scritto da Phoebes
martedì 12 Maggio 2020
alle 14:38
Categoria : Némirovsky

di Irène Némirovsky


Si erano scordati chi era lui!… Un pover’uomo malato, a un passo dalla morte, ingannato, ridicolo, ma pur sempre David Golder!

(Pagina 118)

David Golder è un vecchio uomo d’affari ebreo che si trova all’improvviso a fare i conti con la propria mortalità per via di un colpo al cuore, e fare il punto della sua vita piena solo del lavoro.

Mi piace quando mi approccio ad un libro senza saperne nulla: nella maggior parte dei casi rimango piacevolmente sorpresa. Questo libro mi è stato regalato da un’amica che lo stava dando via, quindi non ne sapevo nulla, conoscevo solo l’autrice di cui ho già letto anni fa Il ballo. Già dalle prime righe mi ha subito intrigato e, anche se non riesco bene a spiegare perché, mi è piaciuto davvero molto.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura.

Il romanzo inizia in media res, con Golder in una discussione d’affari con il socio. E già dalle prime parole si delinea il carattere di questo protagonista, cinico affarista, orgoglioso, pieno di nemici, privo di affetti. Golder lavora nell’industria petrolifera da 26 anni con il socio Marcus che scaccia rifiutandogli aiuto all’inizio del libro. Poco dopo Marcus si suicida, e qui iniziano i guai di Golder, il senso di colpa che lo tormenta, i dubbi. Cerca conforto nella famiglia, ma la moglie gli è ormai estranea e la figlia, che adora, lo cerca solo per i soldi. E questo si sente Golder: una macchina per fare soldi. L’unica cosa che gli riesce bene, l’unica cosa che gli resta da fare. Fino a che ci si mette in mezzo pure la salute, e allora Golder deve scegliere: continuare a fare soldi, l’unica cosa che sembra dare ragione alla sua vita, oppure abbandonare tutto per cercare di guarire.

I personaggi di questo breve romanzo sono pochi. Solo alla moglie e alla figlia di Goldier, Gloria e Joyce, sono dedicate alcune pagine in cui vediamo la storia dal loro punto di vista. Il resto è solo Golder, i suoi pensieri, le sue azioni, i suoi problemi.

Nonostante tutto, nonostante il personaggio di ebreo affarista senza scrupoli che sembra quasi un po’ una caricatura (ho letto che Némirovsky è stata infatti anche tacciata di antisemitismo per questo romanzo), a me Golder ha fatto soprattutto tanta pena. Mi sono ritrovata per esempio nelle sue preoccupazioni per la salute, ho sofferto per lui per il modo in cui lo trattava la figlia, mi sono arrabbiata con lui quando non riusciva a rimanere fermo nelle sue decisioni.

René Vincent / Public domain

L’ambientazione fa capolino ogni tanto, pochi cenni, ma molto suggestivi. Parigi sotto la pioggia, il paesaggio marittimo di Biarritz, la sgradevolezza dell’anonimo porto sul Mar Nero: poche parole, colori, odori, sensazioni, e già un’immagine vivida si crea nella nostra mente.

Non c’è dubbio che Némirovsky scriva veramente bene. Come ho detto è molto brava a disegnare scenari in poche righe, ma è soprattutto con i personaggi e le vicende che il suo stile ai manifesta appieno. Cito un esempio su tutti: quelle descrizioni così vivide della sofferenza fisica di Golder, di una persona che sente il corpo su cui ha fatto sempre affidamento cedere alfine ai problemi dell’età. E pensare che quando il libro è stato pubblicato per la prima volta Irène Némirovsky aveva solo 26 anni!

Commento generale.

È il secondo libro che leggo di Némirovsky e anche questa volta è riuscita a sorprendermi. È vero, non avevo nessuna aspettativa per questo romanzo, pensavo solo che vista l’esperienza precedente probabilmente mi sarebbe piaciuto, e così è stato. Eppure leggendo mi sorprendevo, non so come altro descrivere questa esperienza di lettura. Forse mi sorprendeva di identificarmi con un personaggio che non ha nulla a che vedere con me. O mi sorprendeva sentirmi tanto coinvolta da una storia in cui in realtà non accade mai molto. Sicuramente mi sorprendeva, come ho già detto, lo stile incredibile di Némirovsky. Fatto sta che più la leggo più apprezzo questa autrice, così come più leggevo più mi piaceva questo romanzo.

Copertina e titolo

Le copertine Adelphi non mi fanno impazzire di solito, ma questa non è male, l’immagine così elegante, che ostenta ricchezza e opulenza, mi sembra molto azzeccata. Il titolo, come tutti quelli in cui c’è solo il nome del protagonista, non è né bello né brutto.

Mini recensione

Némirovsky mi sorprende ancora

David Golder, locandina del film francese del 1931.

Titolo: David Golder
Titolo originale: David Golder
Genere: romanzo
Autore: Irène Némirovsky (Wikipedia)
Nazionalità: francese
Prima pubblicazione: 1929
Ambientazione: 7 settembre 1926 – primavera 1927; Parigi, Biarritz (Francia) – Mosca (Russia) – una città ucraina (non specificata) sul Mar Nero
Personaggi: David Golder
Casa Editrice: Adelphi
Traduzione: Margherita Belardetti
Copertina: Studio (1929). Foto di François Kollar.
Pagine: 180
ISBN: 978-88-459-2355-5
Provenienza: regalo; 4 agosto 2016
Link al libro: GOODREADSANOBII
inizio lettura: 2 maggio 2020
fine lettura: 10 maggio 2020

Grazie a…

Dragoval, che regalandomelo mi ha permesso si scoprire questo libro.

Sfide

Un po’ di frasi

«No» disse Golder.
E, con un gesto brusco, sollevò la lampada in modo che la luce colpisse in pieno il volto di Simon Marcus, seduto di fronte a lui dall’altra parte del tavolo.
[incipit]

Ah, Golder, non devi farti un altro nemico. Ne hai già abbastanza.
Simon Marcus
(Pagina 11)

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