Wyrd Sisters

(Sorellanza stregonesca)

di Terry Pratchett

Mondo Disco (Discworld)
Sourcery (Stregoneria)
Pyramids
Streghe (Witches)
L’arte della magia (Equal Rites)
?



‘What’s to be afraid of?’ she [Magrat] managed.
‘Us,’ said Granny Weatherwax, smugly.

“Che cosa c’è da avere paura?” [Magrat] riuscì a dire.
“Noi”, disse Nonnina Weatherwax, compiaciuta.

(Pagina 17)

Questo è il sesto libro della serie del Mondo Disco, il secondo della sottosaga delle Streghe, il terzo che leggo in lingua originale, e il primo dopo aver comprato la mappa (che però serviva un po’ meno stavolta, perché ci spostiamo poco). E ancora una volta appena finita la lettura mi verrebbe da dire che questo è uno dei miei libri preferiti e anche il ciclo è quello che preferisco!

Armatevi di pazienza, sarà una cosa lunga!

Nel regno di Lancre il re viene assassinato da un pretendente al trono. E fin qui niente di particolare, sono cose che succedono ai sovrani. Senonché il nuovo monarca, oltre a rendersi subito odioso alla popolazione, odia questa terra che si è ritrovato a governare. E alla terra questo non piace. E nemmeno alle streghe.

Li ho contanti, sono quattordici: quattordici righi ci sono voluti per farmi dire “io amo questo libro”. Eravamo neanche a metà della prima pagina. E non è la prima volta che con un libro di Pratchett mi capita questo! Ovviamente non sono stata delusa perché il resto del libro si è dimostrato altrettanto meraviglioso!

La trama è ovviamente molto avvincente, e mi è piaciuto molto vedere le streghe in azione con magie anche abbastanza spettacolari invece della solita Mentologia (anche quella, comunque, c’è, ed è sempre favolosa!). Molto presente il tema della “collocazione”, per così dire, delle streghe nella popolazione: sono rispettate ma anche molto temute. Ho trovato esilarante la preoccupazione del figlio di Nanny Ogg perché la madre era stata catturata:

Nanny Ogg in catene con la dichessa e il duca
Pratchett doodles-Wyrd Sisters di yenefer (particolare)
‘They say she’s been put in chains—’ Shawn frowned —’and that means something horrible’s going to happen. You know what she’s like when she loses her temper. We’ll never hear the last of it […] Oh, Miss Magrat, suppose they try to torture her? You know what a tongue she’s got on her when she gets angry—’
“Dicono che sia stata messa in catene…” Shawn si accigliò: “e questo significa che accadrà qualcosa di orribile. Sa com’è quando perde la pazienza. Non ne sentiremo mai la fine […] Oh, signorina Magrat, supponga che provino a torturarla? Sa che lingua si ritrova quando si arrabbia…”

(Pagine 129-130)

Un altro tema molto presente che mi ha tanto affascinato sono le riflessioni, specie di Granny/Nonnina Weatherwax, sull’mportanza delle parole. Le streghe usano le parole per la loro “Mentologia”, quando fanno incantesimi viene sottolineato come non sono tanto importanti gli oggetti usati, ma quello che viene detto, usano le parole a volte anche per manipolare la realtà. Gli umani invece usano le parole per inventarsi nuove realtà, e questa è una “magia” a volte molto più pericolosa. Nel libro mi è un po’ dispiaciuto che questa caratteristica negativa fosse associata al teatro, che Granny non apprezza e di cui non si fida, però sotto altri aspetti l’ho trovato un concetto non solo molto vero ma anche molto attuale (e consideriamo che il libro invece viene eoni prima dei social network).

Wyrd Sisters di Ian Briggs

L’ambientazione è prevalentemente le Ramtops, le montagne che si trovano più o meno al centro del Disco, e sono vicinissime al campo magico del Disco per cui trasudano magia che si rispecchia nelle stranezze del paesaggio e in quelle ancora maggiori degli abitanti. Nella parte di Ramtops in cui siamo il clima è pessimo, quando piove vengono giù temporali e scatafascio, e piove molto spesso, che quasi si comprende il duca per odiare questo posto così tanto! Eppure i suoi abitanti lo amano, e le descrizioni, selvagge, violente anche alle volte, sono senza dubbie molto affascianti!

Wyrd Sisters di BlackBirdInk

I personaggi principali sono le tre streghe, e non sono tre per caso. C’è la mitica Granny Weatherwax (in italiano Nonnina Weatherwax), Nanny Ogg (Tata Ogg in italiano) e la giovane Magrat. Sono tre le streghe perché fanno il verso alle Tre Streghe del Macbeth (ma di questo parlerò poi). Nonnina è sempre meravigliosa, ma le due new entry pure non sono da meno. Nanny Ogg per certi aspetti è esattamente il contrario di Granny (socievole, sempre circondata da innumerevoli famigliari) ma ha anche lei aspetti notevoli (come la canzone che si mette a cantare ogni volta che si ubriaca!). Magrat è la giovincella del gruppo, adorabile anche lei per altri motivi: ha letto un sacco di libri e ha della stregoneria un’idea molto romantica e fantasiosa, e le due molto più pragmatiche del gruppo le smontano sempre tutto l’entisiasmo!

È la prima volta che leggo delle streghe in lingua originale, e non so se non lo ricordavo o in italiano non mi aveva colpito questa cosa ma le streghe non parlano correttamente! Immagino sia per evidenziare ancora di più la loro differenza con i maghi che passano la vita a studiare, ma devo dire che è stato un po’ faticoso destreggiarmi tra verbi sbagliati e parole storpiate, e delle volte mi perdevo l’effetto comico se loro non capivano qualche parola complicata perché non la capivo neanch’io! Però ho adorato questa particolarità, mi è piaciuto come caratterizzava maggiormente questi personaggi, e anche se non è stato semplice comunque mi sono divertita a cercare di interpretare i vari strafalcioni! Sicuramente adoro ancora di più le streghe per questo!

Wyrd Sisters Collection 1 di nirdanddirt

I personaggi secondari sono tanti e più o meno importanti e interessanti. Uno che mi è particolarmente piaciuto è the Fool, il Matto, credo in italiano sia chiamato il Buffone: sarebbe il classico giullare di corte con il cappello a tre punte dotato di campanelli. Mi è piaciuto soprattutto per la complessità del personaggio: riassunto in poche parole incarna la tragedia del comico, un uomo destinato a far ridere gli altri, non importa quanto questo lo renda infelice, o anche quando poco ci sia portato. È un uomo forte e intelligente che si finge debole e stupido non per paura o per malizia, ma perché è il suo dovere, e la sua onestà gli impedisce di sottrarvisi. Inoltre questo personaggio è anche protagonista di uno dei colpi di scena più belli del libro (almeno secondo me) (ATTENZIONE spoilerissimi sul finale): non il fatto che diventa re di Lancre, quello me l’aspettavo; neanche il fatto che si scopre è il fratello di Tomjon, anche quello s’era capito. No, il fatto è che quando si scoprono tutte queste cose che ormai il lettore dava per scontate, ecco che arriva la vera sorpresa: il Buffone e Tomjon (il legittimo erede al trono) sono fratelli, ok, ma non perché sono entrambi figli del re, uno legittimo e uno illegittimo, ma perché nessuno dei due lo è in quanto la regina aveva tradito il marito (immagino con l’allora Buffone di corte).

Voglio qui citare infine l’antagonista primario, il duca Lord Leonal Felmet, che ha ucciso il vecchio re per prenderne il posto come sovrano di una terra che neanche gli piace. Anche lui è chiaramente ispirato al Macbeth per vari motivi (ne parlo poi) ma il suo desiderio di cambiare il passato inventandosi una verità più confacente ai suoi bisogni… be’, mi ha fatto pensare un sacco a Donald Trump! E che dire, è per questo che amo così tanto i libri come questo qui, perché ti parlano di un mondo immaginario, fantastico, assurdo, eppure ci ritrovi la tua vita e il tuo presente. Vero è che è pure la natura umana che è sempre quella, ma saperla descrivere così bene che ti ritrovi l’attualità spiegata in un libro di più di trent’anni fa è… bè, Genio.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura.

Lo stile di un libro è sempre la cosa che faccio più fatica a commentare perché nella mia ignoranza trovo molto difficile esprimere a parole quelle che sono spesso vaghe impressioni. Ci proverò lo stesso. In questo libro lo stile di Pratchett mi è sembrato diverso dal solito, come se si fosse adattato all’ambientazione, alla storia e ai personaggi. Per esempio a tratti la narrazione diveniva molto drammatica, in senso teatrale, e ovviamente la cosa faceva ancora più contrasto quando arrivava una frase più terra terra a ribaltare subito i toni. Cito qui quella parte della prima pagina che mi ha subito fatto capire che avrei amato questo libro. Iniziamo incontrando le nostre protagoniste in una situazione molto simile all’incipit del Macbeth: una notte di tempesta, tre streghe, e una voce stridula che chiede “Quando c’incontreremo di nuovo, tutt’e tre?”. Nella tragedia shakespeariana la risposta era qualcosa tipo “nel tuono, nel lampo o nella pioggia, quando il tumulto e la confusione saran cessati, quando la battaglia sarà perduta e vinta.” Qui invece un’altra voce risponde in tono normale: “Io posso martedì prossimo”. <3

Ho già citato più volte il Macbeth in questa recensione, perché i personaggi e a grandi linee anche le vicende sono chiaramente ispirati a questa tragedia shakespeariana, non solo per l’assassinio nel re e la presenza delle tre streghe, ma per tante altre cose, come il fatto che le tre siano in qualche modo collegate col destino, che il duca continui a pulirsi le mani dal sangue immaginario, che sua moglie sia la vera ideatrice dei suoi complotti, ma anche alcune citazioni dirette. Qui sono un po’ più ignorante, ne ho individuata con sicurezza solo una: …who would have thought he had so much blood in him? (Chi l’avrebbe mai detto che avesse tanto sangue?, pagina 300 del libro) La frase originale proviene dalla Scena 1 dell’Atto 5 e invece di “he” ha “old man”. Altre volte c’erano delle frasi che mi davano l’impressione di essere citazione, e in un caso, per una fortuita coincidenza*, ho scoperto che in effetti era vero).

Hwel di Mousqueton-le-Mage

Oltre al Macbeth ci sono poi tanti riferimenti alle fiabe, e anche quelli li ho trovato un tocco di genio, perché sono inserite quasi casualmente, come le streghe che si presentano sempre come venditrici di mele perché così vuole la tradizione, ma nessuno ci è mai cascato, tranne una volta! XD

Infine, visto che stiamo parlando di riferimenti, una menzione a parte meritano le commedie del nano Hwel in cui possiamo riconoscere un sacco di parti di opere del nostro mondo. La mia preferita è questa: He’d sorted out the falling chandelier, and found a place for a villain who wore a mask to conceal his disfigurement, and he’d rewritten one of the funny bits to allow for the fact that the hero had been born in a handbag. [Aveva sistemato il lampadario che cadeva, e trovato un posto per un cattivo che indossava una maschera per nascondere la sua deformità, e aveva riscritto uno dei pezzi divertenti per tenere conto del fatto che l’eroe era nato in una valigia.] (Pagina 209) Non mi vorrei sbagliare ma mi pare un misto tra Il fantasma dell’Opera è The Importance of Being Earnest!

Mi piace questa immagine perché nelle espressioni dei personaggi sta un po’ tutto il loro carattere: gioviale Nanny, sognante Magrat, scorbutica Granny.
Witches in the Theatre di ZlobnaVe6ti4ka

Commento generale.

Se avete saltato tutta la recensione e avete deciso di leggere direttamente qui, che dire non posso darvi torto, mi sono dilungata veramente troppo! E dire che erano molte di più le cose di cui volevo parlare! Vi assicuro che ho fatto una selezione sulle cose da dire! Ma non mi sono contenuta, lo so, quando mi sono accorta quanto lungo stava venendo il post ormai avevo scritto un bel po’ e non mi andava di cancellare qualcosa! Comunque smetto allora di cincischiare e vengo al sodo: questo libro è bellissimo! È divertente (tanto!), è avvincente, ha dei personaggi meravigliosi, una storia d’amore dolcissima, molte situazioni assurde, ambientazioni fantastiche, eppure in tutto questo c’ho trovato una metafora del presente che stiamo vivendo che quasi non ci credi che il libro è stato scritto più di trent’anni fa.

Penso mi siano sfuggite un po’ di cose leggendolo in inglese, però penso anche che alcune di queste fossero giochi di parole comunque intraducibili e che quindi mi sarei persa lo stesso, e sono davvero contenta di essermi goduta le parole originali di Pratchett perché come sempre anche da questo punto di vista questo libro è stato incredibile! Stile che cambia con i personaggi o con la scena, citazioni varie da tantissime fonti, e il suo solito modo geniale di usare le parole.

Lo ripeto, un libro bellissimo, e lo dovrei ripetere ancora e ancora perché dirlo una volta sola sembra troppo poco per far capire quanto mi è piaciuto!

Copertina e titolo

La copertina è del tipo a cui mi ha ormai abituato la Corgi, che non mi fa impazzire. Stavolta, forse perché i soggetti principali erano donne anziane e fantasmi, mi è dispiaciuta di meno ma non direi proprio di averla apprezzata. Il titolo è molto bello, ma mi ha procurato qualche problema nel cercare di capire cosa significasse! Leggo sulla Wikipedia che “Wyrd” «è un concetto della cultura antica inglese e antica norrena che corrisponde all’incirca a destino, fato, karma o sincronicità». Quindi il titolo potrebbe essere tradotto come “le sorelle del destino”, che però suona troppo banale.

Momento più…

…divertente: nel finale Nanny Ogg sfoggia una tazza dell’incoronazione! Ho riso ad alta voce quando l’ho letto! Questa cosa è troppo bella!!!!
…curioso: durante una rissa in una locanda fa una brevissima comparsa il Bibliotecario dell’Università Invisibile che avevamo conosciuto nel romanzo precedente! Siccome mi era un sacco simpatico mi ha fatto piacere rivederlo!
…geniale: per una piccola parte di romanzo seguiamo un gruppo di attori girovaghi che arrivano anche ad Ankh-Morpork, e qui decidono di stabilirsi e costruiscono un teatro, e il teatro si chiama the Dysk, perché se noi nel nostro mondo rotondo avevamo il Globe, nel Mondo Disco non possono che avere il Dysk!

Bonus
Non potevo non condividere con voi anche questa buffissima versione My Little Pony delle tre protagoniste del libro! Ecco a voi Pinkie Ogg, Fluttershy Garlick e Twilight Weatherwax!

Wyrd Sisters di Mother-of-Trolls

Mini recensione

Ancora più straordinario

Wyrd Sisters di SharksDen

Titolo: Wyrd Sisters
Sottotitolo: (Starring Three Witches, also kings, daggers, crowns, storms, dwarfs, cats, ghosts, spectres, apes, bandits, demons, forests, heirs, jesters, tortures, trolls, turntables, general rejoicing and divers alarums.)
Serie: Mondo Disco (6), Streghe (2)
Titolo italiano: Sorellanza stregonesca
Genere: fantasy
Autore: Terry Pratchett, nome completo Sir Terence David John Pratchett (sito ufficialeWikipedia)
Nazionalità: britannica
Prima pubblicazione: 1988
Ambientazione: Mondo Disco
Personaggi: Esmerelda “Esme” “Granny (Nonnina)” Weatherwax, Gytha “Nanny (Tata)” Ogg, Magrat Garlick
Casa Editrice: Corgi Books
Copertina: Josh Kirby
Pagine: 332
ISBN: 978-0-552-13460-6
Provenienza: Amazon, 11 giugno 2020
Link al libro: SITO UFFICIALEIN LETTURAGOODREADSANOBII
inizio lettura: 11 novembre 2020
fine lettura: 24 novembre 2020

Grazie a…

A Game of T.A.R.D.I.S., la cui recensione mi ha fatto venire voglia di leggere questo libro.

Sfide

Un po’ di frasi

[la traduzione (brutta) è mia, con un po’ di aiuto di Google perché sono pigra]

The wind howled. Lightning stabbed at the earth erratically, like an inefficient assassin. Thunder rolled back and forth across the dark, rain-lashed hills.
Il vento ululava. Un fulmine colpì la terra in modo irregolare, come un inefficiente assassino. Il tuono rombava avanti e indietro attraverso le scure colline battute dalla pioggia.
[incipit]

Quaffing is like drinking, but you spill more.
Tracannare è come bere, ma ne rovesci di più.
(Pagina 15)

Things that try to look like things often do look more like things than things. Well-known fact.
Le cose che cercano di sembrare cose spesso somigliano alle cose più delle cose stesse. È un fatto ben noto.
Granny
(Pagina 36)

He was pretty certain, though, that the witch wouldn’t like the idea. He didn’t like the idea of a witch not liking the idea.
Era abbastanza sicuro, però, che l’idea non sarebbe piaciuta alla strega. Non gli piaceva l’idea che a una strega non piacesse l’idea.
(Pagina 54)

Magrat: He said Verence died of natural causes.
Granny: Well, being assassinated is natural causes for a king.
Magrat: Ha detto che Verence è morto per cause naturali.
Granny: Be’, essere assassinato è una causa naturale per un re.
(Pagina 69)

‘You’re—you’re not going to force me to go back [to the witches], are you?’ he [the tax gatherer] said.
‘Um?’ said the duke. He waved a hand irritably. ‘No, no,’ he said. ‘Not at all. Just call in at the torturer on your way out. See when he can fit you in.’
The taxman gave him a look of gratitude, and bobbed a bow.
“Voi… voi non mi costringerete a tornare indietro [dalle streghe], vero?” disse [l’esattore delle tasse].
“Eh?” disse il duca. Agitò una mano irritato. “No, no”, disse. “Affatto. Solo avvisa il torturatore mentre esci. Vedi quando può farti entrare”.
L’esattore delle tasse gli lanciò uno sguardo di gratitudine e fece un inchino.
(Pagina 72)

A year went past. The days followed one another patiently. Right back at the beginning of the multiverse they had tried all passing at the same time, and it hadn’t worked.
Un anno passò. I giorni si susseguirono l’un l’altro pazientemente. Proprio all’inizio del multiverso avevano provato a passare tutti allo stesso tempo, e non aveva funzionato.
(Pagina 75)

b’zugda-hiara: a killing insult in Dwarfish, but here used as a term of endearment. It means ‘lawn ornament.’
b’zugda-hiara: un insulto letale in nanese, ma qui usato come un vezzeggiativo. Significa “ornamento da giardino”.
(Pagina 105)

He’d been told not to let witches pass, but no-one had said anything about apple sellers. Apple sellers were not a problem. It was witches that were the problem. She’d said she was an apple seller and he wasn’t about to doubt a witch’s word.
Gli era stato detto di non lasciar passare le streghe, ma nessuno aveva parlato dei venditrici di mele. Le venditrici di mele non erano un problema. Il problema erano le streghe. Lei aveva detto di essere una venditrice di mele e lui non aveva intenzione di dubitare della parola di una strega.
(Pagina 144)

Granny Weatherwax was not lost. She wasn’t the kind of person who ever became lost. It was just that, at the moment, while she knew exactly where SHE was, she didn’t know the position of anywhere else.
Nonnina Weatherwax non si era persa. Non era il tipo di persona che si perde. Era solo che, al momento, anche se sapeva esattamente dove LEI fosse, non conosceva la posizione di nient’altro.
(Pagina 145)

Ninety percent of true love is acute, ear-burning embarrassment.
Il novanta per cento del vero amore è un imbarazzo acuto che brucia le orecchie.
(Pagina 160)

‘But milk jugs don’t just drop out of the sky,’ said Tomjon, demonstrating the astonishing human art of denying the obvious.
“Ma le brocche del latte non cadono dal cielo”, disse Tomjon, dimostrando la sorprendente arte umana di negare l’ovvio.
(Pagina 259)

Within seconds his face went white. His teeth began to chatter. He clutched at his stomach and groaned.
The observant will realize that this was because the king [a ghost] was already seated there. It was not because the man had used the phrase ‘commence to start’ in cold blood. But it ought to have been.
In pochi secondi la sua faccia divenne bianca. Cominciò a battere i denti. Si strinse lo stomaco e gemette.
L’osservatore si renderà conto che questo era perché il re [un fantasma] era già seduto lì. Non era perché l’uomo avesse usato la frase “comincia ad iniziare” a sangue freddo. Ma avrebbe dovuto essere per quello.
(Pagina 275)

The theater worried her. It had a magic of its own, one that didn’t belong to her, one that wasn’t in her control. […] And it was worse than that. It was magic that didn’t belong to magical people. It was commanded by ordinary people, who didn’t know the rules. They altered the world because it sounded better.
Il teatro la preoccupava. Aveva una magia tutta sua, che non le apparteneva, che non era sotto il suo controllo. […] Ed era peggio di così. Era magia che non apparteneva alle persone magiche. Era comandata da persone comuni, che non conoscevano le regole. Alteravano il mondo perché suonava meglio.
(Pagina 276)

I’d like to know if I could compare you to a summer’s day. Because — well, June 12th was quite nice, and…
Vorrei sapere se posso paragonarti a un giorno d’estate. Perché – be’, il 12 giugno è stato abbastanza bello, e…
Il Buffone
(Pagina 281)

We’re bound to be truthful. But there’s no call to be honest.
Siamo obbligate ad essere sincere. Ma non c’è bisogno di essere oneste.
(Pagina 330)

Destiny is important, see, but people go wrong when they think it controls them. It’s the other way around.
Il destino è importante, vedi, ma le persone sbagliano quando pensano che li controlli. È il contrario.
Granny
(Pagina 331)

explicit Leggi


* Poco dopo aver finito il libro stavo guardando l’episodio del Tenente Colombo in cui i protagonisti sono due attori teatrali che stanno mettendo in scena proprio il Macbeth e ho beccato la citazione “Tomorrow, and tomorrow, and tomorrow” (poi l’ho cercato, è un monologo dell’Atto 5, Scena 5)

2 pensieri riguardo “Wyrd Sisters

  1. Sono così felice che ti sia piaciuto! E sì, in originale le streghe parlano molto più sgrammaticato/dialetto rispetto alla traduzione italiana (secondo me Pratchett è uno degli autori peggiori con cui cominciare a leggere in inglese), ma non sono niente rispetto ai Nac Mac Feegle: parlano scozzese trascritto foneticente.
    Praticamente cerco di capire che dicono in base alle risposte che hanno dai chi gli sta intorno.

    Non vedo l’ora di sapere il tuo parere sui prossimi volumi

    1. Sì, mi è piaciuto tantissimo!

      sono niente rispetto ai Nac Mac Feegle

      Ricordo di averne letto in qualche tua recensione! Online non si trova nessun ausilio? Ricordo che quando provai a leggere Cime tempestose in inglese impazzivo per come parlava un servitore, ma poi su internet avevo trovato una “traduzione” in inglese comprensibile!

      Non vedo l’ora di sapere il tuo parere sui prossimi volumi

      Decisamente non farò più passare tanto tempo come prima per leggere il prossimo! 🙂

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