scritto da Phoebes
sabato 27 Giugno 2020
alle 12:52
Categoria : Moon


di Dalya Moon

Broken Shell Island
A Long Way from Home



What Opal really wanted was a bicycle, and the box, while pretty, seemed suspiciously small, too small to contain a bicycle.

Quello che Opal voleva davvero era una bicicletta, e la scatola, per quanto bella, sembrava sospettosamente piccola, troppo piccola per contenere una bicicletta.

[incipit]

Opal vive con il nonno, che per il suo quindicesimo compleanno le ha regalato… una vecchia valigia. Opal non è proprio entusiasta, ma non sa che la valigia è il mezzo per raggiungere Broken Shell Island, un’isola che la ragazza conosceva solo da racconti per bambini, ma che invece esiste davvero.

Ho preso questo ebook perché l’ho trovato un giorno disponibile gratis su Amazon, e un po’ la storia mi intrigava. La lettura era iniziata bene: un compleanno in una tea house, una ragazza orfana (un classico!) che vive col nonno, un regalo inaspettato, un’isola misteriosa… però, purtroppo, è durata poco. Dopo pagine, pagine e pagine di avventure di Opal sull’isola, ho capito che il mio problema con questo libro è che non lo trovavo avvincente. Per esempio le avventure di Opal, una dietro l’altra, non mi intrigavano per niente. Poi quest’isola così meravigliosa, così bella che nessuno la vuole lasciare e tutti sognano di ritornarci… cos’ha di bello?!? Io non lo capisco! A parte la magia (di cui vediamo comunque molto poco) non ha veramente quasi nulla di così interessante, anzi pare che succedano solo cose brutte!

L’unica cosa che potrebbe sollevare un po’ l’interesse è che in concomitanza con l’arrivo di Opal sull’isola avviene un omicidio. Però non c’è una vera e propria indagine, solo ogni tanto qualcuno, soprattutto Opal, ripensa a “quella povera vittima”, e poi boom verso la fine si svela il colpevole, senza mordente, senza pathos, boh, anche questa parte mi ha deluso.

Poi nel finale diventa più interessante! Non so se sono io che sono riuscita finalmente ad entrare nella storia, ma l’ultimo 20-30% di libro l’ho letto con piacere e a quel punto davvero avevo voglia di continuare e andare avanti con la storia.

Broken Shell di Elizabeth Root Blackmer

I personaggi non sono male, anche se la loro caratterizzazione non è pienamente sufficiente. Opal è un’adolescente che si trova per l’ennesima volta in vita sua da sola, e che per di più deve abbandonare tutto quello che conosce e affrontate letteralmente l’ignoto col suo arrivo a Broken Shell Island. Non mi ha colpito tanto da farmi affezionare a lei, nonostante tutti i problemi che le capitano, ma neanche l’ho trovata odiosa, il che è già qualcosa! Gli altri personaggi li ho trovati troppo poco approfonditi perché fossero degni di nota, forse solo la sceriffa Max era simpatica, e Edwin mi ha fato sorridere quando sfoggia durante l’avventura certe particolari qualità che gli derivano dall’essere un esattore delle tasse.

Insomma, un romanzo che per una prima parte mi ha annoiato molto, mentre vero la fine è diventato tutto sommato interessante. Quindi di media gli do tre stelline, e mi rimane il dubbio se continuare o no con la serie. Non è che mi va tanto di ricominciare con avventure poco entusiasmanti, ma d’altra parte qualche curiosità mi è rimasta, prevalentemente legata alle capre: la capra al primo incontro con Opal aveva parlato davvero? E chi sono queste capre, perché Opal incontra sempre queste due? Sono in qualche modo legate a lei? Sono forse i suoi genitori scomparsi? O sono solo le ultime due capre dell’isola? Ecco, anche solo per questo un po’ di voglia di leggere il successivo ce l’ho! Però mi sa che non dovrò scegliere, perché a quanto ho capito gli altri libri non sono più disponibili!

Copertina e titolo

La copertina non è brutta ma è una di quelle immagini estremamente generiche che col libro c’entra poco o nulla. Il titolo è bellino, letteralmente credo sia tipo “Le Streghe della Costa Ovest”, accattivante, e anche abbastanza attinente.

Nuove parole/cose scoperte
Grazie a questo libro ho scoperto la differenza tra shore e beach, o almeno mi pare di aver capito che è così: la prima è una costa, anche probabilmente come termine più generico, mentre beach è una spiaggia, con la sabbia.

Mini recensione

Noioso all’inizio, bellino alla fine

broken shells di theresa caesar

Titolo: The Witches of West Shore
Serie: Broken Shell Island (1)
Genere: fantasy
Autore: Dalya Moon
Nazionalità: statunitense
Prima pubblicazione: 2012
Ambientazione: Broken Shell Island, da qualche parte in qualche oceano; giorni nostri
Personaggi: Opal Button, Peter Barker, Edwin Taxman, sceriffa Max
Pagine: 378
Provenienza: Biblioteca Libreria Amazon, 10 gennaio 2014
Link al libro: IN LETTURAGOODREADS
inizio lettura: 2 giugno 2020
fine lettura: 24 giugno 2020

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2 risposte a The Witches of West Shore

  1. Ludo scrive:

    Sono stata subito attirata dal titolo di questo post perché mi ha ricordato quello di un telefilm di qualche anno fa: Witches of East End, tratto da una serie di libri di Melissa de la Cruz.

    Sincera? Questo romanzo non mi ispira molto e, dopo aver letto le tue opinioni, mi attrae anche meno. La trama mi sembra un po’ scontata e mi ha anche richiamato alla mente The beach di Alex Garland.

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