scritto da Phoebes
venerdì 17 20 Agosto12
alle 12:56
Categoria : Verne

di Jules Verne

Titolo: Ventimila leghe sotto i mari
Titolo originale: Vingt mille lieues sous les mers
Genere: avventura, fantascienza
Autore: Jules Verne
Nazione: Francia
Anno prima pubblicazione: 1869
Ambientazione: mari e oceani del globo, da novembre 1867 ad agosto-settembre 1868
Personaggi: Pierre Arronax, Consiglio, Ned Land, Capitano Nemo
Casa Editrice: Newton Compton Editori (Grandi Tascabili Economici – Narrativa)
Traduzione: Bona Alterocca
Copertina: foto © Matthias Kulka/Corbis
Pagine: 345
Link al libro: IN LETTURAANOBIIGOODREADS
inizio lettura: 16 luglio 2012
fine lettura: 9 agosto 2012


Signore, per voi sono il capitano Nemo. Voi e i vostri compagni, siete per me i passeggeri dei Nautilus.
Il Capitano Nemo

(Pagina 76)

Il professor Arronax viene invitato a partecipare ad una spedizione marina alla ricerca di un misterioso mostro che sta affondando navi e spaventando equipaggi ormai da mesi. Il professore, insieme al fido domestico Consiglio e al fiociniere canadese Ned Land anch’egli assoldato per la caccia, scoprirà che il “mostro” è in realtà una creazione umana, un sottomarino, e i tre, volenti o nolenti, ne diverranno i passeggeri in un’incredibile avventura nelle profondità marine.

Questo libro è, ovviamente, strafamoso e, come per “Il giro del mondo in 80 giorni” conoscevo già la storia a grandi linee, avendola vista in film e cartoni animati, ma leggendo mi sono resa conto che non lo ricordavo poi molto, per esempio non ricordavo quasi nulla del finale, così mi sono potuta godere la lettura lasciandomi anche sorprendere dalle varie avventure!

Il romanzo è raccontato in prima persona dal professor Pierre Arronax, che prende appunti durante tutto il viaggio e ci racconta quindi gli avvenimenti quasi “in diretta”, avvenimenti che sono solitamente fantastiche e, a volte, pericolose avventure. La trama di questo romanzo è quanto mai accattivante: in un’epoca in cui gli abissi marini erano totalmente sconosciuti ci imbarchiamo su una nave fantascientifica per esplorarli da vicino. Seguiamo il professor Arronax che coglie l’occasione per quest’avventura abbastanza all’improvviso:

Tre secondi prima dell’arrivo della lettera di G.B. Honson, pensavo di inseguire il liocorno quanto a tentare il passaggio di Nord-Ovest. Tre secondi dopo aver letto la lettera dell’onorevole segretario di marina, capivo finalmente che la mia vera vocazione, l’unico scopo della mia vita, era di andare a caccia di quel terribile mostro per liberarne il mondo.
(Pagina 34)

Fin dall’inizio quindi è difficile non lasciarsi coinvolgere dal suo entusiasmo! :)

Oltre ad Arronax i personaggi principali non sono molti. Abbiamo Ned Land, il fiociniere canadese che ha ammazzato ogni tipo di animale marino in ogni parte del mondo e non vuole perdersi l’occasione di ammazzare anche questo mostro. Poi abbiamo Consiglio, il domestico di Arronax: lo adoro! È un fiammingo fedele e imperturbabile, la cui frase preferita sembra essere “Come piacerà al signore” (a cui tra l’altro, si rivolge sempre così, in terza persona) che vive solo per servire il suo padrone, come dimostra il suo comportamento quando la loro nave viene colpita dal “mostro” e Arronax cade in acqua:

«Se il signore vuole avere la grande cortesia di appoggiarsi alla mia spalla, il signore nuoterà molto più a suo agio».
[…]
«Tu! Tu!»
«Per l’appunto, e agli ordini del signore.»
«La botta ti ha mandato in mare insieme a me?»
«Affatto. Ma essendo io al servizio del signore, ho seguìto il signore.»
Il bravo ragazzo trovava la cosa naturalissima.
(Pagina 55,56)

Ma siamo onesti. Il vero protagonista del romanzo, il personaggio che cattura l’attenzione dal primo momento in cui fa la sua comparsa e non la lascia andare mai, neanche quando non è in scena, è lui, il Capitano Nemo:

Il secondo sconosciuto merita una descrizione più minuziosa. […] Subito ne capii le qualità dominanti: la fiducia in sé, dalla testa nobilmente eretta sull’arco formato dalla linea delle spalle, e dagli occhi neri che guardavano con fredda sicurezza; la calma, giacché la pelle, pallida più che colorita, denotava sangue tranquillo; l’energia visibile dalla rapida contrazione dei muscoli frontali; ed infine il coraggio, poiché dal vasto respiro si intuiva la grande espansione vitale. Aggiungerò che era fiero, che lo sguardo fermo e pacato pareva riflettere alti pensieri, e che da tutto l’insieme, dall’armonia dei gesti del corpo e del viso, stando alle osservazioni dei fisionomisti, risultava una franchezza indiscutibile.
Mi sentii «involontariamente» rassicurato in presenza sua, ben auspicando dall’incontro. Poteva avere da trentacinque a cinquant’anni, non saprei dirlo con precisione. Alto di statura, fronte larga, naso diritto, bocca nettamente disegnata, denti magnifici, mani fini, allungate ed eminentemente «psichiche», per adoperare una parola da chiromanti, cioè degne di un’anima appassionata. Particolare interessante: gli occhi, un po’ distanti l’uno dall’altro, potevano abbracciare simultaneamente circa un quarto d’orizzonte. […] Che sguardo! Come ingrandiva le cose rimpicciolite dalla lontananza! Come andava fino in fondo all’anima! Come attraversava le acque, opache per noi, e come leggeva nelle profondità del mare!
(Pagina 62,63)

Arronax rimane fortemente impressionato da questo misterioso personaggio, e noi con lui. Nonostante, come ho detto, la sua presenza si faccia sentire anche quando non c’è, la sua personalità prevarichi tutte le altre presenti nel libro, di lui in realtà sappiamo davvero poco, quasi niente. Anche il suo nome, cioè il nome con cui si presenta, richiama la fuggevolezza di tutto il suo essere: Nemo, che in latino significa “nessuno”. E mentre il Nautilus, straordinaria creazione dell’ingegno di Nemo, si svela ai nostri occhi in ogni minimo dettaglio, il suo Capitano e l’intero equipaggio ci rimangono ignoti: parlano tra loro in una lingua sconosciuta, non si sa da dove vengono, né, soprattutto, perché si sono esiliati insieme al Capitano dal resto del mondo. Nemo infatti mostra più volte il suo odio per le terre abitate, rifiutandosi anche solo di mettervi piede. Eppure non rifugge completamente tutta l’umanità: accoglie infatti i tre naufraghi senza fare una piega (anche se per preservare il suo segreto li avverte che non li lascerà mai andare) e prende in simpatia Arronax per la sua passione per il mare. Inoltre lo vediamo durante una delle tante avventure rischiare la vita per salvare un povero pescatore di perle da uno squalo. Di fronte allo stupore di Arronax per la sua abnegazione nei confronti di un rappresentante di quell’umanità da cui si è dissociato, Nemo risponde: Quell'[uomo], professore, è figlio del paese degli oppressi. Ed io, a quel paese appartengo, e apparterrò fino all’ultimo respiro. (Pagina 195).

Insomma, misterioso anche in queste sue contraddizioni, come quando impedisce a Land di uccidere le balene, ma poi non esista a far strage di capodogli. Dirà bene ad un certo punto (Pagina 171) Arronax: Quest’uomo, insomma, bisogna odiarlo o ammirarlo? È una vittima o un carnefice?.

Spero di non spoilerare dicendo che la maggior parte di questi misteri rimarranno tali fino alla fine del romanzo, ma da un certo punto di vista devo dire che non mi dispiace, anche se la mia curiosità è tanta, poiché è proprio questo mistero a rendere il personaggio del Capitano Nemo così affascinante!

Che dire poi dell’ambientazione di questo romanzo? Penso che non ci sia bisogno di essere appassionati di oceanografia per apprezzarla! Che emozione scrutare il mare così da vicino, ammirarne le bellezze e i misteri, e non solo! Grazie a Nemo viene data ad Arronax e a noi la possibilità di scoprire la verità su dei naufragi famosi e di visitare i resti della mitica Atlantide!!! Il tutto su questo sottomarino straordinario, il Nautilus, con la sua tecnologia sbalorditiva tutta realizzata grazie all’elettricità, che permette a Nemo e al suo equipaggio di vivere solo del e nel mare, totalmente indipendenti dalla terraferma. Insomma, veramente un viaggio emozionante sotto tutti gli aspetti!

Dopo tutti questi elogi, magari qualcuno si starà chiedendo: come mai il voto è più basso del solito? Bè, perché ci sono anche un paio di cosette che non mi sono piaciute, purtroppo, in questo libro. La prima e più importante riguarda lo stile di Verne, o meglio, il metodo di narrazione scelto in alcuni punti del romanzo. Come ho detto la storia è raccontata in prima persona dal naturalista Arronax, e il nostro professore si emoziona grandemente insieme al fedele Consiglio nell’ammirare la sconfinata biodiversità della fauna marina. E fin qui tutto ok, come ho detto mi sono spesso entusiasmata anch’io con loro, e mi faceva piacere che ogni tanto nominassero gli animali che vedevano, e mi andava anche bene qualche descrizione se c’erano delle caratteristiche interessanti, e infine potevo anche apprezzare l’amore di Consiglio per la sistematica teorica, perché era anche un po’ divertente il fatto che il giovane fosse in grado di dire esattamente a quale specie, ordine, classe e via dicendo ogni esemplare apparteneva, ma solo dopo che qualcuno gli aveva detto che animale era, perché non li sapeva riconoscere. Ho trovato però infinitamente noiosi gli sterili elenchi sistematici, quando il professore citava una dopo l’altra decine e decine di specie, e la cosa accadeva spesso! Così in mezzo a tutte quelle splendide avventure mi ritrovavo pagine noiosissime di meri elenchi di animali.

Poi, sicuramente meno importante, ma ugualmente un po’ fastidiosi perché mi facevano confondere ogni volta, sono stati i continui cambi di unità di misura: metri, piedi, leghe, chilometri, miglia… insomma, li ha usati un po’ tutti per definire spesso anche la stessa cosa!!

Infine, un’altra cosa che mi ha un poco rovinato il piacere della lettura sono stati gli errori che ho trovato con un po’ troppa frequenza nel testo. Non mi riferisco ai soliti refusi né ad inesattezze dovute alle lacune della scienza ottocentesca (per esempio il fatto che Verne fa arrivare il Nautilus al Polo Sud, cosa impossibile perché il polo antartico, a differenza dell’artico, è su un continente) ma proprio a errori fatti e finiti, che non so se attribuire a Verne o al traduttore, vista la loro incredibile frequenza. Sono piccole cose, ovviamente, ma danno fastidio. Ci sono per esempio date e numeri che non corrispondono da una pagina all’altra, come quando Arronax dice che sono ad ottobre ed è autunno, ma trovandosi nell’emisfero australe questo non può essere vero, infatti nella pagina dopo il professore dice che siamo a marzo. Oppure quando descrive le zanne dei trichechi e dice che sono larghe 33 centimetri, o ancora quando afferma che una corrente marina va a 4000 km all’ora (giusto per fare un paragone, la velocità del suono è di 1193,4 km/h). Per non parlare poi di quando fa confusione tra calamari e polpi chiamando questi ultimi indifferentemente nei due modi (che per uno studioso come Arronax è un errore inammissibile!!!).

Il segnalibro che ho usato durante la lettura è stato realizzato da piccolamimi per la “sfida del cruciverba” a cui il libro partecipa!

Per fortuna però a mitigare queste piccole delusioni c’è il fatto che il genio visionario di Verne non viene mai meno, e come spesso succede nei suoi libri, insieme ad avventure fantastiche in tutti i sensi ci sono anche un sacco di invenzioni sicuramente incredibili per i lettori di allora ma per noi quasi scontate perché sono in effetti cose che poi davvero sono state realizzate. Una su tutte, ovviamente, proprio il sottomarino. A pagina 258 c’è una descrizione così vivida del Nautilus che emerge ad alta velocità che leggendola io ho rivisto nella mia mente le tante scene simili di film sull’argomento!

Insomma, il mio commento generale è positivo, seppur con qualche riserva. Forse semplicemente dopo l’entusiasmo de Il giro del mondo in 80 giorni mi aspettavo ancora di più da questo romanzo che è in generale considerato il capolavoro di Verne, così non trovandolo perfetto ne sono rimasta un pochino delusa. Ma la lettura è stata molto piacevole, e soprattutto il Capitano Nemo è un personaggio troppo affascinante per lasciare un ricordo negativo del libro! E poi l’edizione che ho letto io era corredata da immagini molto belle che, se non ho capito male, sono quelle della prima edizione originale del libro! Ne ho inserite due qui nel testo, le mie preferite.

Curiosità
Da questo romanzo sono stati tratti molti film e cartoni animali, ma probabilmente ancora più numerose sono le trasposizioni e/o i riferimenti al Capitano Nemo e al Nautilus in storie non correlate direttamente col libro. Una fra tutte è la presenza di entrambi nel film (e quindi immagino anche nei fumetti da cui è tratto) La leggenda degli uomini straordinari. In questo film l’abbigliamento di Nemo (e, se non ricordo male, anche l’arredamento di alcune stanze del Nautilus) è in stile indiano: forse gli autori hanno quindi immaginato l’India come patria di quest’uomo dal passato oscuro!

Dammi 3 parole

L’avventura per antonomasia

Sfide

Trasposizioni commentate

Ancora nessuna!

Un po’ di frasi

Un fatto bizzarro, un fenomeno inspiegabile ed inspiegato che tutti certamente ricordano, segnò l’anno 1866. Le popolazioni portuali si agitarono, la cosiddetta opinione pubblica ne fu sovraeccitata, e non parliamo poi dell’emozione che colse in special modo la gente di mare. Anche i negozianti, armatori, capitani di bastimenti e skippers e masters europei ed americani, ufficiali di marina di ogni paese, nonché i vari governi dei due continenti, entrarono in indicibile eccitazione.
[incipit]
— Siete sempre lo stesso! Non vi logorate troppo né la bile né i nervi! Sempre calmo! Sareste capace di recitare il “benedicite”, e di morir di fame piuttosto che lagnarvi!
— A che servirebbe, tanto?
— Ma, servirebbe a lagnarsi! Sarebbe già qualcosa.
Ned Land e Consiglio
(Pagina 69)
Il mare è tutto: non per nulla copre i sette decimi del globo. Ha un’aria pura e sana, è il deserto immenso dove l’uomo non è mai solo, perché sente la vita fremergli accanto. Il mare è il veicolo di un’esistenza soprannaturale e prodigiosa, è movimento ed amore, è l’infinito vivente, come ha detto uno dei vostri poeti. […] Il mare è l’immensa riserva della natura: da lui, per così dire, ebbe origine il globo; e chissà, forse anche con lui avrà fine. E’ suprema tranquillità, perché non soggiace ai despoti, i quali, ancora sulla sua superficie stessa, possono invece continuare ad esercitare iniqui diritti, e battersi, e divorarsi, trasportandovi tutti gli orrori terrestri. Ma a trenta piedi sotto il suo livello, la loro influenza si estingue ed il loro potere scompare! Ah, signore, vivete, vivete in seno al mare… Lì soltanto, c’è indipendenza! Lì, non ho padroni! Lì, sono libero!
Nemo
(Pagina 77,78)
— Il vostro Nautilus è proprio un battello magnifico.
— Sì professore, e l’amo come la carne della mia carne. […] Se è vero che l’ingegnere nutre maggior fiducia del costruttore stesso, ed il costruttore ne ha più del capitano, potete capire quanta ne abbia io, che sono tutt’e tre insieme!
Arronax e Nemo
(Pagina 93)
Consiglio […] mi vide immergere rapidamente un braccio nella rete e gettare un grido da vero conchigliologo, cioè il grido più acuto che possa uscire da gola umana.
(Pagina 150)
Di solito, i giocatori rimpiangono meno la perdita del denaro, che non quella delle speranze assurde.
(Pagina 234)
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Argomenti


5 commenti per Ventimila leghe sotto i mari

  1. Vele Ivy scrive:

    Questo libro merita davvero di essere letto!
    Hai ragione, in alcuni parti è un po’ lunghetto da leggere, ma è comunque un capolavoro… io l’ho recensito qui: http://colorarelavita.blogspot.it/2011/05/ventimila-leghe-sotto-i-mari-jules.html
    E concordo anche sulle copertine della Newton!
    Tra le curiosità aggiungo che è una delle fonti che hanno ispirato il cartone “Il mistero della pietra azzurra”

    • Phoebes scrive:

      Sapevo dell’anime “Il mistero della pietra azzurra”, credo di averlo letto sulla Wikipedia, ma non conosco il cartone! Ho letto la tua recesnione, ho visto che abbiamo citato le stesse frasi! :) Belle le immagini che hai aggiunto.

  2. dragoval scrive:

    Be’, al novero di chi ha sondato gli abissi e ne è uscito a raccontarne dobbiamo aggiungere almeno altri due nomi: i nostri :-)))))))

  3. dragoval scrive:

    ps Io ricordo il mio entusiasmo di giovane lettrice per almeno altri due libri di Verne, che erano i miei preferiti in assoluto: Cinque settimane in pallone e Michele Strogofff (il titolo che probabilmente ha acceso in me la fiamma d’amore per la Russia e la sua letteratura :-)
    Così, nel caso vaghezza ti pungesse….;-)

    • Phoebes scrive:

      Michele Strogoff l’ho letto e apprezzato anch’io, invece Cinque settimane in pallone invece mi manca!
      Poi ho letto Viaggio al centro della terra e soprattutto Parigini nel XX secolo, il primo che ho letto, quindi un sacco di anni fa per cui lo ricordo poco, ma mi fece veramente impressione la capacità di preveggenza di Verne!


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