scritto da Phoebes
lunedì 7 Dicembre 2015
alle 12:33
Categoria : Conan Doyle

di Sir Arthur Conan Doyle

Sherlock Holmes
Le memorie di Sherlock Holmes
Il ritorno di Sherlock Holmes

Titolo: Il mastino dei Baskerville
Serie: Sherlock Holmes (5)
Titolo originale: The Hound of the Baskervilles
Genere: giallo
Autore: Sir Arthur Ignatius Conan Doyle (Wikipedia)
Nazione: Regno Unito
Anno prima pubblicazione: 1902
Ambientazione: Devonshire (Inghilterra, Regno Unito), ottobre 1889
Personaggi: Sherlock Holmes, John Watson, Henry Baskerville, Mr jack Stapleton, Miss Beryl Stapleton, Mr e Mrs Barrymore
Casa Editrice: Dover Publications (Thrift Editions)
Pagine: 121
Link al libro: IN LETTURAGOODREADS
inizio lettura: 5 novembre 2015
fine lettura: 30 novembre 2015


The world is full of obvious things which nobody by any chance ever observes.

Il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno in nessun caso osserva mai.

Sherlock Homles

(Pagina 19)

Aspettavo da tanto di leggere quest’avventura di Sherlock Holmes, e purtroppo ne sono rimasta un po’ delusa.

Alla brillante mente di Sherlock Holmes viene posto un enigma dall’apparenza soprannaturale, ma non per questo meno mortale: un uomo muore in circostanze che richiamano molto da vicino una leggenda che grava sulla sua famiglia, quella di un mastino infernale che prende di mira tutti i discendenti della casata dei Baskerville.

The Hound of Baskerville by martinorona on DeviantArt

Quando ho iniziato a leggere i libri di Doyle dedicati a Sherlock Holmes ho deciso di farlo in ordine cronologico di uscita, quindi ho dovuto aspettare per leggere questo che era uno di quelli che mi incuriosiva di più. Peccato che invece si sia rivelato un po’ una delusione!

La trama inizia in maniera molto coinvolgente: un mistero apparentemente inspiegabile perché coinvolge aspetti che sembrano soprannaturali, tanto che perfino il razionale Watson qualche volta sembra dubitare, ma mai Holmes:

“And you, a trained man of science, believe it to be supernatural?”
“I do not know what to believe.”
Holmes shrugged his shoulders.
“I have hitherto confined my investigations to this world,” said he.
“E lei, un uomo esperto di scienza, crede che sia soprannaturale?”
“Non so a cosa credere.”
Holmes si strinse nelle spalle.
“Io finora ho confinato le mie investigazioni a questo mondo”, disse.
(Pagina 16. Nel brano comunque per essere precisi a interloquire con Holmes non è Watson ma il personaggio che porta al nostro investigatore il mistero, il dottor Mortimer.)

Scacciato l’elemento fantasioso, rimane comunque un mistero intrigante, ma poi l’indagine, e anche la soluzione finale, mi hanno annoiato. Forse anche perché Holmes è quasi assente, manda Watson a indagare sul campo adducendo impegni vari, e il buon dottore pur mettendocela tutta non scopre niente di utile, e poi quando alla fine Holmes si presenta, a pagina 92 già rivela il colpevole, e tutto il resto è solo il racconto di come hanno fatto a catturarlo. I personaggi infatti sono un’altra componente deludente della storia. Holmes è apparentemente il solito, ma onestamente si vede che Doyle si era proprio stufato di lui, le sue deduzioni non sono più così sorprendenti e come ho detto è assente dalla scena per buona parte del tempo. Gli altri non sono particolarmente interessanti, nessuno mi ha colpito particolarmente, neanche l’assassino.

Standing Before Me by Darkside-amber-22 on DeviantArt

Meno male che l’ambientazione era bellissima! L’omicidio infatti è avvento nella famosa brughiera che ho imparato ad amare grazie alle sorelle Brontë!

Over the green squares of the fields and the low curve of a wood there rose in the distance a gray, melancholy hill, with a strange jagged summit, dim and vague in the distance, like some fantastic landscape in a dream.
Oltre i quadrati verdi dei campi e la curva bassa di un bosco lì si innalza in lontananza una collina grigia e malinconia, con uno strano vertice frastagliato, debole e vaga in lontananza, come un paesaggio fantastico in un sogno.
(Pagina 41)

Bellissima, misteriosa, selvaggia, pericolosa (il povero pony finito nelle sabbie mobili!), inquietante, antica, immensa, la brughiera non può che affascinare.

In front of us rose the huge expanse of the moor, mottled with gnarled and craggy cairns and tors.
Di fronte a noi si ergeva la grande distesa della brughiera, chiazzata con pile di pietre e tori contorti e scoscesi.
(Pagina 42)

Per di più aggiungiamoci che questa parte di brughiera in particolare era piena di resti di costruzioni neolitiche e il mio amore per questa ambientazione è stato veramente completo. E’ un paesaggio che condiziona, quello della brughiera, per un caso come questo che tratta di una leggenda vecchia di secoli, di una sorta di demone che perseguita una famiglia, non potrebbe esserci scenario migliore.

The longer one stays here the more does the spirit of the moor sink into one’s soul, its vastness, and also its grim charm. When you are once out upon its bosom you have left all traces of modern England behind you, but, on the other hand, you are conscious everywhere of the homes and the work of the prehistoric people.
Più a lungo si rimane qui più lo spirito della brughiera affonda nella propria anima, la sua vastità, e anche il suo fascino cupo. Una volta che si è fuori nel suo grembo si lasciano tutte le tracce della moderna Inghilterra alle spalle, ma, d’altra parte, si è consapevoli ovunque delle case e del lavoro degli abitanti preistorici.
(Pagina 56)

Senza contare che l’ambientazione si trova ad un certo punto a diventare quasi un personaggio, visto che il suo mutare, l’arrivo di una nebbia imprevista, mette i bastoni fra le ruote ai nostri che quasi rischiano di fallire. Insomma, se non fosse stato per la bellezza del paesaggio questo romanzo mi sarebbe probabilmente piaciuto ancora meno!

Ero talmente intrigata da Il mastino dei Baskerville che dopo aver letto le prime pagine ho deciso di abbandonare la versione italiana che era già in mio possesso e comprare l’ebook in lingua originale, e la lettura in inglese si può sicuramente annoverare tra le altre cose che ho apprezzato. Avendolo iniziato in italiano ho potuto fare il confronto di qualche brano e come sempre la traduzione mi è parsa impoverire e semplificare inutilmente l’originale. Onestamente continuo a non capire perché.

La copertina (carinissima) dell’edizione cartacea con tutti i romanzi di Doyle dedicati a Sherlock Holmes, sul quale ho letto tutti i libri precedenti (e credo leggerò i successivi).

La copertina della mia edizione digitale è piuttosto bruttina. Molto più bella quella del cartaceo!

Il titolo è molto bello, come ho detto mi incuriosiva moltissimo.

Commento generale.

Non so se è stata la grande aspettativa che ha accompagnato questo libro, ma si è rivelato una delusione. L’idea iniziale è molto accattivante, ma poi l’indagine è noiosa, priva di eventi avvincenti e anche il finale, pur se parecchio movimentato, non è per niente emozionante. Supera la sufficienza solo per la bellissima ambientazione e l’idea intrigante della maledizione che grava sulla famiglia Baskerville.

Sfide

Mini recensione (1-5 parole)

Idea intrigante ma sviluppo noioso

Trasposizioni

Ancora non ne ho vista nessuna, ma presto guarderò l’omonimo episodio della serie Sherlock!

Un po’ di frasi

Mr. Sherlock Holmes, who was usually very late in the mornings, save upon those not infrequent occasions when he was up all night, was seated at the breakfast table.
Mr Sherlock Holmes, che era solito alzarsi molto tardi al mattino, eccetto in quelle non rare occasioni in cui rimaneva sveglio tutta la notte, era seduto al tavolo della colazione.
[incipit]

Holmes: I have been to Devonshire.
Watson: In spirit?
Holmes: Exactly. My body has remained in this armchair and has, I regret to observe, consumed in my absence two large pots of coffee and an incredible amount of tobacco.
Holmes: Sono stato in Devonshire.
Watson: In spirito?
Holmes: Esattamente. Il mio corpo è rimasto in questa poltrona e ha, mi rincresce osservarlo, consumato nella mia assenza due grosse caffettiere e un’incredibile quantità di tabacco.
(Pagina 19)

One of Sherlock Holmes’s defects—if, indeed, one may call it a defect —was that he was exceedingly loath to communicate his full plans to any other person until the instant of their fulfilment.
Uno dei difetti di Sherlock Holmes (se, a dire il vero, si può parlar di difetto) era che egli era eccessivamente riluttante a comunicare interamente i suoi piani ad ogni altra persona fino all’instante del loro compimento.
(Pagina 107)

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2 commenti per The Hound of the Baskervilles

  1. SiMo scrive:

    Ho letto questo romanzo davvero secoli fa, quindi non mi ricordo assolutamente i dettagli della trama che hai citato tu: è stato il mio primo Sherlock Holmes (e forse anche il mio primo giallo) e mi era piaciuto tantissimo! Dovrei rileggerlo, soprattutto per ciò che hai scritto sull’ambientazione (che insieme ai personaggi è ciò che mi affascina di più nei romanzi).


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