scritto da Phoebes
lunedì 31 dicembre 2012
alle 9:23
Categoria : Camilleri


di Andrea Camilleri


Quale fu il mio stupore ne lo scorgere che lo sole erasi fatto immantinente tutto nero come per ecclisse e che da esso nascea una luce nera che oscurava non per intero homini e cose, ma li lasciava visibili solo in parte, come tagliati da luce di lume o di candela…

(Pagina 44)

Ancora conosco poco Camilleri, ma da quel poco già mi piace molto. Non posso neanche dire di conoscere bene Caravaggio, ma di sicuro è il mio pittore preferito, e dopo aver visitato la mostra a Roma un paio di anni fa ne sono rimasta ancora più affascinata, tanto che ancora ricordo l’emozione provata al vedere dal vivo le sue opere! Grazie a BookMooch a maggio mi sono potuta finalmente regalare questo libro, e grazie alla Sfida a Tema ho colto l’occasione di leggerlo!

Camilleri trascrive alcuni brani tratti da un manoscritto del Caravaggio che raccontano della parte della sua vita trascorsa in Sicilia, quando era braccato dalla giustizia papale e dai Cavalieri di Malta, e tormentato dal “sole nero”.

Naturalmente, un manoscritto.* Espediente ormai abusato ma sempre efficace quando si vuole dare veridicità ad un romanzo storico, specie uno come questo, fatto di frammenti ed episodi. Confesso di aver trovato un po’ troppo lunga l’introduzione in cui Camilleri racconta la storia di come è venuto in possesso, purtroppo solo per poche ore, del prezioso manoscritto. Mi è piaciuta però invece l’idea di questo privilegio a tempo determinato, che lo ha costretto a scegliere quali brani ricopiare, e per questo si è concentrato su quelli ambientati in Sicilia. Non possiamo quindi parlare di vera e proprio trama in questo romanzo (che non è neanche, a questo punto, un vero e proprio romanzo!), però l’idea per la storia è sicuramente intrigante! Non conosco abbastanza bene la vita di Caravaggio per sapere con certezza quali riferimenti a fatti realmente accaduti sono stati inseriti, e quanto invece si deve all’invenzione di Camilleri, ma credo fosse abbastanza palese questa differenziazione, quindi pur nella mia ignoranza non ho avuto problemi da questo punto di vista.

Nel libro vengono nominate diverse opere di Caravaggio, tutte dipinte in quegli anni, e per fortuna c’erano anche le foto nella mia edizione: non le conoscevo tutte, mi sarebbe seccato doverle andare a cercare ogni volta su internet! Perché (ovviamente) rivestono una certa importanza all’interno della storia: Camilleri ci mostra, seppur brevemente, la loro genesi, e soprattutto i pensieri del Caravaggio su di esse. Ma soprattutto ci mostra il pittore, l’uomo, l’unico personaggio, in pratica, dell’intero libro: gli altri sono solo comparse. E poi, ovviamente, c’è questo “sole nero” del titolo, che sembra essere il segreto dello straordinario utilizzo della luce nelle opere di Caravaggio, questo sole eclissato da cui proviene una luce nera che oscurava non per intero homini e cose, ma li lasciava visibili solo in parte, come tagliati da luce di lume o di candela. Caravaggio è un uomo tormentato: dalla pena capitale che incombe su di lui dopo che ha ucciso un uomo durante una rissa; dalla condanna dei Cavalieri di Malta, anch’essa a morte; dalla malattia che evidentemente lo affligge, causandogli allucinazioni varie, tra cui appunto questo sole nero. L’unica consolazione sembra essere l’arte: bellissime le pagine (ho riportato in basso due brani) in cui rimane estasiato di fronte al dipinto di Leonardo o al Tempio della Concordia di Agrigento.

L’ambientazione non è molto presente, anche perché Caravaggio resta in ogni luogo per non molte pagine, e non ce ne parla molto. In un romanzo storico penso sia molto importante dare un’idea vivida del luogo e del tempo in cui i personaggi si muovono, in modo da trasportarci nel tempo e nello spazio e renderci partecipi delle vicende. Ne Il colore del sole questo viene un po’ a mancare, eppure devo dire di non averne sentito la mancanza: sarà che il romanzo è molto breve, quindi non c’è neanche tempo per approfondire certe cose, sarà che la scrittura di Camilleri, in qualsiasi “lingua”, scorre sempre che è un piacere, ma mi è sembrato perfetto così com’è! :)

Soffermiamoci quindi un po’ a parlare appunto dello stile di Camilleri. Come ho detto all’inizio lo conosco ancora poco, quindi non so dire se sia quello suo solito oppure no, fatto sta che comunque mi è piaciuto molto! Come ho detto scorre via con piacere, e nonostante il linguaggio antichizzato non risulta pesante né artificioso.

Commento generale. Sono rimasta molto soddisfatta da questa lettura! Volendo proprio trovarci dei difetti (che poi sono il motivo per cui non ho dato le cinque stelline piene) ho trovato, come ho detto prima, l’introduzione un po’ troppo lunga, e mi sarebbe piaciuto approfondire maggiormente la vita di Caravaggio, e non solo una parte. Ma a parte questo è stata davvero una bella lettura, che mi sento di consigliare a tutti, fan di Caravaggio e/o di Camilleri e non.

Momento più…
…emozionante: quando Caravaggio vede per la prima volta la Vergine delle rocce di Leonardo.

Copertina e Titolo
La copertina di questo libro credo rappresenti in tutti le sue edizioni (o, almeno, in tutte quelle che ho visto io), lo stesso dipinto di Caravaggio, il San Gerolamo. Io avrei scelto qualche altra opera, magari più famosa, o in cui il caratteristico gioco di luci sia più evidente, ma non è realmente importante, visto che i quadri di Caravaggio sono tutti bellissimi! :)
Bello anche il titolo, soprattutto perché prima di leggere il libro non avevo idea di cosa significasse!

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Caravaggio pittore maledetto

Scheda del libro

Titolo: Il colore del sole
Autore: Andrea Camilleri (sito ufficiale)
Nazionalità: italiana
Anno prima pubblicazione: 2007
Ambientazione: Malta e Sicilia (Agrigento, Licata, Siracusa, Messina, Palermo), 1607
Personaggi: Michelangelo Merisi da Caravaggio
Casa Editrice: Mondolibri
Copertina: Caravaggio, San Gerolamo. Roma, Galleria Borgese
Pagine: 121
Link al libro: IN LETTURAANOBIIGOODREADS
inizio lettura: 2 dicembre 2012
fine lettura: 27 dicembre 2012

Ho deciso di leggere questo libro dopo averne sentito parlare QUI.

Segnalibri: quello che ho usato durante la lettura (a destra) è stato realizzato da id-na.

Un po’ di frasi

Nella tarda primavera del 2004 mi recai da Roma a Siracusa per assistere alla rappresentazione di una tragedia classica che assai mi interessava per la novità e l’originalità della messinscena e che aveva suscitato un certo clamore nella stampa.
[incipit]

Una notte ebbi a parlarle di questo disturbo de la vista mia che la luce del sole mal sopportava. La notte appresso Ella diedemi un’ampollina con di dentro un liquido denso e assai scuro e dissemi che, spalmatami una goccia per occhio di tal liquido, averia potuto fissar diretto lo sole sanza riportarne danno alcuno a la vista.
Trascorso qualche tempo, dovendomi recare in una casa di campagna per iscorrervi lo jorno, mi spalmai su ogni occhio una goccia di quel liquido. E guardai lo sole. Quale fu il mio stupore ne lo scorgere che lo sole erasi fatto immantinente tutto nero come per ecclisse e che da esso nascea una luce nera che oscurava non per intero homini e cose, ma li lasciava visibili solo in parte, come tagliati da luce di lume o di candela… L’effetto durò fino al sopraggiungere de le ombre de la sera. Lo jorno appresso era scomparso.
(Pagina 44)

Ma io hora cognosco che tutta l’esistenzia mia, ancor prima assai che Celestina mi desse quel liquido, era comenzata e continuata sempre sotto lo segno de lo sole nero…
(Pagina 48)

Fue nella chiesa de lo san Francesco Grande, ove ero ito a sentir messa, che vidi osa mai veduta. Era la dipintura di Leonardo che nomasi La Vergine delle rocce. Nel mentre che isguardava all’orecchio non giunsemi più la voce de l’officiante né suono alcuno, cominciommi lo capo a dolere e in tutto lo corpo assalimmi un calor forte di febbre.
(Pagina 54)

Davanti a lo tempio mi fermai e nel mentre che lo contemplava sentia tornarmi in petto tutto lo fiato che prima erami mancato et in una con l’aere dentro mpemtrava un sottil linimento a le piaghe dell’anima mia…
(Pagina 71)

Mai la luce ne vidi, una caligine or più densa or meno la vista copriami et io non vedea più li colori com’erano, ma di essi mi rammemoravo come erano stati…
(Pagina 111)

explicit Leggi


* Umberto Eco, Il nome della rosa

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2 commenti per Il colore del sole

  1. Camilla P. scrive:

    Che romanzo particolare! Mi piace l’idea che sia scritto tutto con uno stile un po’ arcaico e le citazioni che hai riportato sono davvero belle :)


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