scritto da Phoebes
mercoledì 24 Luglio 2013
alle 17:24
Categoria : Mazzoli


di Davide Simon Mazzoli


Adoro rilassarmi su questo sedile e guardare fuori del finestrone del mio studio. Da qui vedo tutta la vallata del paese.
Fa proprio schifo.

(Pagina 32)

Un thriller psicologico con un protagonista/narratore più odioso che mai, ma che è riuscito comunque a conquistarmi!

Orazio De Curtis, ex giornalista, è diventato ricco e famoso dopo aver scritto un thriller ispirato ad un incidente che l’ha quasi ucciso, lasciandolo molto ammaccato e con due dita e un occhio in meno. Lo ritroviamo alcuni anni dopo che vive isolato con la moglie su una collina di un piccolo paese di campagna a coltivare un hobby particolare: spia col suo binocolo i vicini, in particolare l’adolescente figlia del giardiniere. Un giorno dal finestrone del suo studio scorge col binocolo il figlio dei nuovi arrivati nel quartiere che lo sta a sua volta spiando in questa sua poco lecita attività. Da quel momento il ragazzino diventerà il suo tormento.

Il logo della tre60

Questo è il primo libro edito dalla tre60 che mi è capitato tra le mani. Questo nuovo marchio editoriale mi incuriosiva molto per l’idea di base di offrire pubblicazioni a 360°, senza limiti di genere, per i prezzi contenuti (un’edizione con copertina rigida di più di 400 costa 9,90 €) e infine per il logo carinissimo che vedete qui a fianco!!! Ero curiosa di leggere qualcosa edito dalla tre60 perciò ho colto subito l’occasione di partecipare ad un giveaway (per i dettagli vedi più in basso sezione “grazie a”) che la riguardava e ho vinto questo libro qui, che mi incuriosiva moltissimo. Non sono rimasta delusa, né dal libro né dalla casa editrice.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura.

La trama si svolge in pochi giorni e quasi tutta in casa di Orazio. L’ambientazione quindi è molto ristretta, anche se dal finestrone del suo studio spesso spiamo con lui quel che succede nel resto del paesino.

A raccontare è lui stesso in prima persona, noi leggiamo i suoi pensieri, e quindi non si risparmia cattiverie e volgarità. Ad un certo punto lui stesso si rende conto che i suoi pensieri sono pieni di parolacce, prova a contarle ma alla fine rinuncia, sono troppe.

Orazio è senza dubbio l’unico e indiscusso protagonista, anche perché gli altri personaggi li vediamo sempre e solo con i suoi occhi. Orazio de Curtis è sgorbutico. Ipocrita. Non si lava. E’ odioso, misantropo, presuntuoso (estremamente presuntuoso!), meschino, razzista, sessista, omofobo. Insomma, chi più ne ha più ne metta! Eppure ogni tanto non potevo che concordare con alcune sue opinioni, specie quelle sulla televisione. E poi, il fatto è che Orazio è anche colto. Spara fuori ogni tanto un sacco di nomi di autori, registi, fotografi che io non conosco, e mi ha mortificato sentirmi più ignorante di questa persona così gretta e volgare! E peggio ancora mi sentivo quando denigrava, come ho detto prima, la TV, perché mi trovavo fortemente d’accordo con lui!

Lo stile di Mazzoli mi è piaciuto. Raccontare tutta la storia solo attraverso gli occhi del protagonista, e di un protagonista così odioso, eppure rendere partecipi i lettori, non è cosa facile, e lui secondo me c’è riuscito veramente bene! Il finale si intuisce a poco a poco, io ho capito la verità giusto poche pagine prima che venisse rivelata, il che mi ha permesso quindi allo stesso tempo di godere della suspense e di bearmi di aver indovinato! :)

Oltre alla trama gialla ho poi particolarmente apprezzato la parte in cui Orazio inizia a scrivere il suo nuovo romanzo: mi è piaciuto moltissimo vedere come è nata l’idea, come l’ha sviluppata, come ha cambiato metodo, come ha anche sbagliato e corretto… Peccato che poi quel romanzo non veda mai la luce, anche se a libro finito, in una sorta di secondo epilogo, Orazio ci racconta il finale che aveva immaginato per il suo personaggio.

Un’altra cosa che mi è piaciuta moltissimo sono stati i pattern presenti su alcune pagine come sfondo al testo, che rendevano la lettura ancora più partecipe (vedi immagine qui a lato). Mazzoli gioca molto con la grafica, anche per quanto riguarda il testo, con caratteri più piccoli o più grandi, con qualche scritta a mano ogni tanto, differenti orientamenti… insomma, poiché stiamo leggendo i pensieri di una persona queste aggiunte grafiche ci aiutano a farci immedesimare ancora di più. In poche parole: ho apprezzato molto la cosa!

Commento generale.

Un bel thriller, originale, diverso dal solito, avvincente, coinvolgente. Ad un certo punto tira anche fuori un tema non facile, e riesce a trattarlo lasciando intatto il cinismo di Orazio. Insomma, una lettura soddisfacente!

Copertina e Titolo

La copertina non mi attira particolarmente. Le macchie di sangue fanno intuire il genere del libro, ma per il resto non invoglia alla lettura. Il titolo è interessante, e a lettura finita ho capito cosa significa, ma non lo ritengo proprio adatto a questo romanzo.

Curiosità
Come ho detto Orazio de Curtis nel romanzo cita un sacco di nomi di artisti vari, nomi che io ignoravo quasi nella totalità. Uno di questi mi ha colpito in particolare, e si tratta di James Newton Howard, compositore noto per svariate colonne sonore. Ora, questa è un’altra delle cose che mi trovano d’accordo con Orazio: anche a me piacciono moltissimo le colonne sonore! Come però in molte altre cose che pure mi piacciono tanto, rimango sempre piuttosto ignorante, tanto che questo autore non lo conoscevo. Sulla Wikipedia leggo che è davvero prolifico, e ha firmato la colonna sonora di diversi film che ho visto. Adesso che ho scoperto anch’io Spotify devo proprio approfondire questo autore!

Grazie a…

Morna di Forgotten Pages, la cui recensione mi ha fatto venire voglia di leggere questo libro, ma soprattutto la ringrazio perché è proprio grazie al suo giveaway che l’ho ricevuto! :)

Sfide

Mini recensione in 4 parole

Avvincente introspezione con ironia

Scheda del libro

La copertina interna del libro


Titolo: Lo specchio del male
Genere: thriller psicologico
Autore: Davide Simon Mazzoli (sito ufficialebiografia)
Nazionalità: italiana
Anno prima pubblicazione: 2012
Ambientazione: un paesino della campagna italiana, giorni nostri
Personaggi: Orazio de Curtis, Corrado Tuziesi
Casa Editrice: tre60
Copertina: foto © Dave Wall / Arcangel Images
Pagine: 411
Provenienza: giveaway
Link al libro: IN LETTURAANOBIIGOODREADS
inizio lettura: 7 luglio 2013
fine lettura: 15 luglio 2013

Un po’ di frasi

… e com’era fatale che tra i discepoli i Cristo fosse presente un Giuda, così fu inevitabile che tra i libri del Nuovo Testamento ci fosse l’Apocalisse.
D.H. Lawrence, Apocalisse
… quindi, perbenisti del cazzo, se accettate l’esistenza di Giuda e dell’Apocalisse, dovete accettare anche la mia…
Orazio De Curtis
(PROLOGO, Pagina 7)

Apro gli occhi lentamente.
E’ notte fonda.
Sento suonare una chitarra.
Una voce nasale canta una canzone dei tempi della mia giovinezza, ma io non riesco a riconoscerla.
Capisco solo che una volta mi piaceva.
E’ un ricordo lontano, gracchiante proprio come la voce alla radio.
Yes, ‘n’ how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
[incipit]

Alla fine, dopo una vita di merda, il “giovane” muore. La gente che lo conosceva dice: “Sono sempre i migliori ad andarsene, lui non se lo meritava“. Sempre così! Avete mai visto un annuncio funebre con scritto: finalmente se n’è andato. stasera tutti a casa mia a brindare? Oppure: non ce la facevamo più ad averlo tra i coglioni. se non fosse morto lui lo avremmo ucciso noi? O ancora: signore, ti preghiamo di non aver misericordia di lui. pezzo di merda era e pezzo di merda sarà per l’eternità. scaraventalo nel buco più fetido dell’inferno. grazie. Dico… lo avete mai letto un annuncio del genere? La risposta è semplice. NO.
(Pagina 27)

Il mondo sta cambiando, l’Era degli Uomini sta finendo e questi cambiamenti climatici ne sono la prova. Bella merda, ma in fondo ci sta bene. Ce lo meritiamo.
(Pagina 29)

Amo ascoltare le colonne sonore dei grandi film. Penso che i loro compositori siano un po’ troppo snobbati dal grande pubblico. Nessuno ha ancora capito che le nuove opere sinfoniche sono queste. Saranno le colonne sonore il patrimonio artistico musicale che lasceremo ai posteri.
(Pagina 31)

Poi guarda cosa trasmettono! Roba che una persona intelligente non dovrebbe neppure sapere della loro esistenza.
Orazio De Curtis a proposito della TV
(Pagina 75)

In TV trasmettono una roba demenziale al limite della decenza. Donne che litigano per uomini che si strappano le sopracciglia. E per di più ci sta anche un pubblico di vecchie stronze che cagano sentenze. Ma dico… non ce l’avete una famiglia? Vorrei sapere, chi guarda ‘sta roba?
La risposta mi fa rabbrividire.
(Pagina 141)

Faccio scorrere gli occhi sulle file di parole che ho scritto. No, non le leggo. Le ho già lette troppe volte. Mi hanno annoiato. Faccio solo scorrere gli occhi. Riesco comunque a percepirne l’ordine e il senso.
E’ un dono che ho.
Non ho bisogno di leggere. Basta che faccio volare lo sguardo sulle scritte del mio file per capire cosa va e cosa non va.
Scorro.
Alla fine leggo a sprazzi. Dico di riuscire a non leggere ma in realtà lo faccio. E’ un dono, il mio. Il dono di sparare cazzate a raffica.
(Pagine 160-61)

Io sono io e non c’entro un cazzo con le sorti del mio personaggio. Io sono ancora vivo, lui no. Lui vive nel mondo reale dove la gente soffre e muore, io no.
(Pagina 208)

Quelli che la fanno [la pizza] non sono veri pizzaioli. Sono immigrati del cazzo che, non sapendo fare altro, rubano il lavoro ai nostri terroni.
(Pagina 335)

E allora che cosa dovrei fare? Cosa farebbe uomo intelligente nella mia situazione?
Un uomo intelligente
non sarebbe nella tua situazione.
(Pagina 343)

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