tra le due sorelle: Elinor ha saputo che tutti i suoi sogni di felicità sono infranti per sempre, eppure mantiene un atteggiamento composto, senza mostrare a nessuno, men che meno all’odiosa rivale, il suo turbamento e il suo dolore, mentre Marianne, che sta affrontando solo una separazione temporanea, è ancora depressa più che mai!

Bene, questa volta sono stata un po’ meno prolissa, allora posso prendermi un pochino di spazio per parlare di qualche personaggio più nel dettaglio.

Mrs. Jennings è protagonista spesso di scene divertenti, ma diventa sempre più insopportabile con la sua insistenza nel voler conoscere sempre ogni segreto! E la cosa peggiore (ma anche l’unica che la salva da una definitiva condanna) è che non lo fa con cattiveria, per lei è un divertimento ed è convinta che sia così per tutti, anche per le sue vittime!

Oltre alle Steel abbiamo conosciuto un altro paio di personaggi in questi capitoli: l’altra figlia della signora Jennings con il marito, ovvero i coniugi Palmer. E conoscendoli non si può fare a meno di pensare come siamo male assortiti i matrimoni delle sorelle Jennings: Mr Palmer, infatti, serio e sempre di cattivo umore, è sposato con Charlotte, esuberante e sempre sorridente, identica in questo alla madre, e al cognato sir John, che invece è sposato con la più calma e “musona” sorella!
Comunque, a parte questo… io i Palmer li adoro!!!!! Non mi dilungo a spiegare perché, basta guardare più in basso le citazioni dei brani in cui sono presenti anche loro! :)

Qui mi limito a postare una citazione che un po’ li riguarda, ma che a me interessa per quel che concerne Elinor.
The Palmers returned to Cleveland the next day, and the two families at Barton were again left to entertain each other. But this did not last long; Elinor had hardly got their last visitors out of her head, had hardly done wondering at Charlotte’s being so happy without a cause, at Mr. Palmer’s acting so simply, with good abilities, and at the strange unsuitableness which often existed between husband and wife, before Sir John’s and Mrs. Jennings’s active zeal in the cause of society, procured her some other new acquaintance to see and observe.
(I Palmer tornarono a Cleveland il giorno successivo, e le due famiglie di Barton si ritrovarono a doversi nuovamente intrattenere a vicenda. Ma la cosa non durò a lungo; Elinor si era a malapena tolta di mente gli ultimi ospiti, aveva a malapena smesso di meravigliarsi per la felicità immotivata di Charlotte, per il modo di agire così sciocco di Mr. Palmer, che pure aveva delle qualità, e per la strana incompatibilità che spesso esisteva tra moglie e marito, quando lo zelo sempre in attività di Sir John e Mrs. Jennings, le procurarono altre nuove conoscenze da incontrare e osservare.)
(Capitolo 21)
Appena letto questo brano non ho potuto fare ameno di pensare: indubbiamente Elinor è la rappresentazione di Jane! Questo interesse per i tipi umani, questo studio dei loro comportamenti accomuna le due donne, perché una fine psicologa come Jane ha di sicuro attinto al “materiale” che la circondava per creare personaggi così sapientemente caratterizzati!
Però proprio l’altro giorno ho scoperto che invece la maggior parte della gente, fin dalla prima pubblicazione di Sense and Sensibility, ha sempre paragonato Jane a Marianne, nel confronto con la più calma e riflessiva sorella Cassandra.

Un po’ di frasi

“Yes,” cried he in the same eager tone, “with all and every thing belonging to it; – in no one convenience or inconvenience about it, should the least variation be perceptible. Then, and then only, under such a roof, I might perhaps be as happy at Combe as I have been at Barton.”
“I flatter myself,” replied Elinor, “that even under the disadvantage of better rooms and a broader staircase, you will hereafter find your own house as faultless as you now do this.”
(“Sì”, esclamò lui con la stessa foga, “in tutto e per tutto com’è; in nulla di comodo o di scomodo che lo riguarda, ci sarebbe il sia pur minimo e impercettibile cambiamento. Allora, e solo allora, sotto un tetto come questo, potrei forse essere felice a Combe come lo sono stato a Barton.”
“Mi illudo”, rispose Elinor, “che persino con gli svantaggi di stanze più belle e scale più ampie, in futuro troverete la vostra casa priva di difetti come ora fate con questa.”)

Willoughby ed Elinor (Capitolo 14)

Marianne would have thought herself very inexcusable had she been able to sleep at all the first night after parting from Willoughby. She would have been ashamed to look her family in the face the next morning, had she not risen from her bed in more need of repose than when she lay down in it. But the feelings which made such composure a disgrace, left her in no danger of incurring it. She was awake the whole night, and she wept the greatest part of it. She got up with a headache, was unable to talk, and unwilling to take any nourishment; giving pain every moment to her mother and sisters, and forbidding all attempt at consolation from either. Her sensibility was potent enough!
(Marianne si sarebbe considerata veramente imperdonabile se fosse riuscita a dormire la prima notte dopo la separazione da Willoughby. Si sarebbe vergognata di guardare in faccia i suoi familiari il mattino dopo, se non si fosse alzata dal letto più bisognosa di riposo di quando ci era andata. Ma i sentimenti che avrebbero reso un disonore una simile compostezza, non le fecero rischiare di correre un pericolo del genere. Rimase sveglia per tutta la notte, e pianse per la maggior parte del tempo. Si alzò col mal di testa, incapace di parlare e di toccare cibo, suscitando continuamente la compassione della madre e delle sorelle, e impedendo a tutte loro di provare a consolarla. Aveva davvero un grande sensibilità!

(Capitolo 16)

I wish as well as every body else to be perfectly happy; but, like every body else it must be in my own way.
(Così come chiunque altro vorrei essere perfettamente felice, ma come chiunque altro voglio esserlo a modo mio.)

Edward (Capitolo 17)

I wish that somebody would give us all a large fortune apiece!
(Vorrei che qualcuno desse a tutti noi un’enorme fortuna per ciascuno!)

Margaret (Capitolo 17)
[Ah, Margaret, ti quoto ogni sillaba!!!!]

I have frequently detected myself in such kind of mistakes, in a total misapprehension of character in some point or other: fancying people so much more gay or grave, or ingenious or stupid than they really are, and I can hardly tell why, or in what the deception originated. Sometimes one is guided by what they say of themselves, and very frequently by what other people say of them, without giving oneself time to deliberate and judge.
(Mi sono spesso trovata a fare errori del genere, a fraintendere completamente un carattere in qualcuno dei suoi aspetti, immaginando che delle persone fossero molto più allegre o serie, o intelligente o sciocche di quanto fossero realmente, e non saprei dire come, o perché, abbia avuto origine il malinteso. Talvolta ci si lascia guidare da ciò che dicono di se stesse, e molto spesso da quello che gli altri dicono di loro, senza prendersi il tempo di riflettere e giudicare.)

Elinor (Capitolo 17)
[La saggezza di questa donna non ha confini!! :)]

You must drink tea with us to night, for we shall be quite alone – and tomorrow you must absolutely dine with us, for we shall be a large party.
(Dovete prende il tè da noi stasera, perché saremo completamente soli; e domani dovete assolutamente pranzare da noi, perché saremo in numerosa compagnia.)

Sir John Middleton e la sua logica inoppugnabile! (Capitolo 18)

You want nothing but patience – or give it a more fascinating name, call it hope.
(Non vi manca nulla se non la pazienza… o se preferite un nome più affascinante, chiamatela speranza.

Mrs Dashwood (Capitolo 19)

“My love, you contradict every body,” – said his wife with her usual laugh. “Do you know that you are quite rude?”
“I did not know I contradicted any body in calling your mother ill-bred.”
“Aye, you may abuse me as you please,” said the good-natured old lady, “you have taken Charlotte off my hands, and cannot give her back again. So there I have the whip hand of you.”
Charlotte laughed heartily to think that her husband could not get rid of her; and exultingly said, she did not care how cross he was to her, as they must live together. It was impossible for any one to be more thoroughly good-natured, or more determined to be happy than Mrs. Palmer. The studied indifference, insolence, and discontent of her husband gave her no pain; and when he scolded or abused her, she was highly diverted.
“Mr. Palmer is so droll!” said she, in a whisper, to Elinor. “He is always out of humour.”
(“Amore mio, tu contraddici tutti”, disse la moglie con la solita risata. “Sai che sei proprio sgarbato?”
“Non sapevo di aver contraddetto qualcuno chiamando maleducata tua madre.”
“Ma sì, potete offendermi quanto volete”, disse bonariamente la vecchia signora, “Avete preso Charlotte dalle mie braccia, e non potete restituirla. Perciò il coltello dalla parte del manico ce l’ho io.”
Charlotte rise di cuore al pensiero che il marito non avrebbe potuto liberarsi di lei, e disse, esultante, che non le importava che con lei fosse bisbetico, visto che dovevano per forza vivere insieme. Era impossibile per chiunque essere più socievole, o più determinata a essere contenta, di Mrs. Palmer. La studiata indifferenza, l’insolenza e il malumore del marito non le arrecavano nessuna pena; e quando la rimproverava o la offendeva, si divertiva un mondo.
“Mr. Palmer è così buffo!” disse, sussurrandolo a Elinor. “È sempre di cattivo umore.”

(Capitolo 20)

Sir John wanted the whole family to walk to the Park directly and look at his guests. Benevolent, philanthropic man! It was painful to him even to keep a third cousin to himself.
(Sir John voleva che l’intera famiglia andasse subito a Barton Park per vedere le sue ospiti. Che uomo benevolo, che filantropo! Per lui era una sofferenza tenere per sé anche solo un cugino di terzo grado.)

(Capitolo 21)
[No, io questa donna la amo!!! :D]

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2 commenti per Sense and Sensibility – Capitoli 13-24

  1. Fragola scrive:

    Lo sto leggendo anche io ma in italiano perchè lo avevo comprato a un mercatino a pochi euro…ne parleremo a fine lettura! Cmq al momento Sir John è il personaggio che mi fa più spisciare! (tanto per essere fine!) :-D


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